I SEGRETI DEI VEDA

 The Bhaktivedanta Book Trust, 2011
Tutti i diritti di traduzione, adattamento e riproduzione riservati per tutti i Paesi.

Questo sapere  il re di tutte le scienze, il pi segreto dei segreti.
 la conoscenza pi pura, e poich permette di realizzare con percezione diretta la propria vera identit,  la perfezione della religione. Questa conoscenza  eterna e si applica con gioia. 
(Bhagavad-gita 9.2)


CENTRI DELLASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA COSCIENZA DI KRISHNA IN ITALIA


BERGAMO  Villaggio Hare Krishna
(da Medolago strada per Terno dIsola)
24040 Chignolo dIsola (BG) Tel. 035 4940705
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FIRENZE  Villa Vrindavana via Scopeti, 108
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MILANO  Centro Culturale Govinda via Valpetrosa, 5
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ROMA  Centro Hare Krishna via Sardegna, 55
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36020 Albettone (VI) - Tel. 044 4790573
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I SEGRETI DEI VEDA
basato sugli insegnamenti di sua divina grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada maestro spirituale fondatore dellAssociazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

The Bhaktivedanta Book trust

INTRODUZIONE    7

LIO CHE NON CAMBIA MAI    12
DIO E LE SUE ENERGIE    17
SI PU ATTRIBUIRE UNA DATA AI VEDA?    22
PERCH E COME MEDITARE    26
QUATTRO FATTI SERI DELLA VITA    32
QUANTO SIAMO LIBERI?    37
IL PROBLEMA DEL PARADISO    46
LAVORARE SEMPRE E NON PREGARE MAI    52
TEMPO AL TEMPO    59
IL TERMINE DOVERE  UNA BRUTTA PAROLA?    67
OCCHI PER VEDERE DIO    74
MANCHERANNO SEMPRE DUE DITA PER CAPIRE LUNIVERSO    82
CADERE PER FIDO    85
AL DI L DELLECOLOGIA    90
SCAMBI DAMORE    92
LA TECNOLOGIA MANCANTE    95
LINFALLIBILE GIUSTIZIA DEL KARMA    103
PARLANDO DI PERSONA    111
VEGETARIANESIMO SPIRITUALE    114
KRSNA  IL PADRE, CRISTO  IL FIGLIO    118
COSA C DI SBAGLIATO NEL SESSO?    127
TRE TIPI DI YOGA, TRE RISULTATI    134
SINTESI DELLA GITA     140
IL MANTRA HARE KRISHNA    150
BIOGRAFIA DI A.C. BHAKTIVEDANTA SWAMI    151
GUIDA ALLA PRONUNCIA DEL SANSCRITO    153

INTRODUZIONE

Nella societ laica odierna  di moda considerare la letteratura sacra come un insieme di fantasticherie mitologiche per persone sottosviluppate. A scuola sinsegna che con le nostre attuali conoscenze di fisica, medicina, psicologia, democrazia e via dicendo, queste scritture non hanno utilit se non come forme darte letteraria. Coloro che seguono le scritture alla lettera sono bollati con termini dispregiativi come quello di fondamentalisti. Va di moda prendere in prestito alcune idee dalle scritture vediche  lo yoga, la meditazione, il canto dei mantra  ma vivere secondo le leggi delle scritture  considerato antiquato e semplicistico.

   Una ragione per cui le persone rifiutano il vero significato delle sacre scritture  che la parola scrittura evoca in loro il ricordo di scomode austerit e penitenze oppure un insieme dintricati rituali che poche persone potevano compiere e ancor meno capire. Inoltre, le scritture contengono storie fantasiose di miracoli e avvenimenti sovrannaturali che la scienza moderna ha da tempo screditato. E non sono le scritture opere di persone imperfette?
   La realt  che le scritture autentiche, se correttamente comprese e applicate, costituiscono una guida e un manuale distruzione per la vita umana e per luniverso. Sono lopuscolo che contiene le procedure per districarsi nellavventura della creazione materiale.
   Dallinsieme delle scritture e della tradizione orale apprendiamo i metodi di elevazione spirituale, compreso il canto del santo nome del Signore. Attraverso le scritture veniamo a conoscere le vite dei grandi santi del passato, dei saggi realizzati e delle numerose manifestazioni del Signore. In realt i contenuti delle scritture, sia scritti che orali, costituiscono la base per fondare e trasmettere una cultura illuminata.

    certamente vero che molti racconti delle sacre scritture appaiono frutto di fantasia per il nostro mondo fondato sulla scienza, ma molte attuali meraviglie tecnologiche solo poche decine di anni fa sarebbero apparse romanzesche e non accettabili. Non  quindi impensabile che societ del passato possano aver avuto capacit ed esperienze oggi non disponibili. Per esempio,  praticamente impossibile ricreare lantica architettura del Per con i metodi moderni. Il fatto di pensare che la tecnologia abbia sempre progredito e non avrebbe mai potuto essere pi sviluppata di quella di oggi, pu non essere esatto. Anche la storia moderna insegna che lantica Grecia era ricca di conoscenza che lEuropa perse nel Medioevo e che poi  gradualmente riemersa. Allora  ragionevole e logico ritenere che ci che oggi  patrimonio di tutti, come la televisione e internet, possa andar perso e dimenticato in futuro per poi riemergere in seguito.
   Oggi, inoltre, c anche una forte evidenza empirica dellesistenza del sovrannaturale, ma poich la scienza moderna non  in grado di spiegarla, viene di solito ignorata. I Veda, invece, con le loro informazioni sullo spirito e sulla materia sottile, forniscono una visione del mondo che rende facile accettare quello che  apparentemente impossibile. Per esempio, una volta compreso che lo spirito, cio la vita,  indipendente dalla materia,  facile credere che esseri viventi possano vivere ovunque nelluniverso e compiere ogni genere di cose straordinarie.
   Una persona che ricerca una spiritualit genuina potrebbe lanciare una critica significativa alle scritture affermando che la maggior parte di esse si concentrano sulla ritualit e sul raggiungimento di profitti materiali. Krsna conferma questo modo di vedere quando dice al Suo amico Arjuna che coloro che hanno praticato lo yoga nelle vite precedenti sono al di sopra della gran parte delle ritualit contenute nelle scritture. La triste verit  che sono ben poche le persone interessate a unautentica realizzazione spirituale, perci Krsna e i Suoi grandi devoti danno, nelle scritture, istruzioni destinate a tutti i tipi di persone. Ci sono scritture diverse per diverse categorie di persone, che hanno inclinazioni e desideri diversi. E livelli diversi distruzione si possono trovare nella stessa scrittura.
   A volte il Signore, un Suo rappresentante o Suo figlio possono insegnare le verit eterne a un livello inferiore o in modo celato secondo il tempo, il luogo e le circostanze in cui si trovano. Le scritture che nascono da questi insegnamenti possono ispirare qualcosa che non  la pura e immotivata devozione per il Signore, ma hanno comunque la funzione di portare gradualmente le persone al pi alto livello di realizzazione. Sapendo che la perfezione, in generale,  ottenibile solo dopo molte vite, una persona assorta nella verit pi elevata sostiene e incoraggia coloro che si trovano a livelli inferiori.
   Le scritture autentiche, per definizione, provengono direttamente da Dio o da anime libere dalle imperfezioni e dalla tendenza a ingannare gli altri. Questa verit inalterata pu scorrere attraverso una persona libera da desideri egoistici e unita a Dio, come la vista del mondo esterno pu passare attraverso una finestra con i vetri puliti.

   Non si dovrebbe per accettare qualsiasi scrittura come sacra solo perch essa dice di esserlo. Non  per niente auspicabile accettare una filosofia contraria al servizio di devozione offerto alla forma personale del Signore o qualsiasi altra filosofia che neghi lanima, il Signore Supremo, il metodo per sviluppare amore per Lui e infine lunione personale con Lui.
   Una persona che segue le scritture pi pure, respingendo le varie tradizioni materialistiche che vengono proposte come sacre e rispettando le scritture autentiche che sono di livello inferiore, deve nondimeno essere attenta durante lo studio dei testi sacri. Anche leterna tradizione di una rivelazione scritta od orale incontaminata pu venire deviata da uninterpretazione dellimmaginazione o dalluso improprio. Rispettare le scritture significa usarne il significato pi chiaro e diretto possibile, studiando i comportamenti pratici dei puri devoti del Signore nel passato e nel presente. Possiamo avvicinarci alle scritture anche attraverso la guida di un maestro spirituale che ci d indicazioni specifiche su ci che  importante per noi nella nostra situazione attuale. Interpretare o applicare male le scritture pu essere pi pericoloso che negarle completamente. Un lupo mascherato da pecora  molto pi pericoloso di un lupo autentico.
   Dopo tante riflessioni e incertezze sulle scritture non sarebbe meglio cantare semplicemente

Hare Krsna, Hare Krsna, Krsna Krsna, Hare Hare, Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare

e dimenticare completamente le scritture? Per ottenere un vero beneficio spirituale dal canto dei mantra, e in particolare dal maha- mantra Hare Krsna,  necessario tenere in grande considerazione Krsna in tutte le Sue forme, comprese le Sue scritture.  vero che nellera in cui viviamo, il kali-yuga, il canto da solo pu portarci alla perfezione, ma devessere esente da offese, il che comporta unattitudine di reverenza verso gli scritti sacri autentici.
   Inoltre, quanto piacere e conforto c nelle scritture! Possiamo ottenere grande gioia e fiducia leggendo la Bhagavad-gita, le parole di Krsna stesso. E possiamo trovare un aiuto simile in opere di autori contemporanei  devoti che si attengono ai princpi che Krsna ha insegnato e li applicano alle situazioni di tutti i giorni. Naturalmente, piacere e gioia non sono i soli motivi che ci portano a leggere gli scritti sacri. Noi abbiamo bisogno delle scritture.
   Per accertare la verit non abbiamo altra scelta che basarci sulle facolt dei nostri sensi e della nostra mente, e su quella degli altri. Questi strumenti, per, possono darci solo una conoscenza parziale e relativa. I nostri sensi, infatti, sono imperfetti, anche se rinforzati da meccanismi sofisticati. Facciamo errori per abitudine, per mancanza di attenzione o per tendenze inconsce. Siamo portati a ingannare, perfino noi stessi. E se identifichiamo il corpo con il s, viviamo in una totale illusione. Le verit assiomatiche  punto di partenza per le conclusioni logiche e sensoriali  devono dunque provenire da una sorgente priva di difetti, se vogliamo basare le nostre azioni su una conoscenza perfetta.
   Quando i fondamenti della nostra conoscenza provengono dalla Verit Assoluta, allora tutte le nostre azioni, compreso il canto del santo nome di Krsna, ci spingeranno rapidamente lungo il cammino verso di Lui. Ascoltare dalle scritture le descrizioni della superba bellezza di Krsna e le meravigliose attivit del mondo spirituale ci dar ispirazione per agire con lintenso desiderio di ottenere il Suo servizio damore. Compiaciuto del nostro desiderio, Krsna ci purificher inondandoci con la Sua misericordia, e allora il nostro progresso sar davvero rapido.

   Attraverso le pagine di questo libro sarete introdotti a un nuovo modo di affrontare la vita, e molte possibilit si apriranno davanti a ognuno di voi. Scoprirete insegnamenti sulla spiritualit che si sono dimostrati validi per centinaia e centinaia di anni ma che sono rimasti finora relativamente sconosciuti. Alcune parti del libro potrebbero sembrarvi provocatorie, potrebbero non andare al passo con la conoscenza convenzionale, ma se leggerete lintero libro con mente aperta, potreste rimanere piacevolmente sorpresi, perch mettendo in pratica le idee innovative in esso contenute potreste trovarvi a vivere una vita felice, una vita cosciente di Krsna.



LIO CHE NON CAMBIA MAI
Conferenza  tenuta  nellaprile  1968  dellUniversit  di  Boston da A.C. Bhaktivedanta Swami, maestro spirituale fondatore dellAssociazione Internazionale per la Coscienza di Krishna.

La coscienza di Krsna, la scienza di Dio,  molto importante, perch ci permette di comprendere Dio e la nostra relazione con Lui. Certamente in ogni religione c qualche concezione di Dio: Dio  grande, per esempio. Tuttavia limitarsi a comprendere che Dio  grande non  sufficiente. Dobbiamo conoscere la nostra relazione con Lui.
   Generalmente diamo per scontato che Dio debba soddisfare le nostre richieste, perci coloro che credono in Dio di solito si rivolgono a Lui quando soffrono o quando hanno bisogno di denaro. Alcuni si avvicinano a Dio per curiosit, altri invece perch vogliono comprendere la scienza spirituale. Queste sono le quattro categorie di uomini che sinteressano a Dio, e tutte queste persone hanno compiuto attivit virtuose nel passato. Se non ha mai compiuto buone azioni, una persona non pu provare interesse per la scienza di Dio, perci coloro che sono sfortunati, che sono trascinati dalle attivit empie, non credono in Dio e non se ne interessano minima- mente.  molto difficile, dunque, per gli atei comprendere Dio.
   Poich la coscienza di Krsna  una scienza, persino un ateo pu apprezzarla, purch sia intelligente. Atei o teisti, tutti sono coscienti. Questo  un fatto. Non importa se crediate in Dio oppure no: voi siete coscienti. Non appena pizzico una parte del vostro corpo, immediatamente protestate: Qualcuno mi pizzica! Mi fa male! Anche negli animali questa coscienza  presente. Ora, che cos questa coscienza? La Bhagavad-gita afferma: La coscienza  ci che pervade tutto il corpo ed  eterna.
Come si pu comprendere che la coscienza  eterna? Potete comprenderlo con la vostra esperienza pratica. Da bambini eravate coscienti, da ragazzi eravate coscienti, da giovani eravate coscienti, e con landare degli anni, mentre vi avviate verso la vecchiaia, resterete sempre coscienti. Il vostro corpo cambia, ma la vostra coscienza continua immutata. Non potete negarlo. Perci la Bhagavad-gita dice: La coscienza  eterna. Non viene annientata con la distruzione del corpo temporaneo. Non appena la coscienza nel corpo viene meno, il corpo  morto. Che cos dunque la coscienza?  il sintomo della presenza dellanima. Come un fuoco situato in un punto diffonde tuttintorno luce e calore, cos lanima spirituale presente nel corpo diffonde la coscienza in tutto il corpo. Questo  un dato di fatto.
   Dal vostro corpo di bambino a quello di ragazzo e poi a quello di giovane, la vostra coscienza continua. Similmente, la vostra co- scienza vi trasporter in un nuovo corpo, e questa trasmigrazione da un corpo allaltro  detta morte.
   Quando il vostro vecchio corpo non pu pi essere mantenuto in funzione, la coscienza devessere trasferita in un corpo nuovo. Quando i vostri abiti sono troppo vecchi, dovete cambiarli. Quando il corpo materiale  troppo vecchio per continuare a funzionare, la vostra coscienza viene trasferita in un altro corpo, e ha inizio una nuova vita. Cos funziona la natura.
   Purtroppo, per, il sistema moderno distruzione non prevede istituti per lo studio della coscienza o dellanima spirituale, bench questa sia la conoscenza pi importante. Senza la coscienza, senza la presenza dellanima, il corpo non ha alcuna utilit. Sfortunatamente, mentre ci prendiamo molta cura del corpo, non abbiamo alcuna consapevolezza della coscienza o dellanima spirituale. Questa ignoranza  causata da maya, lillusione. Consideriamo con grande seriet tutto ci che non  permanente  il corpo e le sue estensioni, che non esisteranno a lungo e saranno distrutti dopo un certo numero di anni  ma non ci preoccupiamo della coscienza eterna, lanima spirituale, che trasmigra da un corpo allaltro. Lignoranza dellanima spirituale  la principale mancanza della civilt moderna.
   Finch non saremo coscienti della presenza dellanima spirituale nel corpo, finch non ci informeremo sullanima spirituale, tutte le nostre attivit non saranno altro che una perdita di tempo. Lo afferma lo Srimad-Bhagavatam (5.5.5): chiunque abbia accettato un corpo temporaneo devessere considerato uno sciocco, e siccome tutti ci identifichiamo con un corpo temporaneo, possiamo dire che siamo tutti sciocchi. Ognuno di noi sa che un giorno o laltro il corpo cesser di esistere, eppure continuiamo a identificarci con il corpo. Questa  ignoranza, illusione. Praticamente tutta la popolazione del mondo  immersa nellignoranza, perch quasi tutti ignorano di essere anime spirituali che trasmigrano da un corpo allaltro.
   Nessuno vuole morire, ma la morte crudele  imposta a ognuno di noi con la forza. La gente, per, non considera con seriet questo problema. Pensa di essere molto felice seguendo i princpi della vita animale  mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi. Oggigiorno la gente  molto orgogliosa del progresso compiuto, ma si preoccupa quasi esclusivamente di queste quattro attivit. Secondo le Scritture vediche, invece, questo tipo di vita non  migliore di quello vissuto dagli animali.
   La vita umana  fatta per progredire nella conoscenza. Che cosa significa? Significa conoscere se stessi, poter rispondere alla domanda chi sono io? Ogni societ civilizzata racchiude in s una serie di princpi religiosi, siano questi musulmani, cristiani, ebrei, induisti o buddisti. E qual  lo scopo delle Scritture e dei princpi religiosi? Comprendere la coscienza, comprendere lanima spirituale e la ragione della sua caduta nella vita materiale condizionata, capire in che modo essa trasmigra nelle varie specie di vita, e come pu liberarsi da questo ciclo di nascite e morti.
Esistono 8.400.000 specie di vita, e noi continuiamo a vagare da una allaltra. Soltanto quando si raggiunge la forma umana abbiamo la possibilit di rispondere alla domanda: Chi sono io? Se non comprendiamo chi siamo, perdiamo loccasione doro rappresentata dalla vita umana. Non faremo che sprecare tempo a soddisfare le tendenze della vita animale: mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi.
   Dobbiamo chiederci: Io non desidero la morte, perch sono costretto a morire? Non desidero ammalarmi, perch mi viene imposta la malattia? Anche quando una persona si ammala gravemente trascura in genere di porsi queste domande. Tuttalpi si limita a pensare: Beh, mi sono ammalato. Andr dal dottore e mi far dare delle medicine. Ma nel pi profondo del cuore non desideriamo affatto ammalarci e non desideriamo morire. Perch? Perch siamo eterni. La nostra vera posizione  la vita eterna, piena di felicit, senza morte, senza nascita, senza malattia. Chi non si domanda come fare per raggiungere questa posizione sta certamente sprecando loccasione della vita umana.
   La forma umana offre lopportunit di raggiungere la perfezione pi alta. Se non ci muoviamo verso questa direzione, non facciamo altro che sprecare questa opportunit. Mi riferisco in particolare alla vita umana con una coscienza e una cultura sviluppate. A questo stadio di sviluppo dovremmo chiederci: Perch mi vengono imposte queste calamit? Nessuno desidera subirle. In ogni citt vedo i vigili del fuoco e le ambulanze che vanno e vengono per le strade. Chi vuole che la propria casa prenda fuoco? Chi vuole restare coinvolto in un incidente? Queste cose ci vengono imposte, ma nessuno si chiede: Non desidero queste disgrazie. Perch sono costretto a subirle? Non appena si risveglia in noi il desiderio di comprendere perch tutte queste sofferenze ci vengono imposte, cincamminiamo sul sentiero dellauto-realizzazione.
   Per ora state cercando di risolvere questi problemi attraverso la cosiddetta ricerca scientifica, o la cosiddetta ricerca filosofica, ma la vera soluzione consiste nel correggere, ovvero purificare, la vostra coscienza. Purificando la coscienza, metterete fine al ciclo di trasmigrazioni da un corpo allaltro. Certo, magari ora siete contenti perch avete un bel corpo sano e vi godete la vita. Ma sapete quale sar la vostra prossima vita? Non potete saperlo. Dovreste sapere per che la vita continua. La vita attuale  soltanto un lampo  un attimo nel nostro viaggio attraverso milioni di specie di vita. Il Movimento per la Coscienza di Krsna  destinato a purificare le coscienze, a mettere fine alla reincarnazione e a risolvere cos tutti i problemi.
   La coscienza di Krsna  molto semplice. Recitate queste sedici parole:
Hare Krsna, Hare Krsna, Krsna Krsna, Hare Hare, Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare

Vi chiediamo soltanto di recitare queste sedici parole. Da parte vostra non avete niente da perdere, e avete la possibilit di ottenere un guadagno illimitato. Perch non fare un esperimento? Non  difficile. Sebbene il mantra sia scritto in sanscrito, si tratta di una vibrazione trascendentale universale.
   Se ci dedichiamo al canto di questo mantra, entriamo direttamente in contatto col Signore Supremo e ci purifichiamo. Se ci avviciniamo al fuoco ci scaldiamo, e se entriamo in contatto diretto con lo Spirito Supremo iniziamo la nostra purificazione. Cos, se cantate Hare Krsna la vostra coscienza impura sar purificata e voi saprete chi siete veramente.
   Cantare Hare Krsna  il metodo indicato per pulire la mente da ogni sporcizia. E non appena vi sarete ripuliti, le vostre ansiet materiali avranno termine. La Bhagavad-gita (18.54) indica che non appena si raggiunge il livello della comprensione spirituale ci si libera da ogni ansia materiale. Non vi affannerete pi alla ricerca del profitto, n vi dispererete per una grave perdita. Allora potrete vedere tutti sullo stesso piano, e la vostra perduta relazione con Dio, la Persona Suprema, verr ristabilita. Comincer per voi la vera vita.
   
Avvicinarsi alla coscienza di Krsna significa cominciare la vera vita e liberarsi dalla vita temporanea  che consiste nel trasmigrare da un corpo allaltro. LAssociazione Internazionale per la Coscienza di Krishna  dunque un movimento molto importante. Cercate di comprenderlo. Abbiamo centri in tutti i continenti e vi invitiamo a venire da noi. Non si spende nulla. Vi chiediamo soltanto di venire a trovarci e di cercare di capire questo Movimento. Il metodo che utilizziamo  estremamente scientifico; non si tratta di una truffa. Cercate di capire con la logica, con il ragionamento, con gli argomenti. Siamo pronti a rispondere a tutte le vostre domande.
   Questo Movimento  qui per il vostro bene; non si tratta di unistituzione a scopo di lucro. Vuole solo rendere un servizio allumanit, in modo che voi possiate capire la scienza di Dio e trarne beneficio. Noi non facciamo altro che presentarvi la coscienza di Krsna. Ora sta a voi accettarla. Grazie.


DIO E LE SUE ENERGIE
di A.C. Bhaktivedanta Swami, acarya-fondatore dellAssociazione
Internazionale per la Coscienza di Krishna

Krsna  la sorgente delle tre principali energie che costituiscono ogni cosa e sono sotto il Suo pieno controllo.
Lenergia di Krsna  spirituale e anche lenergia che costituisce gli esseri viventi  spirituale. Esiste comunque unaltra energia, chiamata illusione, che genera lattivit fruttifera. Questa  la terza energia del Signore. (Sri Visnu Purana 6.7.61)
   La Suprema Verit Assoluta  Bhagavan, Visnu, lonnipervadente Persona Suprema. Poich Egli  spirituale, anche la Sua potenza devessere spirituale. Lesempio  quello del sole e del suo splendore. Il globo solare  la riserva totale del calore e della luce, per cui la sua potenza  lo splendore del sole   anchessa calore e luce. Lo splendore del sole non  diverso dal sole.
   Sakti significa potenza. Sakti saktimat abheda: La potenza ha la stessa natura della sua sorgente. La potenza di una persona non differisce qualitativamente dalla persona stessa. Lesempio  sempre il sole e il suo splendore. La potenza del sole  il suo splendore, il quale ha la stessa qualit del sole  calore e luce.
   Secondo la conoscenza vedica, Dio ha molteplici potenze. Nella creazione vediamo agire diversi tipi di energia. Prendete ad esempio le foglie di un albero. Alcune sono verdi, altre rosse, gialle o di colore misto. Anche i frutti hanno differenti sapori e i fiori hanno svariati profumi. Nella creazione c variet, ma da dove viene la variet? Dallo splendore del sole. Lo splendore del sole  sempre lo stesso, ma agisce in modi diversi perci noi vediamo manifestazioni diverse. Questo  un semplice esempio materiale.
   Lentit spirituale originale  Krsna. Nella Bhagavad-gita (10.8) Egli dice, aham  sarvasya prabhavah: Io sono lorigine di tutto. Tutto ci che viene da Krsna non  differente da Lui. Tutte queste manifestazioni colorate vengono da Krsna. Mattah sarvam pravartate: Tutto proviene da Me.
   Tutto  sakti, potenza di Krsna. Su questo non c dubbio. Ma Krsna agisce in molti modi. Come? Nei Veda  affermato che Egli ha potenze illimitate perci tutto si sviluppa in modo naturale, senza alcuno sforzo, ma dietro ogni cosa c sempre Krsna. Per esempio, noi vediamo crescere un fiorellino. Lo stelo  delicato e il fiore  variopinto. Questa, per, non  cosa ordinaria. Se siete pittori e volete dipingere un fiore simile, vi occorreranno molti giorni. Non pensate che il fiore si sia formato da solo. No. Queste cose non sono automatiche. Quando dipingete un fiore, dovete usare molta energia. Anche Krsna deve usare la stessa energia, ma per Lui  molto naturale: tutto accade solo per la Sua volont, non deve sforzarSi.
   Questa  la differenza tra le attivit di Krsna e le nostre, nonostante noi, essendo parti di Lui, abbiamo le Sue stesse qualit. Se gli esseri hanno la stessa potenza di Krsna, qual  la differenza? La differenza  che le entit viventi sono soggette a cadere sotto lillusione. Noi siamo piccolissimi, perci siamo soggetti a spegnerci. Quando la scintilla  fuori dal fuoco si spegne, non ha pi la qualit del fuoco, ma finch si trova nel fuoco la vedrete splendere e danzare. La qualit  la stessa. Il fuoco brucia e anche la piccola scintilla brucia. Al pari della scintilla, per, quando lessere vivente non  pi in contatto con Krsna si spegne, viene coperto dalloscurit e la sua qualit spirituale sparisce. Non  esaurita, ma viene coperta per qualche tempo.
   La qualit spirituale non pu estinguersi perch  eterna. Continua ad esistere, ma a causa dellignoranza lessere vivente passa da un corpo in un altro e poi in un altro ancora:  la trasmigrazione dellanima. E finch non fa rivivere la sua coscienza originale, deve attraversare questo ciclo pi volte. Deve lottare per lesistenza nel tentativo di tornare alla sua posizione originale, che  splendente come la posizione di Krsna.

Questa  definita lotta per lesistenza. Le persone cercano la felicit, ma voi vedrete solo persone che stanno lottando. Qual  il loro scopo? Diventare felici. Alcuni bevono, altri assumono intossicanti, giocano dazzardo, qualcuno va al ristorante, al cinema, qua e l nel tentativo di diventare felici, ma a causa dellignoranza non ci riescono.
   Noi ora siamo coperti dal corpo e pensiamo: Io sono questo corpo. Questa  ignoranza, avidya. Io non sono il corpo, ma devo essere guidato per arrivare a questa conoscenza: Voi non siete il corpo, ma poich avete desiderato dominare la natura materiale, vi trovate ora con un corpo materiale. Poich avete desiderato mangiare escrementi,  avete un corpo di maiale, poich avete voluto creare problemi inutili, avete ottenuto il corpo di scimmia, poich avete desiderato bere sangue fresco, avete il corpo di una tigre. Tutto questo si chiama avidya. Non siamo n tigri, n maiali, n scimmie, n esseri umani, n americani, n indiani. Siamo anime spirituali.  necessario arrivare a questa conoscenza. Dallignoranza si deve arrivare alla conoscenza. Allora la nostra vita avr successo.

Il nostro Movimento per la Coscienza di Krsna cerca di risanare la societ umana. La coscienza di Krsna  difficile per coloro che hanno una mentalit da cani, gatti o scimmie. Costoro devono cambiare mentalit mediante la compagnia spirituale, il sat-sanga. Voi ascoltate gli sastra, le Scritture, e io parlo sulla base degli sastra. Questo  il sat-sanga. Nella compagnia dei puri devoti  molto piacevole e soddisfacente per lorecchio e per il cuore conversare sui divertimenti e sulle attivit del Signore Supremo. Coltivando questa conoscenza si avanza gradualmente sul sentiero della liberazione, quindi ci si libera da ogni condizionamento materiale e lattrazione per il Signore diventa fissa. Allora nasce la devozione vera e comincia il servizio devozionale. (Srimad-Bhagavatam 3.25.25)
   Col sat-sanga, in una genuina compagnia spirituale  conversando con le persone sante e unendosi a loro  possiamo imparare a conoscere le illimitate potenze di Krsna. In loro compagnia gli argomenti che riguardano Krsna sono molto piacevoli al cuore e allorecchio.
   Diversamente, senza il sat-sanga, questo non  possibile. Se vi rivolgete a un maestro non autorizzato, le sue parole vi entreranno da un orecchio e vi usciranno dallaltro, perch nelle sue parole non c vita: per lui  solo un affare. Non si pu fare affari con Krsna. Krsna non  disponibile a questo livello. Egli  il Signore. Non puoi usarLo al tuo servizio, sei tu a doverti impegnare al Suo servizio. Krsna  il mio Signore e io devo servirLo. Non far di Krsna uno strumento da usare al mio servizio.
   
La Bhagavad-gita afferma che quattro sono i tipi di persone con un patrimonio di atti pii che si rivolgono a Krsna, ma le persone empie non riescono ad avvicinarLo. Perch solo poche persone scelte ven- gono ad ascoltarmi? Perch  necessario avere un patrimonio di atti pii. Altrimenti non  possibile. Non ci aspettiamo che tutti divengano coscienti di Krsna; questo non  possibile.  sufficiente per che ci sia ununica persona ideale, cosciente di Krsna, per dare beneficio a migliaia di persone. Basta che ci sia ununica luna nel cielo  non servono milioni di stelle  per illuminare il firmamento.
   Le persone soffrono. Avvolte nellavidya, nellillusione, lottano per lesistenza. Krsna viene dunque di persona a liberarle. Questo  il Suo compito. Il devoto di Krsna si assume il compito di Krsna e attraverso questo Movimento fa del bene alle persone a cui predica. Caitanya Mahaprabhu ha dato questordine: Istruisci ogni persona a seguire gli ordini che Sri  Krsna ha lasciato nella Bhagavad-gita e nello Srimad-Bhagavatam. Diventa cos un maestro spirituale e cerca di liberare ogni persona di questo paese. (Caitanya-caritamrta, Madhya-lila 7.128).
   Non diventare anche tu un guru mascalzone che sinventa qualcosa dimmaginario: Fai questo. Dammi un po di denaro e diventi Dio. Non agire in questo modo. Insegna quello che Krsna ha detto e nientaltro. Qual  la difficolt? Krsna ha detto: Pensa sempre a Me, diventa Mio devoto, adoraMi ed offriMi i tuoi omaggi. (Bg. 18.65) Insegna queste quattro cose.
Diventa un devoto di Krsna. Come posso diventare devoto?
Vieni al tempio, offri i tuoi omaggi, stai in compagnia dei devoti e prendi prasada (cibo spiritualizzato).
Qual  la difficolt? E anche se nessuno viene, non c problema. Purtroppo le persone sono cos degradate che non verranno. Noi stiamo offrendo molte opportunit: Venite a trovarci e ascoltate parlare di Krsna. Prendete prasada, cantate e danzate, vivete una vita felice.
Le persone per preferiscono diventare cani, gatti e maiali. Siccome si stanno predisponendo per questo scopo, nella prossima vita lo diventeranno. Lo preferiscono.
   Il Movimento per la Coscienza di Krsna sta diffondendo e mettendo in pratica gli insegnamenti pi elevati per il benessere del mondo. Le persone dovrebbero cercare di comprendere questo Movimento e unirsi ad esso per potersene avvantaggiare. Vi ringrazio. Hare Krsna.



SI PU ATTRIBUIRE UNA DATA AI VEDA?
Questo colloquio tra Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada e uno studente britannico si svolse durante una passeggiata mattutina a Londra nel 1973.

Srila Prabhupada: Il messaggio della coscienza di Krsna proviene dal mondo spirituale. Non  di questo mondo materiale, perci a volte la gente pu fraintenderlo. Allora dobbiamo spiegarlo in modo chiaro. Le persone non riescono nemmeno a capire che cos lanima. Grandi scienziati. Grandi filosofi. Non hanno alcuna conoscenza dello spirito e del mondo spirituale, perci qualche volta hanno difficolt a capire.
Studente: Recentemente ho fatto delle ricerche sulla datazione dei Veda. Alcuni archeologi sostengono che le prove provenienti dallo scavo di Harappa e di Mohenjo-Daro mostrano che in effetti la data dei Veda  molto posteriore a quanto si pensava prima. Ci sembrerebbe privare i Veda di molta autorit, perch non apparirebbero pi come la pi antica Scrittura religiosa del mondo.
Srila Prabhupada: Veda non significa religione. Veda significa conoscenza. Quindi se lei pu tracciare la storia della conoscenza, pu ritrovare anche la data di origine dei Veda. Pu rintracciare linizio della conoscenza?
Studente: Non lo penserei possibile.
Srila Prabhupada:Allora, come pu ricostruire la storia dei Veda? Veda significa conoscenza. Prima di tutto deve scoprire la data dellinizio della conoscenza, poi trover let dei Veda.
   La storia dei Veda ebbe inizio al momento della creazione del mondo materiale. Nessuno pu indicare questa data. La creazione ha inizio dalla nascita di Brahma, e lei non pu calcolare neppure la lunghezza di un solo giorno di Brahma. Durante la notte di Brahma luniverso subisce una devastazione parziale e durante il suo giorno si ricrea nuovamente.
   Ci sono due tipi di distruzione. Una devastazione parziale si verifica durante la notte di Brahma mentre quella finale porta alla distruzione di tutta la manifestazione cosmica. Ma queste minuscole persone speculano sulle date dei Veda.  ridicolo.
   Ci sono molti microbi che nascono la sera e muoiono appena inizia il giorno. Una sola notte  la durata di tutta la loro vita. Anche la nostra vita  cos. Quale storia si pu scrivere? Noi riceviamo la conoscenza vedica dalle autorit vediche. Non dovremmo essere filosofi-rana. Conosce la filosofia della rana?
   Il dottor Rana non aveva mai visto lOceano Atlantico e qualcuno gli disse: Oh, ho visto unimmensa distesa dacqua!
Il dottor Rana chiese:  pi grande di questo pozzo?
Studente: Era al di l della sua comprensione.
Srila Prabhupada: S. Questi scienziati e pensatori sono come le rane che marciscono nei loro pozzi. Che cosa possono mai capire della conoscenza vedica?
Studente: S, lo so. Per cambiare argomento, mi chiedevo se lei si accorge che i Veda affermano che la forma pi vera di vita, la pi pura,  quella vissuta secondo natura, non contro natura come sembra che stiamo facendo nei nostri centri urbani.
Srila Prabhupada: Oh, s. Vera vita significa minimizzare le attivit fisiche in modo da risparmiare tempo per dedicarsi alla comprensione spirituale. Questa  la vera vita. La civilt attuale, fondata sul concetto di vita basato sul corpo,  sul piano animale. Non  vita civile.
   Athato brahma-jijnasa: la vita civile ha inizio quando una persona comincia a porsi domande sullanima spirituale, ma quando queste domande non ci sono, quando le persone non sono in grado di chiedersi che cos lanima spirituale, sono come cani e gatti.
   La vita vedica insegna a liberarsi per quanto possibile dai disturbi provocati dal corpo. Leducazione vedica inizia dunque con il brahmacarya, il celibato. Vero? I mascalzoni, invece, non sanno controllare la vita sessuale. La loro filosofia  far sesso senza freni, e quando si verifica una gravidanza uccidere il bambino.
Studente: S.
Srila Prabhupada: Questa  la filosofia dei mascalzoni. Non sanno che si pu essere educati a dimenticarsi del sesso. E se si dimentica il sesso, dov il problema dellaborto? Ma non ci riescono. Perci i Veda dicono, adanta-gobhir visatam tamisram: praticando senza freni il piacere dei sensi si scende gradualmente verso livelli di vita animale.
   Una persona che pratica laborto, uccidendo il bambino nel grembo, nella prossima vita subir una condizione simile, sar messa in un grembo e qualcuno la uccider. Per quanti bambini ha ucciso sar costretta a nascere ed essere uccisa altrettante volte. Cos per centinaia di anni le sar impossibile vedere la luce del giorno. Rimarr nel grembo e sar uccisa.
La gente non conosce le leggi della natura. Non si possono violare le leggi della natura come si violano quelle dello Stato. Supponga di uccidere qualcuno  pu cavarsela con linganno, ma non pu sfuggire alle leggi della natura. Per quante volte ha ucciso, per altrettante volte devessere ucciso. Questa  la legge della natura.
Studente: Solo la settimana scorsa parlavo con uninfermiera che lavora in un reparto dove si pratica laborto in uno dei principali ospedali di Londra.  terribile. Alcuni feti sono a uno stadio cos avanzato di sviluppo che chiaramente avrebbero unalta probabilit di vita.
Srila Prabhupada: Non vi  dubbio. La vita comincia fin dal rapporto sessuale. Lessere vivente  molto piccolo. Per legge di natura, e secondo il suo karma,  mandato nel seme del padre e immesso nel grembo della madre. Le cellule dello sperma paterno e dellovulo materno si emulsionano e formano un corpo che  come un pisello. Poi, col tempo questa forma si sviluppa.
   Tutte queste descrizioni sono contenute nella letteratura vedica. Nel primo stadio si manifestano nove aperture  gli orecchi, gli occhi, le narici, la bocca, i genitali e il retto. Successivamente si sviluppano i sensi, e in sei mesi e mezzo tutto  completo e la coscienza dellessere vivente si sveglia. Prima della formazione del corpo, lessere rimane privo di coscienza, come anestetizzato. Poi sogna, e infine gradualmente torna alla coscienza. In quel momento diventa molto riluttante a uscire, ma la natura gli d una spinta e cos esce. Questo  il procedimento della nascita.
   Questa  conoscenza vedica. Nella letteratura vedica trover tutto questo descritto perfettamente. Perci come possiamo dire che i Veda sono soggetti alla storia? La difficolt  che parliamo di cose spirituali, perci per i materialisti talvolta  molto difficile capire. Proprio non ci riescono.



PERCH E COME MEDITARE

Gli osservatori sociali dicono che la nostra societ sta diventando sempre pi meccanica, impersonale e indifferente alle necessit delluomo. In altre parole diventa sempre pi difficile sentirci a nostro agio.
   Perch la meditazione sta diventando cos popolare al giorno doggi? Cos che fa sentire bene una persona mentre medita? Per rispondere a queste domande alcuni psicologi hanno intervistato un gran numero di persone che meditano, e la risposta che maggiormente riassume lesperienza della meditazione  stata:  come andare a casa.
   La casa, naturalmente,  un luogo felice e sicuro a cui sentiamo di appartenere e siamo amati per quel che siamo. La casa  piena di parenti e amici che ci sostengono. La casa ci protegge dai pericoli del mondo, e ci permette allo stesso tempo di apprendere quali sono le occasioni del mondo che ci possono procurare felicit. Sfortunatamente, oggi, il sentimento di essere a casa  sempre pi raro.
   Filosofi, psicologi e politici descrivono i nostri tempi con parole come ansiet, disperazione, conflitto, guerra calda, guerra fredda, e scontro futuro. Commentatori sociali ci dicono che la nostra societ sta diventando sempre pi meccanica, impersonale e indifferente alle necessit delluomo.
   Persino nei paesi ricchi e relativamente sicuri, come gli Stati Uniti o lEuropa, le famiglie si spostano da un quartiere allaltro o da un appartamento allaltro, e se per puro caso si ottiene qualche forma di sicurezza fisica, rimane pur sempre un diffuso sentimento di essere senza casa. La gente non sa, in mezzo a un costante mutamento della societ e a un grossolano commercialismo, dove riporre la propria fiducia, dove appoggiare il proprio cuore. Infine, persino le pi semplici funzioni vitali, come bere acqua, mangiare e respirare, ci possono causare ansiet a causa della costante minaccia dinquinamento.
    naturale per noi volerci sentire a casa. Tuttavia, come vediamo, questa nostra societ che rincorre il consumismo a folle velocit fallisce nel darci quel sentimento familiare. Infatti, la societ moderna spesso ci spaventa, facendoci alzare la pressione sanguigna, facendo fluire adrenalina e ci costringe a cercare energici soccorsi. Alcuni combattono la paura assumendo alcolici o droghe, altri cercando loblio davanti al computer o alla televisione. Purtroppo questo tipo di sollievo  temporaneo, superficiale e alla fine spiacevole. Smorzare la consapevolezza di un problema non lo risolve.
   Nel cercare una soddisfacente soluzione pi stabile a questi problemi, molte persone (inclusi dottori e psicologi) si sono rivolti alla meditazione e hanno ottenuto importanti risultati. Alcuni riferiscono che la capacit di controllare lo stress aumenta con la pratica della meditazione. Stanno scoprendo, in realt, che la meditazione pu migliorare in modo significativo la salute fisica e mentale di una persona. Nella vita quotidiana di coloro che meditano vi  una maggiore efficienza ed entusiasmo. E la meditazione procura tutto ci senza alcun effetto nocivo.
   Inoltre, quando leggiamo manuali di meditazione (La Bhagavad- gita cos com, per esempio), troviamo che la pace della mente e il sollievo dallo stress sono solo piacevoli sottoprodotti associati al raggiungimento di una mta pi elevata di quella che si  prefisso colui che medita.
   Daltra parte, come spiega la Bhagavad-gita stessa, la meditazione  toglie  alla  persona  lignoranza  e  le  abitudini  malsane in modo naturale, senza nocive repressioni, permettendole di sperimentare un piacere pi alto. Per esempio le persone fumano, si ubriacano e sintossicano perch ne traggono un certo piacere, ma durante la pratica della meditazione chi medita prova gradualmente livelli sempre pi alti di un piacere interiore che supplisce al desiderio di sostanze malsane. Questo stesso principio vale anche quando si tratta di porre rimedio a reazioni psicologiche dannose, come lansiet, lo stress e la collera ingiustificata. La meditazione permette allindividuo di contattare le tendenze psicologiche sane gi presenti in lui. Questa esperienza salutare  cos intrinsecamente remunerativa che la persona che medita comincia a essere attratta naturalmente verso le salutari tendenze della vita di ogni giorno.
   La sorgente di questo piacere superiore sperimentato nella meditazione  un s liberato e illuminato. Sri Krsna dice nella Bhagavad-gita che questa condizione illuminata  caratterizzata dalla capacit di vedere il proprio s con mente pura e di gioire nel s. La Gita spiega inoltre che quando una persona medita collega la sua coscienza individuale a quella dellEssere Supremo (Dio o Krsna) in unamorevole relazione reciproca, esperienza illuminante che si sviluppa nellambito del suo potenziale pi alto e diventa permanente. Raggiunto questo livello, dice la Gita, non si  mai scossi, neppure in mezzo alle pi grandi difficolt. Questa  la vera libert da tutte le miserie.
   Mentre si muove verso questa mta, colui che medita ha letteralmente  il  sentore  di  tornare  a  casa,  come  spiega  Sua Divina  Grazia A.C.  Bhaktivedanta  Swami  Prabhupada.  Casa, in questo contesto, significa che lindividuo realizza la sua vera identit ed  in grado di agire secondo questa consapevolezza. La meditazione, allora, non solo libera dallangoscia, ma promuove anche lespressione pi completa dello spirito umano.  O, come si suol dire, la miglior difesa  lattacco.
   Il metodo migliore per difenderci dallo stress, dallalienazione e dal sentimento di essere senza casa,  adottare un metodo che ci diriger verso la giusta direzione, verso il ritorno a casa, al nostro vero s e ad unamorevole relazione con Krsna,  Dio, la Persona Suprema.

LA TECNICA DELLA MEDITAZIONE
   Per raggiungere gli effetti benefici della meditazione non  richiesto nessun adeguamento mentale o intellettuale, come per esempio laccettazione a priori di una serie di credi. La vera pratica della meditazione illumina la coscienza al punto che lindividuo sperimenta la verit come esperienza reale di percezione diretta. In altre parole, la meditazione incarna lo spirito scientifico e non settario che attrae cos tanto la gente moderna.
   A questo punto sorge la domanda. Qual  la tecnica di meditazione che si adatta maggiormente ai tempi in cui viviamo? La sorprendente proliferazione di tecniche alza-coscienza ha confuso molta gente, ma se consultiamo ancora le autorit classiche in questo campo troveremo una rassicurante unanimit: sia i maestri rispettabili sia le Scritture raccomandano vivamente la meditazione sul mantra come il miglior mezzo per raggiungere la realizzazione spirituale e il piacere pi elevato nellepoca in cui viviamo. La meditazione con la recitazione del mantra  facile da apprendere e piacevole da praticare. Dopo aver letto le seguenti istruzioni, potete immediatamente iniziare a praticare la meditazione a casa vostra, senza incorrere in costose spese diniziazione.

LA MEDITAZIONE SUL MAHA-MANTRA
   In India, 500 anni fa, Sri  Caitanya introdusse la meditazione sul mantra iniziando liberamente tutti  senza distinzione di razza, religione o stato sociale  al canto del mantra pi efficace per lera moderna, un tempo il segreto Hare Krsna maha-mantra.
   Maha significa grande, man significa mente, e tra significa liberare. Quindi, maha-mantra significa la grande vibrazione sonora che libera la mente da condizioni indesiderabili. Ascoltando semplicemente il suono di questo mantra una persona pulisce la propria mente da negativit psicologiche e simultaneamente coltiva qualit favorevoli.
   Non c alcun bisogno di un mantra privato. Sri Caitanya democratizz la meditazione rendendo il mantra Hare Krsna disponibile a tutti nei termini pi liberali. Egli insegnava: Non ci sono rigide regole per il canto...
   Una persona pu cantare il mantra Hare Krsna in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, sia per sollevarsi dallangoscia che per avanzare nella realizzazione spirituale. Tuttavia il mattino presto  un momento particolarmente favorevole per la meditazione. Inoltre la pratica della meditazione sul mantra Hare Krsna procede in modo pi armonioso se le dedicate un tempo specifico nel corso della giornata. Destinatele un conveniente periodo di tempo che si adatta al vostro programma giornaliero e, se  possibile, incrementate la vostra pratica fino a unora o pi. Potete organizzare la vostra meditazione in due sessioni, una durante il giorno e una la sera.
   Per cantare il mantra Hare Krsna assumete una posizione comoda, certo non distesi (diventereste solo sonnolenti). Potete cantare seduti, in piedi o camminando. Potete tenere gli occhi aperti o chiusi, oppure alternare tra occhi aperti e occhi chiusi. Ripetete il mantra:

Hare Krsna, Hare Krsna, Krsna Krsna, Hare Hare, Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare

in modo che sia da voi udibile per tutto il tempo che intendete meditare. (Accertatevi di muovere le labbra e le mandibole come se pronunciaste parole comuni.)
   Potete cantare come preferite, sia ad alta voce che sommessamente. Potete anche variare tono e inflessione. Ricordate: Non ci sono rigide regole.
   La meditazione  una scienza personale, e le persone non sono macchine. Non c alcun metodo meccanico per sviluppare il vostro potenziale. Per aver successo, la tecnica di meditazione devessere naturale, libera ed espressiva come lo siete voi.
Piuttosto  che  soffocare  le  vostre  personali  e  naturali tendenze espressive, il metodo del canto del mantra Hare Krsna favorisce queste tendenze per stimolare lo scorrere naturale della meditazione.  Mentre cantate fissate semplicemente la mente sullascolto del suono del mantra. Quando parlate  naturale per voi ascoltare la vostra voce. Durante la meditazione dirigete questa naturale attenzione verso lascolto del mantra. La qualit della vostra meditazione dipende da quanto siete bravi ad ascoltarvi.
     vero  che  durante  la  meditazione  la  vostra  mente  pu vagare o sognare. Quando ci accade non combattetela; riportate semplicemente la vostra attenzione allascolto del mantra. Krsna dice nella Bhagavad-gita (6.26): Ovunque la mente vaghi a causa della sua natura agitata e instabile, devessere ricondotta sotto il controllo del s spirituale.
    Srila Prabhupada spiega: La mente  inquieta per natura... ma pu riposarsi nella vibrazione sonora di Krsna. La mente cerca conoscenza e piacere, e poich li trova nel suono del mantra Hare Krsna, diventa serena e soddisfatta.
   Le  parole  del  mantra  Hare  Krsna  provengono  dallantica lingua sanscrita. Hare significa colui che porta via tutti i disturbi della mente e colui che risveglia tutte le qualit salutari. Hare indica anche lenergia di piacere di Dio. Krsna e Rama sono nomi personali di Dio. Krsna significa infinitamente affascinante e Rama culla del piacere. Quando la persona che medita ripete questi suoni, il mantra gradualmente le rivela il suo significato e ne intensifica lavanzamento personale.
   Ora sapete tutto ci di cui avete bisogno per iniziare a casa vostra la pratica della meditazione. Ripetete semplicemente il mantra Hare Krsna e ascoltatene il suono. Il progresso seguir in modo automatico.
Un ultimo suggerimento: la rapidit del vostro progresso di-pender anche dalla sincerit del vostro sentimento mentre cantate.
Ricordate che la meditazione  una scienza personale. Se incontrate difficolt o se avete domande sulla meditazione del mantra Hare Krsna o sulla meditazione in generale, non esitate a mettervi in contatto con il centro Hare Krsna pi vicino a voi o a scriverci. Il nostro sito internet : www.harekrsna.it. Vi auguro un dolce e piacevole viaggio di ritorno a casa.



QUATTRO FATTI SERI DELLA VITA
di Visakha devi dasi

Qual  la cosa pi sorprendente? fu chiesto una volta a un re sagace. La cosa pi sorprendente, rispose il re,  che anche se ognuno di noi sa che  destinato a morire, come sono morti i parenti e gli amici, nessuno si prepara per la propria morte, ma agisce come se vivesse per sempre.
Se per caso aveste sentito i devoti di Krsna usare il termine anima condizionata, forse vi sareste chiesti cosa significa. Unanima condizionata  unanima controllata dalle insormontabili forze della natura, specialmente dalle sofferenze della nascita, della vecchiaia, della malattia e della morte.
   Per noi, anime condizionate nel mondo materiale, tutte le gratificazioni e le amenit della vita  il dolce amore degli amici e dei parenti, la casa, i passatempi, gli studi, le cene alle otto e il tennis la domenica  sono passeggere a causa di queste implacabili imposizioni della natura. Alcune anime, desiderando raggiungere una felicit duratura, cercano di diventare incondizionate, libere cio dallinfluenza della natura materiale.
   Per potersi liberare necessitano per di una guida spirituale qualificata e di libri di riferimento, come la Bhagavad-gita e lo Srimad-Bhagavatam, elaborati trattati sulla conoscenza materiale e spirituale. La Bhagavad-gita descrive un aspetto della conoscenza quale la percezione dellinferno della nascita, della morte, della vecchiaia e della malattia. Questa visione decisamente pessimistica della vita materiale  una spinta per coloro che vogliono diventare anime incondizionate.
   Nel terzo canto dello Srimad-Bhagavatam questa spinta  rafforzata dalla discussione tra Kapila-deva, manifestazione di Dio, la Persona Suprema, e Sua madre, Devahuti.
   Devahuti disse: Mio Signore, per favore descrivimi nel dettaglio, sia per me che per le persone in generale, levolversi continuo delle nascite e delle morti, perch sentendo parlare di queste calamit potremmo volerci distaccare dalle attivit di questo mondo.
   Nella Sua risposta Kapila spieg come la forza vitale, lanima, entri nel grembo di una donna attraverso una particella del seme maschile durante latto sessuale, come il feto si sviluppi durante le settimane e i mesi di gravidanza e come esso soffra.
   Se la madre mangia cibo piccante, troppo salato o troppo acido, il corpo del bambino subisce dolori che sono quasi insopportabili. Coperto allesterno dallintestino, il bimbo  disteso su un lato delladdome, la testa curvata verso la propria pancia e la schiena inarcata. Rimane cos, come un uccello in gabbia, senza libert di movimento.
   Sebbene i ricercatori scientifici abbiano confermato molte affermazioni contenute nello Srimad-Bhagavatam circa lo sviluppo del feto, non hanno ancora scoperto quanto soffra. Come abbiamo dimenticato il dolore delle ferite passate o le malattie che abbiamo avuto, cos abbiamo dimenticato il dolore della condizione fetale.
Che dire poi della nascita! Spinto allimprovviso verso il basso dallaria che aiuta il parto, descrive Kapila, il bambino viene fuori con grande dolore, a testa in gi, senza respiro, e privato della me- moria a causa dellestrema agonia.
   Come ogni madre sa, le sofferenze dei neonati continuano dopo la nascita. Il beb impotente non pu esprimere cosa vuole, e non pu rifiutare le cose indesiderate che gli vengono date. Non pu grattarsi o muoversi come vorrebbe, e piange per le indigestioni, le coliche, il mal di denti, i dispetti e per altri dolori che solo lui conosce.
   Kapila ci parla anche della vecchiaia. Come il fattore trascura i suoi vecchi animali esausti, cos vedendo un uomo che non pu pi sostenere i membri della sua famiglia, questi non lo trattano con lo stesso rispetto di prima. Perci i vecchi, considerati dai loro familiari come problemi, troppo difficili per viverci insieme o per prendersene cura, languiscono negli ospizi. Se rimangono a casa, sono trattati come animali domestici e mangiano quel po che ricevono con negligenza. Afflitti da molte malattie, spiega Kapila, mangiano solo piccoli bocconi di cibo e restano oziosi invalidi, mentre il loro corpo si assottiglia e si deteriora sotto limpercettibile ma implacabile influenza del tempo. Il corpo degli anziani diventa un involucro devastato dal tempo, come una casa abbandonata, una struttura vuota priva di servizi e comodit.
   Sotto forma di vecchiaia, il tempo notifica un mandato di comparizione davanti alla morte che nessuno pu rifiutare. Ma invece di prepararsi, gli anziani mettono s una facciata spenta con rughe imbellettate, capelli tinti e vestiti sportivi. Vivendo con i loro fon- di pensionistici degli anni doro, si divertono giocando a bocce, praticando uno sport tranquillo e facendo spedizioni di shopping  prima che la morte sopraggiunga e il loro corpo, con la sua facciata, ritorni alla polvere.
   Nonostante una vasta ricerca medica, nuovi ospedali sofisticati e il duro lavoro dei medici, la malattia non accenna a diminuire. Oltre a dover nascere e poi morire, il corpo  soggetto a una o pi malattie, tra le miriadi esistenti, dallartrite allAIDS, dagli strappi muscolari allo squilibrio mentale. Sebbene sia considerata una condizione anormale, la malattia  in realt la condizione normale, inflitta sul corpo di tutte le anime soggette alle imposizioni della natura.
   Qual  la cosa pi sorprendente? fu chiesto una volta a un re sagace. La cosa pi sorprendente, rispose il re,  che ognuno di noi sa che  destinato a morire, come sono morti i parenti e gli amici, eppure nessuno si prepara alla morte, ma agisce come se vivesse per sempre.
   Il tempo vince tutto ci che  materiale. Con ogni alba e tramonto del sole, con ogni momento che passa, ci viene rubato quel che resta della nostra vita. Ogni compleanno significa un anno pi vicino alla morte.
   Kapila descrive i momenti finali della vita di un uomo: In questa condizione malata, il vecchio ha difficolt a respirare, e mentre inspira ed espira produce un suono che  una specie di rantolo, i suoi occhi si gonfiano per la pressione dellaria interna e le ghiandole si congestionano per il muco. Cade cos sotto gli artigli della morte e giace circondato da amici e parenti in lacrime, e anche se vorrebbe parlare non pu farlo. Muore quindi in modo pietoso, nel dolore e nellafflizione.
   Incapace di portare a termine i suoi piani, insoddisfatto di come ha provveduto alla famiglia e inconsapevole del suo destino, luomo che sta per morire  impotente come un neonato.
   La nostra breve vita  come una bolla nelloceano. Lagitarsi delle onde crea molte piccole bolle che stanno insieme per un po di tempo e poi si separano per non incontrarsi mai pi. Allo stesso modo, la nostra famiglia, gli amici e i connazionali si raggruppano come bolle per poi essere separati dalla morte.
   Sebbene tutte le anime condizionate, essendo esseri spirituali eterni, non sono destinate a morire, sono soggette alla morte perch la loro esistenza sintreccia con la natura materiale.  possibile, tuttavia, svincolarsi e risolvere il problema della morte.
   I santi e i saggi, disse Devahuti, essendo liberi da tutti i turbamenti dei sensi e della mente, meditano su Dio, la Persona Suprema, perch solo con la Sua misericordia una persona pu liberarsi dalla morsa della natura materiale.
   Kapila apprezz la sua realizzazione e disse: Il cammino del servizio devozionale  molto facile. Puoi seguire questo metodo senza difficolt, e seguendolo ti libererai molto presto, anche mentre sei ancora nel corpo presente. Le persone che non conoscono il metodo del servizio devozionale al Signore Supremo non riescono a uscire dal ciclo di nascite e morti.
   Finch lanima condizionata non conosce la scienza spirituale chiamata servizio devozionale, lavora duramente e rifiuta di vedere in modo filosofico le cause delle sue sofferenze e i possibili rimedi. Lanima che non  condizionata, invece, ritrae i sensi dalle attivit materiali e, provvista di conoscenza e distacco, li impiega totalmente al servizio del Signore Supremo. Chiunque abbia nella vita lunico scopo di servire il Signore Supremo sotto la direzione di un maestro spirituale autentico  liberato mentre si trova nel corpo materiale. Anche se deve ancora soddisfare le sue necessit fisiche basilari, non  disturbato dalle forze della natura materiale.
   Intendi dire che unanima non condizionata non diventa vecchia, non si ammala o non muore? potreste chiedere con incredulit. Naturalmente, da un punto di vista esteriore anche lei sperimenta queste condizioni, ma da un punto di vista superiore, spirituale, ci non succede perch ha realizzato che non  il corpo materiale bens lanima spirituale allinterno del corpo. Proprio come il fatto dindossare un vecchio cappotto e una vecchia camicia non mi rendono vecchio, cos le condizioni del corpo e della mente non possono mai intaccare lanima eterna.
   Neppure la morte  lultimo condizionamento materiale  ha influenza sullanima liberata. Per esempio, quando un gatto tiene in bocca un topo, il topo  terrorizzato sentendo che la morte  vicina, ma quando lo stesso gatto tiene nella bocca il suo piccolo, il gattino si sente a suo agio. Quando la morte sopraggiunge per lanima condizionata, questa  terrorizzata, ma per lanima non condizionata la morte significa che il Signore  venuto a riportarla a casa, nel mondo spirituale.



QUANTO SIAMO LIBERI?
di Navin Jani

Una riflessione sulle teorie del determinismo rigido, del libero arbitrio assoluto e del determinismo non rigido alla luce delle Scritture vediche.
Un giorno Samuele si reca allorfanatrofio della sua citt per fare una generosa donazione. In unaltra parte della citt Andrea rapina una banca. Che cosa ha portato queste due persone a due scelte cos drasticamente diverse?  dipeso dalla loro volont o dallintervento di qualche altro fattore? In altre parole, le loro azioni erano gi determinate oppure queste due persone agiscono per libero arbitrio?
   Queste domande riguardano uno dei temi pi dibattuti della filosofia occidentale. Gli esseri umani sono destinati a seguire un percorso determinato? Siamo come bambini su una macchinina di una giostra che permette loro di curvare a destra o a sinistra, ma che inesorabilmente li porta lungo un percorso predeterminato? Oppure siamo liberi di desiderare e di fare tutto quello che ci piace? La nostra vita  come una lavagna pulita su cui possiamo scrivere tutto e di tutto?
   Tratteremo quindi brevemente come la filosofia occidentale abbia impostato il problema del rapporto tra determinismo e libero arbitrio, e poi suggeriremo come la letteratura vedica possa offrire unulteriore visione di questo tema cos sfuggente, eppure cos importante.
   Prima di tutto chiariamo il significato della parola arbitrio. Da un punto di vista filosofico si tratta di un concetto articolato che ha subto variazioni di significato durante gli anni. Tuttavia, per tutti gli scopi pratici pu essere ritenuto sinonimo di azione. Pertanto   il   dibattito   sul   rapporto   tra   determinismo   e   libero arbitrio essenzialmente  una richiesta didentificare la causa dei comportamenti umani. Tenere in mente questo vi aiuter a non perdervi in quella che altrimenti potrebbe diventare una giungla intricata di astratti linguaggi filosofici incomprensibili.

DETERMINISMO RIGIDO
In questo dibattito un punto di vista  quello di affermare che Samuele era destinato a fare una donazione e Andrea a rubare, e nessuno in realt aveva voce in capitolo su queste scelte. Questa teoria  conosciuta come determinismo rigido. Ci comporta che tutte le azioni umane siano il risultato diretto di una sequenza di cause e di effetti tali da renderle predeterminate e tali da potersi svolgere in un solo ed unico modo. Quindi, in realt noi non abbiamo alcun ruolo nel determinare le nostre azioni, che sono causate da qualcosa al di sopra di noi. I filosofi occidentali in generale si sono dimostrati restii ad accettare questo punto di vista e con buone ragioni: un rigido determinismo contrasta sia con lesperienza comune sia con le regole di civilt.
   Lungi dal sentirsi obbligati a compiere le azioni che facciamo, istintivamente sentiamo che nella nostra vita possiamo fare delle scelte. Perci il pensiero di non poter in alcun modo controllare quello che facciamo ci ripugna. Inoltre le leggi che governano una societ hanno significato solo se i cittadini possono decidere se seguirle o no. Per esempio, potremmo essere del parere di punire. 
Andrea per mandare un messaggio alla comunit sul fatto che non si deve rubare, in modo che altri non seguano il suo esempio. Se per i cittadini non hanno il potere di decidere se rubare o no, allora qual  lutilit di mandare un messaggio di questo tipo? Quindi un rigido determinismo devessere respinto perch contrario allintuizione e certamente in contrasto con la pratica.

LIBERO ARBITRIO ASSOLUTO
Dopo aver respinto questa posizione estrema, esaminiamo laltra posizione estrema. Come il determinismo rigido ci dice che Samuele e Andrea dovevano ciascuno agire in quel particolare modo, il punto di vista opposto ci dice che essi avrebbero potuto agire in qualsiasi altro modo. Questa  la teoria conosciuta come libero arbitrio assoluto. Essa sostiene che le azioni umane sono totalmente libere e possono svolgersi in un numero infinito di modi. Il nostro comportamento non  il prodotto precostituito di un grande schema universale, ma  fluido e flessibile. Esso  essenzialmente senza causa, perch questo limiterebbe il suo svolgimento.
   A  differenza  della  teoria  del  rigido  determinismo  che  ha avuto pochi aderenti tra i filosofi occidentali, la teoria del libero arbitrio assoluto  stata fatta propria da molti, compreso il filosofo francese Cartesio allinizio del diciassettesimo secolo e il filosofo tedesco Kant alla fine del diciottesimo secolo. In realt, essa d un gradito sollievo alla soffocante rigidit del determinismo ed  in accordo con i criteri occidentali di libert e dindipendenza. Altri filosofi (compresi quelli nominati nel prossimo paragrafo) hanno per messo in evidenza che questa teoria non  accettabile. Essi affermano che un fenomeno ha una causa (o pi cause) oppure  completamente casuale; non esiste una terza via. Affermare quindi che le azioni umane non hanno una causa  come dire che sono casuali. Losservazione del mondo intorno a noi per mostra chiaramente che questo non  vero. Noi non vediamo madri che abbracciano la biancheria sporca gettando invece i bambini nella lavatrice. Al posto di questo caos senza spiegazione (logica conseguenza di questa teoria) possiamo constatare ordine e significato nei comportamenti umani. Quindi, il libero arbitrio assoluto devessere anchesso respinto come privo di logica e non realistico.

DETERMINISMO NON RIGIDO
Mentre il determinismo rigido non ci lascia spazio per respirare, risulta che il libero arbitrio assoluto apre una porta troppo grande. Nessuna delle due teorie ci consente dinfluire consapevolmente sulle nostre azioni. Che pensare di qualcosa dintermedio, qualcosa tra questi due estremi? Questo punto di vista permetterebbe a Samuele e ad Andrea di essere la causa delle proprie azioni in un modo che riconcilia determinismo e libero arbitrio. Il comportamento umano potrebbe allora essere compreso non come frutto del capriccio e neppure come irrispettoso della volont individuale.
   Un enorme numero di persone ha appoggiato in qualche modo questo compromesso  compresi i filosofi inglesi Hobbes, Locke e Mill  - su cui confluisce pi o meno il consenso dei filosofi contemporanei occidentali. Tra essi il filosofo scozzese del diciottesimo secolo Hume ne ha dato quella che senza dubbio  la principale presentazione.
   La sua teoria  definita determinismo non rigido perch si basa su un determinismo rigido, ma lo modifica in modo da consentire il manifestarsi di una libert personale e di una responsabilit morale. Egli inizia con laffermazione che ogni azione umana ha una causa che ne determina lo svolgimento. Se questa causa  qualcosa di esterno allindividuo, egli classifica lazione risultante come involontaria, se invece la causa  un desiderio interiore dellindividuo, lazione risultante  qualificata come volontaria.
   Mentre nel determinismo rigido tutte le azioni sono causate da forze esterne e sono quindi quelle che Hume chiama involontarie, il suo determinismo non rigido prevede cause sia esterne sia interne. In realt egli pone laccento sulle ultime spiegando che gli esseri umani agiscono sempre in base ai loro fortissimi desideri interni senza essere forzatamente determinati da fattori esterni. Hume conclude ritenendo tali azioni volontarie libere e pertanto assoggettabili a un giudizio morale.
   In questo modo, secondo la teoria di Hume, la donazione di Samuele  considerata determinata dal suo desiderio di donare, tuttavia  anche ritenuta libera perch  fatta volontariamente. Il furto compiuto da Andrea  causato dal suo desiderio di denaro, ma egli ne  moralmente colpevole perch non era obbligato ad agire secondo il suo desiderio.
   Sebbene col determinismo non rigido di Hume si abbia finalmente una  teoria  che  collega  gli  individui  con  i  loro  comportamenti, appare discutibile se questo accada in un modo che dia loro una vera libert. Questa teoria che evita loppressivo impersonalismo del determinismo rigido e il caos dellassoluto libero arbitrio d veramente agli uomini il potere di una scelta consapevole? La critica ha risposto di no. I critici hanno fatto notare che sebbene con la teoria di Hume gli individui agiscano secondo la loro volont, non lo fanno liberamente. Questo accade perch i desideri interni che causano le loro azioni non sono sotto il loro controllo cosciente. Per esempio, Samuele agisce volontariamente in accordo al suo desiderio di fare la carit (e si sente come se agisse liberamente), ma da dove viene questo desiderio? Ha scelto lui di essere quel tipo di personalit che ha la tendenza a donare?
   No. Potremmo percorrere il suo sviluppo attraverso le sue esperienze, la sua educazione e il suo ambiente familiare, oppure rassegnarci a un semplice:  nato cos. In entrambi i casi dobbiamo riconoscere che i fattori che hanno portato Samuele a voler aiutare lorfanatrofio non sono chiaramente soggetti al suo controllo cosciente. Anzi, il suo desiderio  il risultato deterministico del suo passato che lo spinge ad agire in questo modo. Egli non  libero di agire diversamente. Perci non  giusto definire libere le rispettive azioni di Samuele e di Andrea, e conseguentemente lodarle o censurarle.
   In definitiva il determinismo non rigido ci porta allo stesso punto morto del determinismo rigido anche se con un po pi di variet lungo il percorso. Sebbene il determinismo rigido e il libero arbitrio assoluto possano entrambi essere facilmente respinti (sia in questo articolo sia negli annali della filosofia occidentale),  facile concordare che un determinismo non rigido appare pi convincente. Tuttavia non ci ha permesso di raggiungere quello che cerchiamo per una spiegazione vera della causa delle azioni umane.
   Certamente la risposta si trova in una forma di sintesi tra determinismo e libero arbitrio, ma la filosofia occidentale non ci pu far avanzare ulteriormente in questa direzione. Prenderemo quindi in considerazione la filosofia dellantica India. Nelle Scritture vediche troviamo una prospettiva che concilia veramente determinismo e libero arbitrio in un un modo che soddisfa i nostri intelletti ed  gradevole ai nostri cuori.

IL LIBERO ARBITRIO DELLANIMA
Cominciamo rivisitando il lato deterministico del tema. Krsna spiega nella Bhagavad-gita che tutti gli esseri viventi hanno una forma spirituale eterna di cui i corpi fisici che vediamo sono solo coperture temporanee. La causa prima di questo imprigionamento  conosciuta in sanscrito come ahankara. Sebbene questa parola sia di norma tradotta come falso ego, letteralmente significa: Sono io che agisco. Poich siamo fatti di spirito e non di materia, noi non abbiamo alcuna capacit di manipolare indipendentemente la materia, e pensare di poterlo fare  linganno che cimprigiona in modo definitivo. Lungi dallessere i controllori, il fatto di abitare in un corpo fisico ci porta sotto il controllo della natura perch il corpo materiale agisce secondo le leggi della natura.
   Il vero principio attivo che provoca i movimenti del mondo materiale  lenergia di Dio nella forma dei tre princpi o influenze materiali: il mantenimento (virt), la creazione (passione) e la distruzione (ignoranza). Krsna somma tutte queste dinamiche facendo osservare: Lanima spirituale ingannata dallinfluenza del falso ego pensa di essere lei a compiere le attivit che in realt sono svolte dalle tre influenze della natura materiale. La nostra libert non si trova dunque nel regno tangibile della materia fisica.
   Per alcune persone le implicazioni derivanti da questo riscontro fanno ritenere che il libero arbitrio sia semplicemente illusorio, e che la reale comprensione comporti il fatto di accettare che noi siamo pedine impotenti di un mondo retto dal determinismo. Dal punto di vista storico, i filosofi occidentali hanno sempre finito con lammassare il punto di vista vedico insieme alle altre filosofie orientali etichettando il tutto come fatalismo asiatico. Questo per  solo met dellequazione vedica. Altrettanto convincente (e senza dubbio pi importante)  la testimonianza vedica della libert e del potere di una scelta consapevole.
   Per esempio, la letteratura vedica contiene una pletora di regole, princpi  e  rituali.  Molti  eminenti  filosofi  vaisnava hanno  usato la stessa logica che noi abbiamo citato prima per sconfiggere il determinismo rigido dichiarando che tali prescrizioni dettate dalle Scritture (e le ricompense e le punizioni ad esse associate) possono avere significato solo se lessere vivente ha in qualche modo una vera indipendenza. In realt: Il Signore Supremo ha formulato e applicato in modo cos esperto le leggi della natura materiale regolanti la punizione e la ricompensa relative al comportamento umano che lessere vivente  scoraggiato di fronte al peccato e incoraggiato verso la virt, senza per questo dover soffrire di alcuna interferenza significativa col suo libero arbitrio di anima eterna. (Srimad-Bhagavatam 10.24.14, spiegazione dei discepoli di Srila Prabhupada).
   A questo punto  importante notare che poich la mente, nella comprensione vedica,  considerata materiale, essa  soggetta allo stesso rigido controllo che prima era stato attribuito al corpo. Perci, come il libero arbitrio dellessere vivente non pu essere esteso alle azioni del corpo fisico e dei sensi, cos non pu essere esteso alle azioni della mente o dellintelligenza. Quindi il libero arbitrio di cui Prabhupada parla devessere limitato al dominio proprio dellanima spirituale, e devono essere le azioni di questanima che meritano le punizioni e le ricompense di cui si  parlato. Ma come agisce lanima? Prabhupada spiega che questo avviene attraverso il desiderio. Inoltre, egli fa un ulteriore passo avanti rivelando che il desiderio di arrenderci a Dio oppure no  lespressione essenziale del nostro libero arbitrio.
   E qui finalmente c la risposta che cerchiamo, e la risoluzione vedica del problema del contrasto tra determinismo e libero arbitrio. Come esseri umani, la nostra libert consiste soltanto nel fatto di avvicinarsi a Dio o allontanarci da Lui. La natura materiale, sotto la direzione di Dio, si prende cura del resto. Sulla base dei nostri desideri passati, e con laiuto delle influenze della natura materiale, alla nascita ci viene dato un corpo adatto a compiere azioni corrispondenti a questi desideri. Nei limiti di questo corpo, limiti che vanno dalla nostra disposizione mentale ai risultati karmici che ci spettano mentre siamo in esso, abbiamo lopportunit di formulare nuovi desideri. Questi desideri possono assumere innumerevoli forme, ma sono sempre riconducibili a una delle due grandi categorie: desiderio di avvicinarsi a Dio o desiderio di allontanarsi da Lui. I nostri nuovi desideri creano allora quelle reazioni karmiche che determinano il nostro nuovo corpo.

NESSUN DETERMINISMO SENZA USCITA
Questa comprensione vedica del libero arbitrio ci salva dalla strada senza uscita in cui ci portava il determinismo non rigido. Possiamo percorrere allindietro i molteplici desideri che determinano lazione di una persona, a partire dalla condizione raggiunta nella vita attuale fino alla sua natura al momento della nascita, fino ai desideri delle sue vite precedenti e fino al suo progressivo desiderio di arrendersi a Dio o di ribellarsi a Lui. A questo livello finale di primaria importanza regna la libert, mentre il determinismo domina i successivi anelli della catena. Si pu quindi definire il modello vedico come una sorta di libero arbitrio binario.
   Samuele, per esempio, nella sua nascita precedente deve aver avuto desideri virtuosi (come il desiderio di rinunciare al proprio interesse personale per scopi pi elevati), e ci lo ha portato a nascere con una generosit spontanea e a ricevere una buona educazione dai genitori e dagli insegnanti, cose che gli hanno consentito di avvicinarsi a Dio. Andrea, invece, deve aver avuto desideri contrari a Dio (per esempio, desideri egoistici accentrati su un vantaggio personale a scapito di altri), che lo hanno portato a nascere in una situazione di degrado, idonea ad esprimersi e ad agire secondo questo tipo di desideri. La chiave per capire come tutto questo funziona sta nella comprensione che il karma agisce a livello sottile, ma anche grossolano. Le buone azioni non solo creano circostanze favorevoli, ma producono anche il desiderio di fare ulteriori buone azioni. E viceversa.
   A differenza dal foglio bianco del libero arbitrio o del percorso rigido del determinismo, questa miscela dei due potrebbe essere paragonata a un film interattivo che vi permette di fare scelte in alcuni momenti cruciali e poi funziona automaticamente fino alla prossima decisione. Se compiamo scelte favorevoli a ristabilire la nostra relazione con Dio, come Samuele, la prossima volta avremo un maggior numero di possibilit di questo tipo. Se invece facciamo scelte che ostacolano la nostra relazione con Dio, come Andrea, le scelte verso il divino diminuiranno in opportunit e in quantit. In entrambi i casi, quello che accade tra i punti di decisione  il risultato predisposto da innumerevoli scelte del passato.
   Quando infine arriviamo al punto in cui senza condizioni e senza interruzioni desideriamo essere pi vicini a Dio, allora rompiamo la catena dei successivi corpi fisici e possiamo tornare nella dimora di Dio. L, avendo ripreso il nostro corpo spirituale originale, saremo totalmente indipendenti dalle leggi della natura che esercitano su di noi un controllo cos rigido in questo mondo. A quel punto arriviamo al definitivo paradosso del libero arbitrio. Quando saremo in grado di offrire in ogni momento il nostro libero arbitrio ai piedi di Dio per il Suo piacere anzich per il nostro, allora e soltanto allora avremo raggiunto lapice della libert.



IL PROBLEMA DEL PARADISO
di Mukunda Mala dasa

Le persone che desiderano andare in cielo possono non sapere esattamente cosa le aspetta.
Una mattina, mentre leggevo un quotidiano indiano, locchio mi cadde sugli annunci mortuari e su un elenco di persone defunte ricordate con affetto dai familiari e dagli amici. Ad ogni persona defunta veniva dato lappellativo di svarga-vasi, abitante del paradiso. Sebbene la cultura laica moderna non insegni niente della vita sugli altri pianeti  e non ne sappia niente  rimasi sorpreso nel vedere che le persone credono che il loro parente defunto ottenga il paradiso. Quella persona  veramente andata in paradiso? Mi chiedevo. Meritava davvero di entrare in paradiso a godere dei piaceri e delle delizie celestiali? E se si trattava di un criminale o di un macellaio  poteva andarci lo stesso? E in questo caso, sarebbe stato come aveva sperato?

PARADISO E INFERNO: MITO O REALT?
Alcuni scienziati vorrebbero farci credere che il paradiso e linferno sono concetti della mitologia racchiusa nelle Scritture religiose. Pensano che queste idee siano state diffuse per incoraggiare le persone a condurre una vita improntata alla moralit nella speranza di ottenere il paradiso dopo la morte. Gli scienziati per non spiegano in modo adeguato la natura e la causa di questo illimitato universo e dei suoi diversificati aspetti.  piuttosto ragionevole credere nellesistenza del paradiso e dellinferno allinterno di questo universo. Vediamo che perfino su questo pianeta esistono condizioni di vita diverse  dalla miseria pi squallida al lusso pi estremo. Perch una differenza di questo tipo non potrebbe esistere in un ambito pi ampio, quello universale?
   Le Scritture vediche ci danno una descrizione dettagliata della vita sugli altri pianeti, compreso il paradiso. Ci dicono che nelluniverso ci sono quattordici sistemi planetari e che i pianeti celesti, conosciuti come Svargaloka, formano uno di questi sistemi. Si trovano al di sopra di Bhuloka, il sistema planetario a cui appartiene la Terra. Sopra Svargaloka ci sono pianeti ancora pi elevati, sui quali sovrasta Satyaloka o Brahmaloka, dove risiede Brahma, lingegnere progettista di questo universo.
   La felicit e i piaceri di cui godono gli abitanti del paradiso sono incredibilmente superiori a quelli che si provano sulla Terra. Indra, capo di tutti quegli esseri celesti che hanno funzioni amministrative,  il re del cielo. A Indraloka, il pianeta dove risiede, ci sono giardini dove si pu avere la compagnia di incantevoli signore angeliche e gustare senza limite il soma-rasa, una bevanda inebriante. Ci sono magnifici palazzi, splendidi paesaggi e immensi parchi con fiori profumati. I Gandharva, cantori celesti, riempiono latmosfera di musiche armoniose. Questi sono i piaceri del paradiso di Indraloka. Se si sale pi in alto, verso altri domni celestiali, i sensi e i loro oggetti diventano pi sottili e la qualit sensuale diventa molto pi raffinata. In confronto ai piaceri paradisiaci, i piaceri terreni sono insignificanti ed estremamente grossolani.
   Unaltra caratteristica dei pianeti pi elevati  la differenza nella  scala  del  tempo.  Gli  scienziati  concordano  sul  fatto  che il tempo sugli altri pianeti  diverso da quello sulla Terra. I testi vedici ci dicono che sei mesi sulla Terra equivalgono a dodici ore su Indraloka. Secondo i nostri calcoli la durata della vita lass  di diecimila anni.
   I pianeti celesti sono abitati da personalit come Indra, Candra, Varuna e Vayu. Tutte le persone che vi risiedono sono prevalentemente situate nella virt e poco coinvolte dalle influenze inferiori della passione e dellignoranza. Sono tutte dedicate a Dio, la Persona Suprema, e sono anime molto pie che aderiscono rigorosamente ai princpi religiosi.
   Nessuno pu intrufolarsi liberamente, senza controllo, sui pianeti superiori. Gli scienziati cercano di entrare in molti pianeti dello spazio esterno e affermano di essere riusciti a mandare un uomo sulla Luna, ma le Scritture vediche giudicano infantili questi tentativi. Proprio come le nazioni impediscono agli stranieri di entrare allinterno dei loro confini, autorit pi elevate impediscono lingresso ai pianeti celesti. Per accedere a quei pianeti una persona deve aver accumulato unimmensa quantit di crediti pii compiendo innumerevoli attivit virtuose sulla Terra.
   La sezione karma-kanda (la via dellazione) della letteratura vedica consiglia particolari sacrifici alle persone che desiderano andare sui pianeti pi elevati.

La natura temporanea  e miserevoLe dei Pianeti celesti Nonostante tutte le comodit e il lusso che si possono  trovare sui pianeti superiori, spesso le Scritture vediche ci scoraggiano dallandarci. I pianeti celesti fanno parte della creazione materiale perci  sono  per  natura  temporanei  e  alla  fine  saranno  distrutti. Sebbene la durata della vita lass possa sembrare infinitamente lunga se paragonata alla nostra,  insignificante rispetto alleternit. E poich anche questi pianeti fanno parte della creazione materiale, le sofferenze presenti sulla Terra  nascita, vecchiaia, malattia e morte  sono presenti anche l.
   Krsna dice nella Bhagavad-gita (8.16), abrahma-bhuvanal lokah punar avartino rjuna: Tutti i pianeti del mondo materiale, dal pi alto al pi basso, sono luoghi di sofferenza dove nascita e morte si susseguono ripetutamente.
   Nello Srimad-Bhagavatam ci sono descrizioni di potenti esseri demoniaci che attaccano gli esseri celesti, i quali a volte perdono la battaglia che ne segue e con essa perdono le loro prestigiose posizioni di controllori delluniverso, sprofondando nellansia e nellincertezza.
    Srila Prabhupada paragona il mondo materiale a una prigione dove diversi tipi di criminali occupano diversi tipi di celle. In base alla gravit del crimine commesso il colpevole viene relegato in un particolare tipo di cella  le celle pi orribili sono per coloro che hanno commesso i crimini pi efferati.
   Anche luniverso funziona come una prigione in cui vengono relegate le anime ribelli perch si rettifichino e correggano i loro errori. In base alle nostre attivit passate veniamo messi in condizioni di vita in cui godiamo o soffriamo dei risultati dei nostri atti. Per le azioni pi pie veniamo inviati in paradiso a godere piaceri divini, per le azioni malvagie andiamo a soffrire allinferno.
Purtroppo, anche se una persona si qualifica per entrare in paradiso, non potr restarvi in modo permanente. Una volta esauriti i crediti accumulati con le azioni pie deve tornare sulla Terra e ricominciare da capo.
   Nella Bhagavad-gita (9.21) Sri  Krsna spiega: Quando, dopo aver goduto a lungo dei piaceri paradisiaci, il frutto delle attivit pie  stato consumato, si torna di nuovo su questa Terra mortale. Cos le persone che si conformano ai princpi dei tre Veda perch ambiscono al piacere dei sensi ottengono soltanto di nascere e morire ripetute volte.

IL MONDO SPIRITUALE
Krsna ci incoraggia dunque a raggiungere la Sua dimora, il mondo spirituale eterno, pieno di felicit e conoscenza, lesatto contrario del mondo materiale, che  temporaneo e pieno di sofferenza. Nella Bhagavad-gita (15.6) Egli ci fa intravedere la natura della Sua dimora affinch ci sentiamo invogliati ad andarci: Questa Mia suprema dimora non  illuminata n dal sole n dalla luna, n dal fuoco n dallelettricit. Coloro che la raggiungono non tornano pi in questo mondo.
   Il mondo spirituale contiene innumerevoli pianeti Vaikuntha dotati di luce propria, dove non c bisogno della luce del sole, di quella della luna, del fuoco o dellelettricit. Quaggi vediamo che il tempo onnipotente controlla ogni cosa che poi trova inevitabilmente la fine. Lazione invalidante del tempo, invece,  assente nel mondo spirituale. In quellatmosfera sono assenti le influenze materiali inferiori dellignoranza e della passione. Tutti sono al livello del suddha-sattva, la pura virt. Il Signore Supremo  il capo, non c competizione per il comando, e tutti collaborano nellambito del Suo servizio damore.
   Nella  spiegazione  al  verso  9.21  della  Bhagavad-gita Srila Prabhupada  scrive:  Invece  di  raggiungere  il  mondo  spirituale, da dove non si ricade pi nel mondo materiale, luomo resta prigioniero del ciclo di nascite e morti, ora sui pianeti superiori ora su quelli inferiori.  meglio entrare nel mondo spirituale per godervi unesistenza di eternit, di conoscenza e felicit assoluta, senza il rischio di far ritorno nella miserabile esistenza materiale.

LO SCOPO DELLA VITA UMANA
La forma umana comporta una responsabilit pi grande di quella degli animali. Anzich concentrare tutta la nostra energia per ottenere risorse migliori nel mondo materiale, concentramoci su come risolvere in modo definitivo il vero problema della vita, cio la nascita, la vecchiaia, la malattia e la morte. Altrimenti non faremo altro che andare su e gi nelluniverso materiale come se fossimo su una ruota panoramica.
   Un  puro  devoto  non    mai  attratto  dallopulenza  celestiale. In realt, per chi  totalmente occupato a servire il Signore la situazione  esterna  non  ha  alcuna  importanza.  Siva spiega  nello Srimad-Bhagavatam (6.17.28): I devoti impegnati esclusivamente nel servizio alla Persona Suprema non temono alcuna condizione di vita. Per loro i pianeti celesti, la liberazione e i pianeti infernali si equivalgono, perch essi sono interessati soltanto a servire il Signore.
   Un devoto non desidera altro che ricordare Krsna e servirLo. In una situazione di benessere estremo, come quello paradisiaco, si pu essere trascinati via dai piaceri sensuali e dimenticare il Signore. Consapevole di questo pericolo, un devoto concentra tutta la sua energia per ottenere leterno mondo spirituale. Al momento del trapasso non desidera essere chiamato svarga-vasi,  residente del paradiso, bens vaikuntha-vasi, residente di Goloka, il mondo spirituale.



LAVORARE SEMPRE E NON PREGARE MAI CI FA SPRECARE LA VITA
di Indra Krsna dasa

Come possiamo dare significato al nostro lavoro al di l del guadagno?
Il torrido, soffocante sole di Dubai  una pioggia di fuoco. Quando la temperatura si avvicina ai 50 gradi, nessun uomo pu resistere allaperto. La cacofonia dei suoni provenienti dalle macchine smerigliatrici, dai trasformatori, dai compressori daria e dagli altri macchinari offende lorecchio.
   Cammino allinterno del nostro cantiere e guardo le piattaforme perforanti che sono a differenti stadi di costruzione. Una volta completate, queste gigantesche strutture verranno poste su chiatte, rimorchiate al largo e installate in mare con laiuto di enormi gru galleggianti. Lunghi tubi saranno spinti attraverso le piattaforme fino a grandi profondit sotto il letto di sabbia per estrarre petrolio grezzo e gas dal cuore della Terra.
   Questa  la risposta che luomo d al suo bisogno sempre crescente di energia. Per compiere questa difficilissima impresa, migliaia di operai, di addetti alla supervisione e ingegneri esperti lavorano con grande impegno, con estrema precisione e adeguate cautele.

IL LAVORATORE: SOLO UNUNIT PRODUTTIVA
Mi fermo vicino a un saldatore che salda insieme due pezzi dacciaio.  completamente protetto: elmetto, guanti, occhiali di protezione, visiera e scarpe di sicurezza. Un panno copre la maggior parte della sua faccia. Mentre lacciaio diventa rosso fuoco, gocce di metallo fuso cadono dallelettrodo e uniscono i due pezzi. Sinnalzano fumi bianchi e a occhio nudo il bagliore della luce  accecante.
   Il saldatore  ununit produttiva e ci sono migliaia di unit produttive che trasformano semplici pezzi di metallo in strutture. Questi uomini sono le nostre macchine. Mi giro per andarmene e lui mi guarda. Non riesco a vedere chiaramente i suoi occhi, ma qualcosa si muove dentro di lui e intravvedo un sorriso triste e stanco. Forse capisce quello che sto pensando o forse no, ma  nato per questo  lavorare ogni giorno dalla mattina alla sera. Probabilmente non pensa che la sua vita possa essere usata per qualcosa di diverso dalle saldature. Saldare  tutto ci che sa fare e gli d il denaro necessario.  felice che ci sia del lavoro da fare e teme il giorno in cui questo lavoro potrebbe cessare.
   Sembra che non abbia scelta. Il fumo, la luce che acceca, il calore e il rumore assordante che lentamente e costantemente gli rubano la forza vitale sono parti della sua vita. Lui e i suoi compagni sembrano completamente condizionati dal loro lavoro. E quanto denaro guadagnano? Appena quanto basta per sopravvivere un altro giorno.

IL SIGNIFICATO DEL LAVORO
Lavorare significa questo? mi chiedo. Per trovare una risposta mi rivolgo allo Srimad-Bhagavatam, la perfetta opera letteraria vedica che ha una risposta per ogni domanda che ci riguarda. Trovo una risposta chiara nel primo capitolo (1.2.8): Le occupazioni che ogni uomo svolge secondo la propria posizione sono altrettanti sforzi inutili se non suscitano attrazione per il messaggio del Signore Supremo.
   Il venerabile Suta Gosvami enunci questo verso in una riunione di saggi eruditi a Naimisaranya, sulle rive del fiume Gange circa cinquemila anni fa. Ciascuno di noi svolge unattivit secondo la propria posizione, ci dice Suta Gosvami, ma questattivit  solo fatica sprecata se non soddisfa il suo scopo principale: suscitare in noi lattrazione per il messaggio del Signore.
   Dio avrebbe potuto fornirci tutto quanto gi pronto, ma ci ha dato invece lopportunit di comprenderLo con il nostro lavoro. Dio  presente in ogni atomo della materia. Nel nostro lavoro interagiamo con la natura e cos possiamo comprendere come essa funziona. Questo ci dovrebbe aiutare a comprendere Dio sotto la cui direzione la natura opera in modo perfetto.
   A causa delle nostre tendenze egoistiche siamo portati invece a sfruttare la natura materiale e in questo modo non possiamo vedere la mano di Krsna in ogni cosa. Krsna opera in modo meraviglioso, come un esperto illusionista. AvvalendoSi della Sua energia esterna, maya, nasconde ci che , e ci fa vedere ci che non  mantenendo nellillusione gli esseri viventi condizionati dalla materia. Krsna ci mantiene nellillusione a causa del nostro desiderio di godere di questo mondo. Poich siamo esseri spirituali, possiamo godere in questo mondo solo nellillusione.
   Il lavoro, o lazione in genere, fa nascere attaccamento al mondo materiale in base alle leggi del karma, ma quando quello stesso lavoro viene compiuto come offerta al Signore facilita il percorso che conduce alla libert definitiva dallesistenza materiale. Questazione  definita karma-yoga: lavorare e agire sotto la direzione del Signore Supremo per la Sua soddisfazione.
   Vedo ogni operaio impegnato secondo le proprie capacit nella costruzione di questa gigantesca piattaforma, ma una simile fatica porta a sentire attrazione per il messaggio del Signore? Gli operai probabilmente non conoscono Dio. Privi di vera conoscenza, forse credono che Dio non esista oppure, se esiste, che non sia molto gentile. Allinterno della Sua creazione devono lavorare duramente solo per sopravvivere.
   Fortunatamente, per la grande misericordia del Signore e dei Suoi devoti, alcuni di loro possono venire istruiti sul servizio devozionale e diventare persone illuminate. Solo cos la loro dura fatica pu portare il frutto per cui  destinata.

SULLA PIATTAFORMA
Salgo la scala di una delle piattaforme.  un mondo completo in s. Giro per i vari livelli. Gli operai sono dappertutto, intenti a installare pezzi di attrezzature e tubi. Le scintille volano e in alcuni punti il rumore  assordante. Le zone di lavoro sono sbarrate e ovunque ci sono segnalazioni per la sicurezza. Ingegneri e ispettori controllano minuziosamente lo svolgimento dei lavori. Non c spazio per gli errori.
   La piattaforma  piena di attrezzature di ogni tipo e dimensione, che sono una chiara dimostrazione dellingegnosit delluomo nello sfruttamento della natura e dei grandiosi progressi che la tecnologia ha realizzato. Ogni pezzo del macchinario assolve a un compito importante, e tutto  perfettamente organizzato. Una sensazione di soddisfazione e di realizzazione cresce dentro di me vedendo alcuni dei miei progetti messi in opera.
   Questa piattaforma sar in grado di produrre milioni di tonnellate di petrolio e di gas che ci permetteranno di guidare le nostre macchine, di gestire le nostre industrie e cuocere il nostro cibo. Molte persone sono impegnate. Provo un senso di soddisfazione; certamente lo sforzo vale la pena.
   Salgo le scale per raggiungere il ponte pi alto, arrivo al limite della piattaforma e guardo il mare blu. Lungo il molo sono ancorate le chiatte e le imbarcazioni che contengono strutture e attrezzature varie.  Lo  sciacquo  dolce  delle  onde  le  fa  muovere  lentamente su e gi. Il vento e le onde danno un senso di benessere. In alto i gabbiani si librano in volo o galleggiano felici sul mare e stridono allegramente, incuranti di tutto ci che succede intorno a loro. Larea ferve di attivit. In tutto il porto le gru caricano e scaricano i container dalle navi ormeggiate.
   Torno indietro e scendo le scale. La scena  la stessa: ovunque persone che lavorano duramente per costruire la piattaforma, per guadagnare denaro. Alcuni ne guadagneranno molto e altri poco. La societ calcoler il successo in base al guadagno. Uno strano senso di disagio mi assale. Guadagnare denaro  lunico scopo della vita? Qual  stato lo scopo della mia vita? Costruire queste piattaforme per il mare aperto?
   Per molti di noi il lavoro assorbe quasi tutto il tempo e le energie. Crediamo che il nostro lavoro ci procurer il denaro necessario e ci potr dare anche potere e posizione. Ma questo  tutto quello per cui viviamo? Dovremo trascorrere il resto della nostra vita a lavorare per ottenere ricompense temporanee?
   Il ciclo senza fine di guadagnare denaro e spenderlo per la gratificazione dei sensi non soddisfa lanima.
   Ognuno di noi  essenzialmente unanima spirituale rinchiusa in un corpo materiale; se non diamo soddisfazione allanima, non saremo felici. Vediamo che anche la persona che ha raggiunto il pi grande successo materiale  frustrata. Il vero significato della vita  athato brahma-jijnasa: porsi domande sulla Verit Assoluta.
   Anche da un punto di vista materiale vediamo che il lavoro non d soddisfazione a causa dello sfruttamento sistematico.  improbabile che coloro che fanno i lavori pi duri ne godano i frutti; qualcun altro ne godr. Come un uomo sfrutta un altro uomo e un Paese un altro Paese, maya sfrutta tutte le anime di questo mondo. Lo sfruttatore e lo sfruttato sono bloccati in questo ciclo di sfruttamento, mentre col tempo i ruoli sinvertiranno. Dobbiamo uscire da questo ciclo.
   Non c ragione di lavorare come muli, penso. Il vero successo nel lavoro  liberarci da esso e non esserne schiavi.
   Continuo a scendere le scale. Le mie ginocchia sono doloranti, avvertimenti che il mio tempo sta giungendo alla fine: il mio corpo sta invecchiando. Il pi prezioso dei miei strumenti, il corpo, si sta logorando. Alcuni anni fa potevo andare su e gi per le scale della piattaforma senza avvertire alcuna fatica o dolore. Sento un brivido. Poi una domanda mi colpisce come un lampo: Ho sprecato la mia vita?

UNA VITA SPRECATA
Le parole del grande santo vaisnava del Bengala del sedicesimo secolo, Narottama Dasa Thakura, risuonano nella mia mente:

  hari hari! viphale panama gonainu manusya-janama paiya 
radha-krsna na bhajiya janiya suniya bisa khainu

   Signore, ho semplicemente sprecato la mia vita. Nonostante abbia ottenuto la forma umana, non ho adorato Radha e Krsna, perci ho consapevolmente bevuto del veleno.
   Torno nel mio ufficio, allontanando dalla mente tutto ci che mi circonda. Voglio concentrarmi sulla mia vita spirituale. Sono preso da un senso di urgenza. Come un disperato, comincio a rivedere tutta la mia vita devozionale. Chiedo a me stesso: perch non provo attrazione per il canto dei Santi Nomi? Perch la mia anima non implora il Signore? Perch sono cos attaccato a questa vita monotona?
   Il Signore desidera darci una residenza eterna nella Sua dimora spirituale. Solo un pazzo pu non essere interessato. Decido di svolgere il servizio devozionale con maggior seriet.
   Mentre il kali-yuga, lattuale epoca degradata, si rafforza, le opportunit di cantare i nomi del Signore diminuiranno. Grazie a Srila Prabhupada ora ne abbiamo la possibilit. Facciamo il miglior uso di questa opportunit e non aspettiamo unaltra vita. Chi sa in quale tipo di corpo o in quale situazione ci troveremo? Meglio sacrificare tutto in questa vita, diventare coscienti di Krsna e tornare a casa, da Dio.

IL PRINCIPIO DELLO YUKTA-VAIRAGYA
Srila Prabhupada e i suoi predecessori esemplificarono e spiegarono lo yukta-vairagya, il modo per elevarsi spiritualmente usando le comuni cose materiali per servire Krsna. I vaisnava di oggi non vivono in luoghi appartati, ma preferiscono vivere dove possono predicare le glorie del Signore. Il livello pi elevato di coscienza spirituale si sviluppa non distaccandosi dal mondo ma usando ogni cosa al servizio del Signore. La vera coscienza di Krsna significa operare per soddisfare il Signore e non rifiutare di agire. Se impegniamo tutto al servizio di Krsna, senza desideri personali, possiamo salvarci dalla contaminazione materiale e situarci sul piano trascendentale.
   Se eseguiamo il nostro lavoro materiale con efficienza ma senza sforzi eccessivi, possiamo trovare tempo prezioso da dedicare al servizio devozionale. Possiamo riservare una parte considerevole dei nostri introiti e del nostro tempo per diffondere il messaggio puro di Krsna. Possiamo cantare il maha-mantra con sincerit evitando tutte le offese, possiamo stare con i devoti, studiare le Scritture, eliminare tutti i convolgimenti superflui dalla nostra vita, seguire tutti i princpi di una vita regolata e condurre unesistenza in armonia con la natura. Non c bisogno di cambiare lavoro, ma di cambiare la nostra coscienza.
   Quando entro nel mio ufficio un avviso per unaltra riunione appare sul computer. Raccolgo i miei incartamenti e mi reco alla riunione, dove sono tutti sorridenti per il successo della societ e per limportante lavoro che stanno facendo. Non riesco a condividere il loro ottimismo e la loro sensazione di appagamento e di successo. Mi sento solo. Seguo meccanicamente le procedure. Sono completamente perduto nel mio mondo interiore, disperato per il modo insufficiente in cui vivo la mia vita spirituale.
   La  sera  a  casa,  quando  mi  siedo  davanti  allaltare,  prego le Divinit di Gaura-Nitai di darmi il Loro aiuto. Prego per la misericordia del mio maestro spirituale, che mi ha indicato il cammino verso il Signore. Ringrazio tutti i devoti che mi hanno presentato la coscienza di Krsna e grazie ai quali la seguo ancora. Sono grato alla meravigliosa istituzione dellISKCON che Srila Prabhupada ha fondato e ai suoi discepoli e seguaci che portano avanti la sua missione in tutto il mondo in modo splendido. A unanima sincera che desidera tornare a casa, da Dio, i nostri acarya hanno lasciato un patrimonio di informazioni e di istruzioni chiare. Dobbiamo solo seguirle senza perderci in speculazioni mentali e ricerche inutili.
   Non mi sento allaltezza, ma sono deciso a migliorare la mia vita devozionale. Guardo indietro ai numerosi giorni in cui avevo preso la decisione di mettere pi entusiasmo nella vita spirituale senza per riuscirci. Dopo tutto la vita ha il suo modo di evolversi, e io vengo portato via dalle tempeste del tempo. Sono incapace di restare stabilmente ai piedi di loto del Signore, che  la fonte della nostra vita e di tutto ci che esiste.
   C per una speranza, quella che un giorno io perda ogni attaccamento per il mondo degli affari; la speranza che un giorno il Signore riverser la Sua misericordia su di me in modo che possa purificarmi con il servizio devozionale. La speranza che un giorno Egli prenda me, Suo eterno figlio obbediente, nella Sua dimora eterna.



TEMPO AL TEMPO
di Mathuresa dasa

Essendo Dio, Krsna non deve lavorare e Si diverte nella Sua dimora originale, mentre le Sue espansioni e le Sue energie, come il tempo, si occupano della creazione materiale.
 tipico per noi, uomini e donne che lavorano, uscire di casa al mattino presto e trascorrere otto o nove ore al lavoro. La parte di vita trascorsa al lavoro ci d le risorse per vivere a casa. Le relazioni formali sul lavoro contrastano con lintimit della vita in famiglia. Anche se i limiti tra queste due situazioni non sono precisi e si sovrappongono, la nostra personalit sul lavoro  diversa da quella a casa.
   Krsna, la Persona Suprema, non deve lavorare. Egli  sempre a casa, nella Sua dimora, una propriet che si espande, eterna e infinitamente varia, al di l del mondo materiale e conosciuta come Goloka Vrndavana. Krsna trascorre la Sua vita di casa come noi trascorriamo la nostra, insieme ai Suoi amici affettuosi e alle Sue cose preferite. La nostra propensione per la vita di casa deriva in origine dalla Sua personalit, perch come anime individuali infinitesimali proveniamo da Lui e dalla Sua dimora trascendentale.
   Poich Krsna ha un debole per le mucche e la pianta di Tulasi, la Sua dimora originale le contiene entrambe in abbondanza. Goloka significa dimora delle mucche e Vrndavana foresta di Tulasi (Vrnda  un altro nome di Tulasi). Le foreste, i fiumi, i ruscelli, le colline, le montagne, i campi e gli abitanti del villaggio di Goloka Vrndavana sono lo scenario eterno dei felici divertimenti di Sri Krsna e dei Suoi intimi devoti.
   Non dovendo lavorare, Krsna non  obbligato a creare il nostro mondo materiale temporaneo. Lo fa per gentilezza, allo scopo di dare possedimenti materiali a quelli di noi che preferiscono vivere  indipendentemente da Lui o avere lillusione di poterlo fare.
   Krsna affida lopera della creazione alla Sua espansione plenaria Maha-Visnu, che  loriginale personalit operativa di Krsna. Diversamente dalle nostre personalit sul lavoro, Maha-Visnu, espansione della personalit di Krsna,  anche un individuo con iniziative e individualit proprie. Egli opera in completa autonomia, lasciando indisturbato Krsna nella Sua personalit familiare originale.
Questa capacit di Krsna di espanderSi, pur rimanendo nella Sua dimora, per affidare le attivit alle Sue espansioni individuali, senza niente concedere allo stereotipo che vede Dio come un burattinaio,  una caratteristica speciale ed essenziale dellEssere Supremo.
    Sri  Krsna gode di scambi intimi e non formali a casa, insieme con i devoti che hanno per Lui sentimenti di familiari e amici, mentre nella funzione di creatore Maha-Visnu attrae quelle persone che preferiscono un Dio dotato soprattutto di caratteristiche di grandiosit, onnipotenza, ispiranti timore e reverenza.
   Limportanza di Maha-Visnu  inconcepibile. Per illustrarla, la Bhagavad-gita e gli altri testi vedici affermano che non solo non siamo soli nelluniverso, ma che luniverso stesso non  solo. Al di l del guscio incommensurabilmente grande del nostro universo c un numero infinito di altri universi. Questi innumerevoli universi, che hanno una forma variamente descritta come semi di mostarda o come uova doro, escono fluttuando dai pori della pelle di Maha-Visnu che giace addormentato sullOceano Causale, un corpo di acqua trascendentale che separa il dominio spirituale da quello materiale. Maha-Visnu espira e gli universi si manifestano per trilioni di anni. Egli inspira e tutti gli universi, con i loro abitanti, sono riassorbiti nel Suo corpo fino alla successiva espirazione al ritmo ciclico della creazione.
   Lattivit per Sri Krsna, o per Maha-Visnu, non  quindi un grande sforzo. Egli agisce nel sonno e, come per tutte le altre Sue attivit, la Sua opera  un volontario e allegro divertimento per far piacere ai Suoi devoti e dar loro una collocazione.
   Si dice che il nostro stato dincoscienza sotto lincantesimo della materia sia una parodia del sonno creativo trascendentale di Maha- Visnu. Quaggi noi dimentichiamo Krsna, Maha-Visnu, il mondo spirituale e la nostra natura individuale eterna.
   Il termine tecnico per il sonno di Maha-Visnu  yoga-nidra, un termine che anche i vaisnava usano per indicare la copertura della  conoscenza  intellettuale,  scientifica  e  quasi-spirituale  che, perpetuando la nostra dimenticanza, dirige le nostre attivit da svegli.
   Sdraiato sullOceano Causale, Maha-Visnu Si sveglia per lanciare uno sguardo radioso sulla natura materiale, lombra della natura spirituale, rappresentata dalla Sua consorte, la dea Rama Devi. Mentre  sempre in compagnia di Rama Devi, Sri Visnu contatta la natura materiale solo con lo sguardo. Poich Rama Devi  unita a Maha-Visnu sia come Sua amata compagna che come Sua potenza di conoscenza, ne consegue che sia la conoscenza nella natura materiale che la natura materiale stessa hanno le caratteristiche di unombra. La natura materiale, per, non  falsa.  reale, ma la sua effimera realt ciclica dovrebbe, come le ombre nella caverna di Platone, farci riflettere sulla sostanzialit, vitalit, libert e variet delloriginale natura spirituale.

LO SGUARDO DEL TEMPO
Le parole usate per lo sguardo di Maha-Visnu sono tyakta-kalam, a indicare che il Suo sguardo luminoso e il tempo (kala) sono la stessa cosa.
   Lo sguardo radioso del tempo trasporta noi, minuscole anime individuali eterne, nel grembo della natura materiale, che  come unombra, in cui acquisiamo corpi temporanei sulla base delle nostre attivit nella creazione precedente, il precedente respiro di Maha-Visnu. Anche gli universi, che sono usciti dai pori della pelle di Maha-Visnu in forma di seme, penetrano (con le parole di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati) nella camera dalla capienza illimitata della natura materiale, dove si ampliano per accogliere le anime incarnate.
   Essendo sempre presente, senza inizio n fine, il tempo controlla e registra tutto. Il tempo porta con s, nellattuale creazione, i risultati delle nostre attivit e i desideri sviluppati nelle precedenti creazioni, cosicch ogni giorno ci svegliamo e siamo spinti dal tempo e dalle circostanze che ne derivano a confrontarci con i nostri desideri e le nostre attivit passate. Come una voce registrata su un nastro, il tempo rappresenta la volont di Krsna e di Maha-Visnu, sebbene sembri separato da Entrambi.
   Secondo la Brahma-samhita,  neppure lo sguardo di Maha-Visnu contatta direttamente la natura materiale. Ci sono degli intermediari. La prima  Rama Devi stessa, che trasporta la funzione del Suo sguardo nella propria energia-ombra (Brahma-samhita  5.7). E nel punto in cui questo luminoso sguardo del tempo trasportato tocca la natura materiale, appare un alone riflesso conosciuto come Sambhu o Siva.  Sambhu che feconda la natura materiale contattandola direttamente. In questo modo Siva viene identificato con il tempo, in particolare col suo aspetto distruttivo, e a volte  conosciuto come Kala. La sua consorte, la natura materiale, viene spesso rappresentata come la scura dea distruttrice Kali.
   Poich  lo  sguardo  di  Maha-Visnu e  Siva vengono  entrambi identificati con il tempo, tutti e tre sono praticamente identici. Srila Prabhupada afferma quindi in varie occasioni, senza contraddizioni, che Maha-Visnu tocca la natura materiale solo con lo sguardo, solo con la Sua energia del tempo e solo nella forma di Siva. Ecco in breve Maha-Visnu che contatta la natura materiale.
    Sri  Visnu agisce per mezzo di Siva per creare il mondo materiale, scrive Srila Prabhupada. Quando Krsna dice nella Bhagavad-gita (14.4) di essere il padre che d il seme di tutti gli esseri  viventi  (aham   bija-pradah pita),  Si  riferisce  alle  azioni compiute da Visnu per mezzo di Siva. Quando si devono compiere azioni materiali, Visnu le compie per mezzo di Siva. Quando Visnu non  toccato dallenergia esterna Egli  Visnu, ma quando contatta lenergia esterna lo fa nella Sua forma di Siva.

LE CREAZIONI DI BRAHMA
Dopo aver messo in movimento la creazione fecondando la natura materiale con le anime prigioniere del tempo, Maha-Visnu e Siva si espandono per risiedere individualmente in ogni universo. Brahma, nato da un fiore di loto doro che cresce dallombelico di Visnu, si unisce a loro. In ogni universo Brahma  il primo nato tra le anime prigioniere del tempo. Come il resto di noi e a differenza di Visnu e di Siva, Brahma, sebbene molto potente, si trova in questo universo a causa delle sue attivit passate, del suo karma, della sua ricerca del piacere lontano da Krsna.
   Avvalendosi del linguaggio figurato del fiore di loto, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati afferma che non solo Brahma, ma tutti gli esseri viventi hanno un posto sul livello superiore di questo loto e un collegamento con Dio attraverso la sua forma dorata, che rappresenta la conoscenza pura.
   Seduto in meditazione in cima al fiore di loto, Brahma, spinto dalle impressioni accumulate nella vita precedente, come accade anche a tutti noi, occupa la mente nella creazione dei sistemi planetari, delle varie specie di vita e di altri aspetti del progetto universale. In questo modo a tutte noi, anime individuali, sono forniti corpi di varie specie, adatte alla mentalit che abbiamo sviluppato nelle nostre vite passate.
   Durante una vita di Brahma ruotiamo nel ciclo delle nascite e delle morti, assumendo e lasciando corpi in base al livello di coscienza prodotto dalle attivit che abbiamo scelto di compiere.
   Alcune cifre date dalla Bhagavad-gita dimostrano che un giorno di Brahma, cio le sue ventiquattro ore,  approssimativamente uguale a otto miliardi e mezzo di anni solari. Cento anni composti da questi giorni  la durata della vita di Brahma, che a sua volta  uguale a un atto respiratorio, unespirazione e uninalazione, di Sri Visnu.
   Mentre potenzia Brahma a creare e Siva a distruggere, Visnu Si fa carico del mantenimento di ogni universo. Tutte le attivit della natura materiale ricadono in queste tre ampie categorie della creazione, del mantenimento e della distruzione sotto il controllo di queste tre personalit. Noi creiamo le nostre abitazioni, le nostre famiglie, le istituzioni, le nazioni e le civilt, le manteniamo e le distruggiamo, o guardiamo mentre vengono distrutte. Al di l dellinfluenza delluomo, tutti i corpi materiali, come le piante e gli animali, o i corpi naturali quali le montagne, i pianeti e gli universi, vengono creati, mantenuti e infine annientati sotto la supervisione di questo triunvirato diretto da Visnu.
   Allinizio, essendo il punto di contatto con la natura materiale, Siva  uno strumento della creazione. Sambhu significa genitore o progenitore. Anche i racconti sulla storia universale contenuti nei Purana lo rappresentano come aiutante di Visnu nella Sua opera di mantenimento mentre allontana o combatte gli elementi malvagi della popolazione universale.
   Siva, per,  soprattutto conosciuto come il distruttore. Si dice che egli compia la tandava-nrtya,  una danza selvaggia durante la quale distrugge non solo gli universi, ma tutto ci che di grande e di piccolo si trova in essi. Tutto ci che  materiale scompare, calpesta to dallinesorabile danza del tempo.
   In ogni universo Siva  noto anche col nome di Rudra e sua moglie col nome di Rudrani, a indicare che essi gridano a gran voce, e che per la loro natura violenta e distruttiva incitano tutti noi a gridare sotto le inesorabili sofferenze del mondo materiale. Rudra indica anche il colore blu-rossastro, che si dice sia il colore della collera.
   Sotto forma dello sguardo di Maha-Visnu, il tempo scorre e dirige la totalit della manifestazione materiale, compresi la creazione, il mantenimento e la distruzione. Leffetto materiale complessivo del tempo, per,  la distruzione, effettuata dalle espansioni di Siva e di Rudra.

IL TEMPO NELLA NATURA SPIRITUALE
La creazione, il mantenimento e la distruzione che si susseguono nel tempo non sono caratteristiche della natura spirituale. Le Upanisad affermano che prima della creazione non cerano n Brahma, n Siva, n il sole, n le stelle e neanche il cielo. Cera solo Visnu, le Sue espansioni e le anime pure che non avevano alcun desiderio di vivere separatamente da Lui. Con la sola presenza di Visnu, senza Siva e senza Brahma, c soltanto il mantenimento, non c n creazione n distruzione. Il tempo esiste anche nella natura spirituale, ma senza il suo aspetto distruttivo e senza la caratteristica dellaspetto creativo, che  la controparte della distruzione.
   Inoltre  detto che la natura spirituale  pi ricca di attivit della natura materiale, che  solo il suo riflesso. L Visnu e i Suoi devoti si espandono spiritualmente per arricchire, variare e accrescere allinfinito i divertimenti di una felice devozione damore.
   Mentre tutto quaggi avviene sotto lo sguardo attento del tempo, nella natura spirituale il tempo ha solo la funzione di mantenere, grazie allunica influenza di Visnu o, in altre parole, l tutto esiste eternamente. La nostra esperienza della triplice natura del tempo e della sua caratteristica distruttiva  soltanto unesperienza materiale.
   La Brahma-samhita  parla del tempo spirituale come di una presenza costante concentrata e come tempo trascendentale eternamente  presente.  Inoltre  descrive  la  dimora  di  Sri   Krsna a Goloka come un luogo dove c leterna esistenza del tempo trascendentale, sempre presente, senza passato o futuro, dunque totalmente esente dallinfluenza del tempo che scorre anche per un solo secondo.
   Per noi, uomini e donne che lavorano, il modo di staccarci dalle tristi condizioni della natura materiale e del tempo materiale consiste nelluso della nostra vita lavorativa e vita familiare come mezzi per meditare e adorare la Persona Suprema. Le Upanisad affermano che le persone inclini alla spiritualit, da Brahma gi fino agli esseri umani, guardano sempre alla suprema dimora di Visnu con tutto il loro cuore e la loro mente: om tad visno paramam  padam  sada pasyanti yat suryayah.
   Da questo punto di vista non c questione dinattivit perch agiamo incessantemente, sia nella natura materiale sia in quella spirituale. Siamo sempre occupati a realizzare i nostri ideali, quali essi siano. Siamo entrati nella natura materiale seguendo un desiderio illusorio dindipendenza dal Signore e lintera creazione materiale, pressoch incommensurabile, si  manifestata perch potessimo soddisfare questo desiderio.
Dirigere nuovamente i desideri e le attivit verso Visnu e Krsna pu portarci dei cambiamenti almeno altrettanto incommensu- rabili. La pratica del bhakti-yoga descritta dettagliatamente nella Bhagavad-gita, nel  Bhakti-rasamrta-sindhu  e  in  altri  libri,   centrata sullascolto e sulla descrizione delle qualit e delle glorie della Persona Suprema e della natura spirituale. Questo metodo, anche  se  affrontato  con  cautela  teoretica,  pu  trasformare  la nostra personalit, sia al lavoro che in famiglia, purificandola e spiritualizzandola, e facendoci cos risvegliare dalla nostra con- dizione dormiente nella natura materiale.



IL TERMINE DOVERE  UNA BRUTTA PAROLA?
di Satyaraja dasa

Le idee del filosofo occidentale Kant si avvicinano al concetto di dharma.
Per  qualcuno  dovere    una  brutta  parola    noi  vogliamo  fare quello che decidiamo di fare. Punto e basta. Al diavolo il dovere. Esaminiamo il problema con maggiore seriet: che cos il dovere? Dovrei preoccuparmene? Evidentemente dovere ha un significato diverso a seconda delle persone, eppure ci si chiede di frequente: che cosa dovrei fare? C una ragione per cui sono stato messo su questa Terra?
   Dovere  una parola riferita in modo impreciso a qualsiasi azione o serie di azioni, considerate moralmente necessarie, indi- pendenti da quello che piace o non piace a livello personale. Dal punto di vista religioso il dovere ultimo  verso Dio e verso il nostro prossimo.
   Immanuel Kant (1724-1804) fu uno dei molti filosofi occidentali che hanno scritto sul tema del dovere. Egli chiam il suo sistema di pensiero deontologia, che letteralmente significa lo studio del dovere. Una delle implicazioni pi importanti della deontologia  che il comportamento di una persona pu essere sbagliato anche se d un risultato positivo e unazione pu essere virtuosa anche se ne d uno negativo. In contrasto con il conseguenzialismo, una filosofia che afferma il fine giustifica i mezzi, la deontologia stabilisce che il modo in cui una persona ottiene un risultato in generale  altrettanto importante del risultato stesso.
   Nei sistemi morali basati sulla deontologia dobbiamo comprendere quali sono i nostri doveri morali e quali le norme adatte a regolare questi doveri. Quando seguiamo il nostro dovere ci stiamo comportando in modo morale, quando non lo facciamo, ci comportiamo immoralmente. In genere Kant accetta che i nostri doveri, le nostre regole e obblighi siano determinati da Dio. Essere morali, allora,  una questione di obbedienza alle leggi divine, sebbene in alcuni casi le persone abbiano un senso innato del bene e del male indipendente dalla loro fede.
   Queste idee corrispondono al concetto di dharma, che a sua volta mette in evidenza vari tipi di dovere. La letteratura vedica afferma che abbiamo due tipi di dovere datici da Dio: i doveri temporanei relativi al corpo (varnasrama-dharma) e i doveri eterni che nascono dalla nostra innata natura di esseri spirituali eterni (sanatana-dharma).
   Nel bhakti-yoga il dovere  la caratteristica principale e la motivazione  portante  della  vaidhi-bhakti,  o  devozione  regolata verso il Signore. Se eseguita in modo appropriato la vaidhi-bhakti porta alla perfezione del servizio devozionale regolato e pu anche condurre alla raganuga-bhakti, o devozione spontanea, che mette da parte il dovere e si manifesta come amore spontaneo per Dio. Perci dharma  o pratica deontologica in termini occidentali  pu far realizzare lo scopo ultimo della vita.

CHE COS ESATTAMENTE IL DHARMA?
La parola dharma viene dalla radice sanscrita dhri, che significa sostenere, mantenere o portare. Nel linguaggio comune dharma significa fede, dovere, legge divina, il modo giusto di vivere o il percorso  della  virt,  definizioni  di  cui  Kant  sarebbe  felice.  Ma non  solo questo. La parola derivata dhru o dhruva, che significa appoggio, implica lequilibrio degli estremi per mezzo di un asse. Dharma pertanto si riferisce a quel qualcosa dinvariabile al centro dellesistenza che regola il cambiamento senza parteciparvi, rimanendo costante. In definitiva dharma  il principio centrale organizzatore del cosmo che sostiene e mantiene tutte le forme di esistenza.
   Sebbene la parola dharma a volte venga definita come religione, Prabhupada fece rilevare lerrore di questa traduzione. Religione comporta una fede personale che pu cambiare, ma dharma  la realt interiore che fa di una cosa quella che . Produrre miele  il dharma dellape, dare latte  il dharma della mucca, splendere  il dharma del sole, e scorrere  il dharma del fiume. Dharma  lessenza di una cosa.

IL VARNASRAMA-DHARMA
Sebbene il sanatana-dharma (dovere eterno) di ogni essere vivente sia il servizio a Dio, nel mondo materiale questo servizio si manifesta in una variet di modi, secondo la conformazione psicologica della persona,  ed    chiamato  sva-dharma,  o  dovere  personale  basato sulle peculiari inclinazioni e sul tipo di corpo.  chiamato anche varnasrama-dharma.
   La spiegazione pi nota del sistema del varnasrama (o quanto- meno del varna o dovere sociale che ne  parte) si trova nella Bhagavad-gita (4.13). Qui Sri Krsna spiega di aver creato la societ umana con quattro classi sociali naturali, o varna. Inoltre Egli insegna che gli specifici doveri religiosi prescritti per ogni classe sociale consentono lapplicazione pi efficace degli eterni princpi religiosi nel mondo materiale.
   Gli ordini sociali sono: (1) i brahmana: intellettuali e sacerdoti; (2) gli ksatriya: politici, amministratori e guerrieri; (3) i vaisya: agricoltori, commercianti e banchieri e (4) i sudra: operai e artigiani. Sri Krsna dice che ogni persona trova la sua naturale posizione in una di queste classi basate sulle occupazioni, in linea con le sue qualifiche e le sue attivit. Si deve sottolineare che in origine questo sistema era basato sulle attitudini vocazionali e sulle inclinazioni di una persona e non sulla sua nascita.
   Quello di cui parliamo qui sono tipi di personalit. Il brahmana, per esempio, ha una natura contemplativa e incline allo studio.  attratto dalla virt ed  gentile e pulito. La sua visione si concentra verso lalto, verso una realt pi elevata.
   Lo ksatriya, invece,  portato a essere cortese, cavalleresco e i suoi interessi in generale sono pi di questo mondo. Tende allazione e il suo potere danalisi  acuto. La sua caratteristica naturale  la nobilt, a parte quando le sue passioni prendono il sopravvento su di lui. La sua attenzione si concentra principalmente sul portare a termine le cose, ma con onore, virt e integrit.
   Il vaisya, da parte sua, tende a essere legato ai valori materiali perch la sua vita ruota intorno al denaro. Sicurezza, prosperit e stabilit economica sono le sue motivazioni profonde e gli  difficile vedere al di l di queste.
     Se la visione del vaisya  in qualche modo limitata, quella del sudra  ancor pi compromessa. Costui si sente a suo agio solo quando lavora duramente in un impegno fisico. La sua natura  quella di assistente, non generalmente incline ad idee originali. La sua vita si svolge intorno allattivit fisica e ai piaceri del corpo pi immediati; preferisce pensieri di routine anzich dinnovazione.
    evidente che queste classificazioni possono essere applicate a tutti gli esseri umani. Ogni persona ha una naturale inclinazione verso un particolare tipo dimpegno e tutti gli sforzi trovano posto in una di queste grandi categorie. Quindi il sistema sociale originale enunciato nella Bhagavad-gita  valido per tutti, o quantomeno riguarda naturalmente la vita di tutti. Esso  pertanto una componente del sanatana-dharma, loccupazione eterna di ogni anima.
   Gli asrama, ovvero la seconda parte del sistema del varnasrama, rappresentano un sistema spirituale a quattro livelli in cui una persona  prima di tutto uno studente (brahmacari), poi si sposa (grhastha) ed infine si ritira (vanaprastha) e rinuncia a tutto (sannyasa) in preparazione della morte. In molti modi questi asrama possono non sembrare livelli spirituali, anzi possono apparire come fasi comuni della vita che si realizzano col passare del tempo, e in verit lo sono.
   Come  gli  ordini  sociali  enunciati  da  Krsna,  anche  i  quattro ordini spirituali possono essere trovati pi o meno nelle culture di tutto il mondo. Infatti, in tutte le civilt ci sono persone religiose che praticano il celibato, persone sposate che vogliono conseguire valori spirituali pi elevati, persone che affrontano la vecchiaia realizzando limportanza della rinuncia, e persone che, consapevoli dellinevitabilit della morte, fanno voto di dedicare il resto dei loro giorni a perseguire la coscienza di Dio e a condividerla con gli altri.
   Comunque, ci che  unico nelle Scritture vediche  che in esse si trovano la guida e i modelli di comportamento appropriati per ciascuno dei quattro asrama e ci aiuta la persona ad evolvere spiritualmente. Il progresso sul cammino spirituale pu essere comprovato dai diversi percorsi comportamentali che riflettono diversi livelli di coscienza, anchessi richiamati nelle Scritture. Perci mentre la forma base del varnasrama esiste in tutto il mondo, i devoti di Krsna insegnano che questo sistema contenuto nella letteratura vedica offre un metodo strutturato per ottenere la perfezione spirituale.

IL SANATANA-DHARMA
 Come ho gi detto, il dharma fa riferimento a quellattivit o funzione che non pu essere cambiata. Il calore e la luce, per esempio, sono il dharma del fuoco; senza calore e senza luce il fuoco non ha significato. Il dharma dellanima  servire Dio. Pi precisamente questo  il nostro sanatana-dharma, la nostra eterna funzione indipendentemente da quale corpo abitiamo. Nella coscienza ma- teriale perdiamo di vista il nostro naturale sanatana-dharma e cimpegniamo in attivit legate al corpo. La nostra originale natura spirituale di anime si addormenta, sostituita temporanea mente da una natura deformata, quella dellidentificazione con il corpo, con le sue sofferenze e i suoi piaceri. Il sanatana-dharma si ravviva solo quando lanima si colloca in prossimit dellelemento spirituale, Dio stesso (per mezzo della preghiera, del canto, delladorazione e via dicendo), le Scritture e i puri devoti del Signore.
   Grazie a questo contatto, la vera natura dellanima si afferma di nuovo, come il ghiaccio che torna al suo stato naturale di liquido se esposto ai raggi del sole. Questa  la spiritualit cosciente di Krsna, sia che ci si riferisca ad essa con il termine vaisnavismo, come per millenni  stato fatto in India, sia con il suo nome pi universale di sanatana-dharma.

DI NUOVO KANT
Che cosa direbbe Kant di tutto questo? Come cristiano apprezzava le prospettive teologiche e cerc di armonizzare la ragione con la fede in Dio. La grandezza di Kant per proviene da quello che egli chiam Imperativo Categorico, o verit universali a cui si pu dare un fondamento logico.  una specie di versione preliminare del sanatana-dharma. In aggiunta, o come parte dellImperativo Categorico, egli voleva che i suoi lettori si ponessero la seguente domanda: Potrei accettare un mondo in cui tutti si comportano come me? Secondo Kant questa domanda dovrebbe guidare il nostro senso morale ed etico. In altre parole, se io agisco in modo errato, egoistico, il mio comportamento contrasta con i diritti e le libert degli altri. Se invece agisco in modo disinteressato, tenendo conto delle altre persone e della natura che mi circonda, ci porta a un bene maggiore ed  nellinteresse superiore di tutti.
   Come devoti di Krsna troviamo che lipotesi fondamentale di Kant costituisce un buon modo di ragionare: riconosciamo i benefici di una vita disinteressata in coscienza di Dio. Se le persone cantassero i nomi di Dio e si astenessero dal mangiare carne, dal sesso illecito, dagli intossicanti e dal gioco dazzardo, il mondo sarebbe migliore. Se tutti accettassero i princpi non settari della religione universale, il sanatana-dharma, non ci sarebbero noi e loro, n guerre di religione, n litigi basati sullerrata identificazione del corpo con il s.
   In generale, il mondo materiale  il luogo dove le persone agiscono egoisticamente, sono concentrate sul piacere personale e creano cos una situazione molto difficile. Un mondo in cui agiamo come goditori indipendenti, divorziati da Dio, diventa un luogo di rovina. Se lo scopo della vita  il piacere sfrenato, il prossimo diventa qualcosa di cui servirsi, apprezzabile solo finch ci porta piacere.
   La coscienza di Krsna afferma che il vero Imperativo Categorico  servire Dio. Sia che Lo serviamo in linea con il sanatana-dharma in un modo generale, onnicomprensivo, sia che cimpegniamo secondo le nostre predilezioni nel sistema del varnasrama, servire Dio  un dovere.  lessenza del dharma,  il dovere pi elevato.
Sicuramente questa  una verit che Kant non negherebbe mai.

DHARMA: LE RADICI VEDICHE DELLA PAROLA
La parola dharma  riconducibile al termine vedico rtam, da cui deriva la parola inglese right (nel senso di giusto). Dai Veda originali impariamo ad agire secondo le leggi universali e queste azioni sono considerate la cosa giusta da fare. Da rtam deriva anche la parola rituale, che, se eseguito in modo appropriato, aveva il potere di portarci pi vicini alla realt ultima.
   Le azioni considerate peccaminose dai Veda sono quelle contrarie al rtam. In sanscrito molte di esse cominciano con la lettera m. Per esempio, mangiare pesce (matsya), mangiare carne (mamsa),  bere vino (madya), mangiare cereali non offerti (mudra) ed avere sesso sregolato (maithuna).
   Secondo i saggi vedici la pratica errata di queste azioni che iniziano con m porta alla concezione materialistica della vita, che culmina con la morte. I saggi dellantichit, che usano un simbolismo  letterario,  dicono  che  per  coloro  che  sono  dediti  a questi comportamenti cos sconvenienti si potrebbe mettere una m davanti alla parola rtam, trasformandola in mrtam: morte. Chiaramente, i saggi vedici erano sostenitori del fare le cose nel modo giusto, ognuno secondo il proprio dharma.



OCCHI PER VEDERE DIO
di Mohini Radha devi dasi

Quando avevo otto anni i miei occhi si affaticavano quando cercavo di vedere quello che la mia insegnante scriveva sulla lavagna. Mia madre mi port da un oculista che mi prescrisse gli occhiali. Le lenti degli occhiali da vista correggono unimperfezione fisica curvando la luce. Gli scienziati usano lenti pi potenti per i loro microscopi e telescopi che, correggendo la loro visione, permettono di vedere oggetti piccoli o distanti.
   Purtroppo, nessuna lente tecnologica ci permetter mai di vedere Krsna, il Signore Supremo. Egli Si trova al di l dei nostri sensi grossolani. Trascende le tre influenze della natura materiale (virt, passione e ignoranza), perci nessun individuo soggetto alle interazioni di queste tre influenze pu vedere Krsna. Tutti, quindi, a livello spirituale, possiamo essere considerati ciechi. Poich questa imperfezione visiva esiste a livello spirituale, il rimedio devessere spirituale. Noi possiamo diventare idonei a vedere Krsna solo praticando il servizio devozionale sotto una guida appropriata. Srila Prabhupada rispose cos a qualcuno che gli chiedeva se poteva mostrargli Dio: S, potete vederLo, ma prima dovete avere gli occhi.

CECIT SPIRITUALE
Qualche volta le persone dicono che vedere  credere, e poich non possono vedere Dio, non accettano la Sua esistenza. Srila Prabhupada definiva gli atei persone spiritualmente cieche che soffrono della cataratta dellignoranza. Lignoranza  come la cataratta che oscura la vista e impedisce di vedere la verit.
   Nella Bhagavad-gita si fa menzione della cecit spirituale di Dhrtarastra (un re cieco anche fisicamente), che imped a lui e ai suoi figli di raggiungere un accordo con i Pandava, devoti del Signore Supremo. Poich Dhrtarastra era un sovrano, la sua cecit spirituale fu anche dannosa dal punto di vista sociale e port alla guerra di Kuruksetra. La sua cecit contagi anche i suoi seguaci. Srila Prabhupada spesso diceva: Quando un cieco guida un altro cieco, ambedue cadono nel fosso.
   Nonostante la cecit, Dhrtarastra ebbe lopportunit di vedere quello che succedeva sul campo di battaglia di Kuruksetra grazie alle descrizioni del suo segretario Sanjaya. Vyasadeva aveva donato a Sanjaya una visione mistica che gli permetteva di vedere tutta la battaglia che si svolgeva a Kuruksetra, compreso il dialogo tra Krsna ed Arjuna, conosciuto come Bhagavad-gita. Sfortunatamente la cecit spirituale e lattaccamento a un figlio malvagio impedirono a Dhrtarastra di comprendere gli insegnamenti di Krsna.
   Come Dhrtarastra, le anime prigioniere della natura materiale sono spiritualmente cieche e possono essere curate solo con la sottomissione a un maestro spirituale autentico. Sempre nella Bhagavad-gita (4.34) Krsna d queste istruzioni: Cerca di conoscere la verit avvicinando un maestro spirituale, ponigli delle domande con sottomissione e servilo. Lanima realizzata pu rivelarti la conoscenza perch ha visto la verit.
   Il cieco non pu aiutare un altro cieco, ma chi ha la visione della conoscenza trascendentale pu dare la vista agli altri. Il Signore in persona ha dato inizio a questo metodo, e la conoscenza, trasmessa direttamente da Lui, ci arriva attraverso la successione dei maestri.
   Come uno studente che vuole imparare la medicina si reca da un medico esperto per studiare, cos un ricercatore della scienza spirituale deve andare da un maestro spirituale autentico per apprenderla. Come rappresentante di Krsna, il maestro spirituale elimina la cecit delle anime condizionate dando loro la vista della vera conoscenza. Perci noi preghiamo:
om ajnana-timirandhasya jnananjana-salakaya 
caksur unmilitam yena tasmai sri-gurave namah
Offro i miei rispettosi omaggi al mio maestro spirituale, che con la torcia della conoscenza mi ha aperto gli occhi, oscurati dalle tenebre dellignoranza. Dando la conoscenza e la visione spirituale, il maestro cura la cecit causata dagli attaccamenti materiali.
   Le tenebre dellignoranza sono lignoranza della nostra posizione costituzionale come anime spirituali e la nostra falsa identificazione col corpo. Un puro devoto, fisso nella coscienza di Krsna, realizza che il corpo  temporaneo e smette di distinguere i vari esseri viventi in base
al loro corpo. Sapendo che tutti gli esseri sono parti di Krsna, vede con occhio uguale il saggio nobile ed erudito, la mucca, lelefante, il cane e il mangiatore di cani. (Bg. 5.18) Krsna dice ad Arjuna che questa visione spirituale  cio vedere lanima al di l del corpo   la visione delleternit (Bg. 13.32).
   Poich gli esseri sono per loro costituzione collegati a Dio, la Persona Suprema, i devoti che fanno avanzamento nel servizio damore a Krsna alla fine si qualificano per vederLo. Krsna  nayana-abhiramam, molto piacevole per gli occhi, infatti possiede la bellezza suprema, una delle sei principali forme di opulenza (bellezza, ricchezza, potenza, fama, conoscenza e rinuncia). Vedere Krsna  un dono che supera ogni altra cosa.
   Quando Krsna era presente sulla Terra, don questa benedizione a molti, ma non tutti Lo videro nello stesso modo. Krsna spiega: Nella misura in cui si abbandonano a Me, Io li ricompenso. (Bg.4.11) Qualcuno vedeva Krsna come il Signore Supremo, mentre altri Lo vedevano come una persona comune  un semplice mandriano, il rappresentante dei Pandava o lumile cocchiere di Arjuna. Egli rivel la Sua forma universale sul campo di battaglia di Kuruksetra, ma questa visione fu riservata ad Arjuna, Suo grande devoto e amico. Srila Prabhupada dice che Arjuna aveva occhi trascendentali grazie alla sua devozione per il Signore. (B.g. 11.54, spiegazione)
   Krsna  sac-cid-ananda-vigraha, la forma delleternit, della conoscenza e della felicit. I puri devoti Lo vedono cos com e interagiscono con Lui secondo sentimenti diversi assecondando le loro naturali tendenze. Accecati dallignoranza, coloro che sono contaminati dalla materia e hanno tendenze demoniache non possono percepire la supremazia di Krsna. Il Signore dice: Gli sciocchi Mi deridono quando scendo nella forma umana. Non conoscono la Mia natura trascendentale e la Mia supremazia su tutto ci che esiste. (Bg. 9.11) Srila Prabhupada spiega che coloro che riuscirono a vedere la forma originale di Krsna poterono tornare con Lui nel Suo regno, ma coloro che non riuscirono a vedere il Signore cos com rimasero attaccati ai loro desideri materiali e al ciclo materiale delle nascite e delle morti. (Srimad-Bhagavatam 3.2.11)
   Daltra parte, vedere Krsna  cos purificante che perfino i malvagi uccisi da Lui ottennero la liberazione. Dopo la partenza di Krsna, Uddhava disse a Vidura che tutti coloro che avevano visto il volto di Krsna sul campo di battaglia di Kuruksetra  senza considerare da quale parte combattessero  dopo la morte ottennero la dimora di Krsna (Srimad-Bhagavatam 3.2.20) perch la vista del Signore rende la vita piena di successo.

LA GEMMA PI PREZIOSA
In ultima analisi, lopportunit di vedere Krsna dipende dalla Sua misericordia, che si ottiene offrendoGli con devozione il nostro servizio. Il quarto canto dello Srimad-Bhagavatam riporta lincontro di Krsna con il piccolo Dhruva, esempio del favore che il Signore concede al Suo devoto incontrandolo personalmente. Questo episodio dimostra che il servizio devozionale purifica coloro che lo praticano e trasforma i loro desideri materiali in realizzazioni trascendentali.
   Il padre di Dhruva, il re Uttanapada, era limperatore del mondo e aveva due regine, Suruci e Suniti. Essendo un bambino, Dhruva voleva sedersi in braccio al padre, ma la matrigna, Suruci, la preferita dal re, disse a Dhruva che non era qualificato per sedersi sul trono o sulle ginocchia del re, perch non era nato da lei. Lo inform che stava cercando di soddisfare un desiderio impossibile. Poich era la regina favorita, era diventata orgogliosa della sua posizione a spese altrui.
   La madre di Dhruva, Suniti, consol suo figlio e gli consigli di adorare i piedi di loto del Signore Supremo affinch il suo desiderio venisse esaudito. Con un certo sarcasmo, anche Suruci aveva dato a Dhruva unistruzione analoga. Dhruva and dunque nella foresta e fece molte austerit per ottenere il favore del Signore. L incontr il saggio Narada che divent il suo maestro spirituale. Dhruva gli chiese come avrebbe potuto ottenere una posizione pi elevata di chiunque altro, perfino di suo padre, limperatore del mondo, e di suo nonno, Brahma. Affinch venisse esaudita questa richiesta apparentemente impossibile, il saggio raccomand a Dhruva di dedicarsi completamente al servizio devozionale, preferibilmente in un luogo sacro. Gli sugger di recarsi a Madhuvana, una delle dodici foreste di Vrndavana, sulla riva del fiume Yamuna. Poi gli descrisse il meraviglioso aspetto del Signore che risiede nel cuore e gli consigli di meditare su di Lui: questo metodo avrebbe purificato la sua coscienza. A Dhruva dette anche un mantra per glorificare il Signore e lo invit ad adorarLo con frutta, fiori e foglie di tulasi.
   Dhruva segu alla lettera le istruzioni di Narada e alla fine, con la sua devozione, cattur Dio, la Persona Suprema. Sebbene fosse solo un bambino, le sue austerit furono cos severe che i deva, che governano i fenomeni del mondo materiale, si rivolsero angosciati al Supremo perch erano preoccupati che si verificasse uno squilibrio nelluniverso. Il Signore li tranquillizz dicendo che avrebbe interrotto le austerit del bambino.
   Nel frattempo Dhruva continuava la meditazione sulla forma del Signore nel cuore. Allimprovviso, per, quella forma spar e la sua intensa concentrazione sinterruppe. Apr gli occhi e vide il Signore in persona in piedi davanti a lui.
   Lo Srimad-Bhagavatam (4.9.3) descrive lintensit di questo darsana (incontro): Nella sua estasi, Dhruva contemplava il Signore come se Lo stesse bevendo con gli occhi, come se con la bocca stesse baciando i piedi di loto del Signore e Lo stesse stringendo tra le braccia. Voleva offrirGli delle preghiere, ma era inesperto. Allora il Signore lo benedisse toccandogli la fronte con la Sua conchiglia e Dhruva ricevette cos la conclusione di tutta la conoscenza vedica e pot glorificare il Signore con parole appropriate.
   Per Dhruva il darsana del Signore fu come vedere una rara gemma preziosa. I desideri materiali che allinizio erano stati lispirazione per le sue austerit gli apparvero privi dimportanza in confronto alla pura devozione. Ora, comprendendo il vero scopo della sua vita, sent il rimorso di aver pregato per cose inutili come il regno e il prestigio. Srila Prabhupada cita un verso dellHari-bhakti-sudhodaya (7.28) che riporta le parole rivolte da Dhruva al Signore: Mi ero sottoposto ad austerit molto severe per ottenere il regno e la terra di mio padre, ma ora ho visto Te, mio Signore, che neppure grandi saggi e santi possono vedere. Ho lasciato la mia casa per cercare solo pezzi di vetro e ho trovato invece un preziosissimo diamante. Ora sono soddisfatto. Non ho pi bisogno di chiederTi nulla.
   La visione del Signore  come un prezioso gioiello in confronto ai frantumi di vetro dei desideri materiali che le anime condizionate considerano come meta finale. Cercare cose inutili invece dei veri valori dimostra la cecit propria del materialismo.
   Il servizio devozionale di Dhruva guar la sua cecit spirituale e il Signore lo benedisse mostrandoSi davanti a Lui. Anche se il suo desiderio iniziale era materiale, il servizio di devozione sotto la guida del suo maestro spirituale lo rese idoneo a vedere il Signore. Grazie alla sua coscienza pura, Dhruva fu pienamente appagato dal solo fatto di aver visto il Signore.

VEDERE DIO ORA
I puri devoti del Signore possiedono una visione trascendentale che permette loro di vedere sempre Krsna. Secondo la Brahma-samhita (5.38): Coloro che sono nellestasi dellamore per Dio vedono sempre Syamasundara (Krsna) nel loro cuore grazie allamore e al servizio devozionale reso al Signore.
   Questo genere di visione richiede una devozione pura, cosa molto rara, ma anche i devoti neofiti, che non hanno ancora sviluppato questa pura visione, possono apprezzare la forma di Krsna, sebbene in un modo diverso.
Poich Krsna  al di l dei nostri sensi materiali, non pu essere visto con gli occhi che abbiamo ora, ma per aiutare il progresso dei Suoi devoti, Egli appare nella Sua forma di Divinit nel tempio. Sebbene i sensi materiali percepiscano questa forma come fatta di pietra, di metallo, di legno o dipinta su tela, la Divinit o arca-murti  una forma reale del Signore. Non  n un idolo n un simbolo, ma  il Signore stesso, che Si mostra in modo che tutti possano vederLo. Per la Sua misericordia Egli appare in questo modo e Si rivela al devoto secondo il suo livello di abbandono. La capacit di vederLo indica in quale proporzione la nostra vita si  purificata dal peccato, spiega Srila Prabhupada (Srimad-Bhagavatam 3.1.17, spiegaz.) In altre parole, la nostra capacit di vedere Krsna riflette il livello della nostra partecipazione alla coscienza di Krsna.
   I devoti pregano dunque la Divinit di Jagannatha (Krsna) per avere la visione spirituale della Sua vera forma: jagannatha-svami nayana- patha-gami bhavatu me: O Signore delluniverso, Ti prego, rivelaTi a me. Pu sembrare strano che un devoto che sta davanti a Jagannatha Gli chieda di vederLo, ma in realt egli chiede con questa preghiera di ottenere una visione spirituale per vederLo in modo appropriato.
   Poich Krsna e la Divinit sono la stessa cosa, la Sua presenza nella forma della Divinit ha lo stesso fine della Sua apparizione personale. Krsna scende era dopo era per liberare le persone pie e annientare i miscredenti (Bg. 4.8), cio Egli appare per uccidere i malvagi e dar piacere ai devoti. La Caitanya-caritamrta (Madhya 20.219) spiega: Il Signore  presente in tutti gli universi in differenti forme al solo fine di soddisfare i devoti. Distrugge cos i princpi dellirreligione e stabilisce i princpi religiosi.
   I nostri sensi possono essere imperfetti e contaminati dalla materia, ma si purificheranno col servizio devozionale al Signore, com dimostrato dallesempio di Dhruva Maharaja. Servizio devozionale significa usare tutti i sensi al servizio di Dio per purificarli a poco a poco. Srila Prabhupada consiglia di non permettere agli occhi di vedere nientaltro che la stupenda forma di Krsna(Bg. 13.8-12, spiegazione). Krsna  detto Govinda  Colui che d piacere alle mucche e ai sensi. In risposta alla nostra determinazione spirituale e al nostro servizio devozionale, Egli ci dar la capacit trascendentale di vederLo a tu per tu. Questo  qualcosa che non potremo mai sperare di ottenere con le lenti correttive degli occhiali, con i microscopi o con i telescopi.



SCIENZA: MANCHERANNO SEMPRE DUE DITA PER COMPRENDERE LUNIVERSO
di Caitanya Carana dasa

I passatempi di Sri  Krsna nella forma di Damodara ci insegnano che le nostre grandi intelligenze non serviranno a portarci molto lontano.
Il periodo tra met ottobre e met novembre corrisponde in India, e specialmente a Vrndavana, luogo dei divertimenti di Krsna 5.000 anni fa, al mese di Damodara, cos chiamato per il passatempo in cui la madre di Krsna, Yasoda, cerca di legarLo con una corda. Purtroppo la corda era pi corta di due dita. Yasoda aggiungeva altra corda, ma per quante corde annodasse insieme, la corda rimaneva sempre pi corta di due dita.
   Il significato di questo lila, o passatempo,  che per quanti sforzi possiamo fare, falliremo sempre nei nostri tentativi di comprendere Dio solo con la nostra intelligenza. La scienza sta sperimentando la stessa cosa per quanto riguarda luniverso, che la letteratura vedica definisce come un prodotto della superintelligenza di Dio. Secoli di ricerche cosmologiche hanno aumentato linformazione scientifica, ma non la comprensione scientifica, a causa di due punti deboli imprevisti.

1. Quanto pi gli scienziati accumulano conoscenza, tanto pi si rendono conto di quanto poco sanno. Gli scienziati hanno conquistato lo spazio  e si sono resi conto di quanto poco in realt sappiano di esso. Per i non informati le missioni spaziali hanno messo in evidenza la grandezza delluomo, ma per coloro che hanno conoscenza in questo campo le stesse missioni hanno dimostrato la piccolezza delluomo. La ricerca spaziale rivela che luniverso contiene pi corpi celesti di quanti siano i granelli di sabbia di tutte le spiagge del mondo e che la nostra Terra  solo uno di questi granelli cosmici. Non ci si deve meravigliare se il precedente presidente dellassociazione americana per lo sviluppo della scienza abbia ammesso: La cosmologia... significa grande insicurezza perch studia un immenso universo con un campione piccolo e non affidabile.

2. Quanto pi gli scienziati sviluppano la conoscenza, tanto pi si rendono conto che quello che sapevano prima era sbagliato. Le leggi di Newton sono state considerate verit fondamentali della fisica finch non si  trovata la loro inapplicabilit nel dominio del microscopico e del macroscopico. La meccanica quantistica  stata sviluppata per analizzare il mondo degli atomi e la fisica della relativit del cosmo. Esse per sono risultate in forte contraddizione. Poich entrambe devono coesistere allorigine delluniverso  quando il microscopico e il macroscopico costituivano ununit  gli scienziati devono fronteggiare la formidabile sfida di formulare una Teoria del Tutto (TdT) capace di unificare questi inconciliabili pilastri della scienza. Rivediamo la storia dello sviluppo della TdT:
1. Un iniziale ruggito arrogante. Il fisico Leon Lederman: Speriamo dillustrare lintero universo con una singola semplice formula che si possa scrivere sulla nostra maglietta.
2. Un successivo grugnito esasperato. Lastrofisico Steven Weinberg:
Man mano che progrediamo nel comprendere che luniverso  in espansione, si espande anche il problema che abbiamo davanti cosicch sembra che la soluzione si allontani sempre pi da noi.
3. Un gemito finale camuffato. Il fisico teorico John Wheeler: Non correte mai dietro a un autobus, a una donna o a una teoria cosmologica perch ve ne sar sempre una successiva dopo pochi minuti.

Tornando indietro nel passato troviamo che la corda con cui madre Yasoda cercava di legare Krsna era pi corta solo di due dita, ma la corda della TdT che la scienza sta cercando di legare attorno alluniverso non  solo corta, ma  anche rotta come Stephen Hawking ha ammesso: Le teorie (sulla fisica) che abbiamo finora sono inconsistenti e incomplete.
   Madre Yasoda riusc finalmente a legare Krsna, ma solo quando Lui, per la Sua grazia, Si lasci legare. Anche la scienza pu com- prendere luniverso, in particolare la nostra posizione e il nostro scopo al suo interno, ma soltanto quando si armonizzer con lIntelligenza Suprema ricercando ed applicando la scienza spirituale esposta nella Bhagavad-gita, e aprendo cos la strada alla rivelazione spirituale.
   Tutto ci non  cos contrario alla scienza come pu sembrare. Uno scienziato della grandezza del fondatore della teoria dei quanti, il premio Nobel Max Planck, ha affermato: Per la religione Dio  allinizio, per la scienza  alla fine. E la scienza ha cominciato a raggiungere questo punto finale con la sua scoperta del fine tuning delluniverso: una sintonizzazione estremamente precisa dei valori e delle interrelazioni di almeno ottanta parametri essenziali per la vita. Ovviamente un fine tuning ha bisogno di un fine tuner. Naturalmente gli ostinati seguaci dellateismo hanno proposto universi casuali e multipli, ma queste teorie sono tutte non comprovate e non comprovabili. Sono pi adatte al dominio della fantascienza che a quello della scienza.
   Quando gli scienziati accetteranno il verdetto che risulta evidente dalle loro ricerche, rimuoveranno lostacolo facendo compiere alla scienza un balzo spirituale in avanti da lungo tempo rinviato. Affinch non esitino o tentennino a compiere questo passo coraggioso, la riflessione del rinomato fisico Michael Faraday pu spingerli a farlo: Dovremmo valutare il privilegio di conoscere la verit su Dio molto pi di qualsiasi altra cosa possiamo ottenere in questo mondo.



CADERE PER FIDO
di Mathuresa dasa

Uno scivolone sul marciapiede ispira alcuni pensieri sul nostro comportamento schizoide nei confronti degli animali. Uno sguardo a una delle mucche sacre dellOccidente.
In fondo alla strada in cui vivo unalta siepe fiancheggia il marciapiede per circa venti metri, e creando ombra ripara una parte del selciato. L accadono cose straordinarie. Nelle sere pi calde si possono trovare feste occasionali  unauto carica di ragazzi e voci che superano quelle di una radio a tutto volume, mentre durante il giorno squadre di operai della compagnia elettrica, telefonica o municipale, addetti alla manutenzione delle strade, accostano l i loro veicoli e fanno un pisolino. Ma la funzione primaria di quel tratto di strada, e la pi importante da sapere se sei un pedone,  quella di discarica per gli escrementi dei cani. Specialmente sul far della sera si vedono i proprietari dei cani scendere fino a quella striscia di marciapiede, girarsi nella direzione opposta per un momento (scrutando il cielo alla ricerca delle prime stelle) e dopo aver dato uno strattone al guinzaglio tornare a casa. Direi che questarea di venti metri serva la maggior parte dei cani entro un raggio di quattro o cinque isolati.
   Il fatto di dover regolarmente guardare dove metto i piedi mi fa domandare: perch, mentre macellano altri animali a milioni ogni giorno, queste persone sono cos devote ai cani al punto di stare pazientemente in piedi accanto a loro mentre queste creature fanno i loro bisogni? I cani sono fedeli, obbedienti e facilmente soddisfatti, lo so, perci forniscono un sostituto per la meno affidabile compagnia umana. I maiali e le mucche non sono altrettanto socievoli o affabili, e anche se lo fossero, non desiderereste che vi saltassero sulle ginocchia. Inoltre, forse i cani non sono cos gustosi come altri animali. Forse non ingrassano cos facilmente. E anche se cos fosse noi non li uccideremmo. Quando ero bambino, avevo un bracchetto di nome Geronimo che era grasso come un barile. Non ho mai macellato Geronimo. Era un membro della famiglia.
   Comunque, sebbene abbiamo ragioni pratiche per scegliere i cani e farli oggetto di trattamenti speciali, la Bhagavad-gita insegna a vedere tutte le creature con occhio equanime. La Gita afferma che ogni essere vivente  unanima eterna, parte integrante dellAnima Suprema, Krsna. Tutti gli esseri viventi, quindi, sono membri della famiglia di Krsna. Vedere in modo equanime non significa che dovremmo stringere amicizia con le tigri o abbracciare i serpenti a sonagli, ma che non dovremmo creare problemi superflui ad alcunanima. Anche se le mucche, i maiali e i polli non sono buoni animali da compagnia, soffrono tanto quanto i cani. E siccome siamo tutti soggetti alla legge del karma, per qualsiasi sofferenza causiamo loro dovremo a nostra volta soffrire.
   Ogni volta che sono obbligato a pulirmi le scarpe a causa della mia disattenzione mentre passeggio tranquillamente sul marciapiede, mincuriosisco sempre pi pensando allinfatuazione delluomo verso i cani. Una mattina della scorsa settimana, dopo essere sci- volato e quasi caduto su un deposito particolarmente consistente, ho deciso di considerare pi a fondo questa infatuazione. Pi tardi quel giorno, mentre facevo spesa al supermercato locale, ho visitato il reparto del cibo per cani  corsia cinque, circa a met del negozio. Il cibo per cani occupa tutti e quattro gli scaffali di un lato della corsia per quasi tutta la lunghezza della corsia stessa. (Il cibo per gatti e le lettiere per i cuccioli occupavano il rimanente spazio). Ho riconosciuto il cibo favorito di Geronimo, e ho contato circa una dozzina di altre marche di cibo sia essiccato che in scatola. Molti marchi riportavano ritratti di cani, simili in qualche modo ai ritratti dei bambini sulle scatole dei cereali un paio di corsie pi in l  sia i cani che i bambini erano ritratti come vivaci giovani membri della famiglia.
   I cani sono giovani membri della famiglia universale di Dio, i fratelli minori degli uomini, e quindi meritano le nostre attenzioni. Ma dodici marchi di cibo appositamente preparato? Abbracciare una tigre  sciocco, ma lo  anche spendere tanto denaro per qualcosa che va a finire sul marciapiede, o sul tappetino.
   La corsia del cibo per cani  lunga quanto tutta la lunghezza del negozio, dove, contro la parete di fondo, si trova unesposizione altrettanto lunga: carne refrigerata. Polli, tacchini, maiali, mucche e pecore. Perch non ci sono ritratti qui? Anche loro sono membri della famiglia  bambini del Signore Supremo e fratelli e sorelle minori degli esseri umani. Come noi, hanno testa, collo, gambe, cuore, fegato, lingua (proprio l, nel frigorifero, avvolti nella pellicola). Come a noi, anche a loro piace mangiare, dormire, accoppiarsi e prendersi cura dei piccoli. Come noi, conoscono la paura e la sofferenza. E come noi, sono anime eterne e individuali, ricoperte di carne e ossa. Lunica differenza  che hanno meno intelligenza e sono quindi inermi davanti alla nostra mannaia.
   Questa non era la prima volta che riflettevo sullinconsistente comportamento delluomo nei confronti degli animali, e neppure la prima volta che vedevo come un supermercato rappresenti molto bene questo comportamento. Durante questa particolare visita, per, mentre ero di fronte alla carne refrigerata, ancora contrariato per lo scivolone sul marciapiede, mi chiedevo: Come pu la gente vivere in questo modo e non dar di matto? Nel panorama mentale di un umano carnivoro, la corsia della glorificazione del cane (e il marciapiede per la raccolta del suo escremento) sincrocia con la corsia della macellazione di altri animali, eppure il carnivoro non ammette la contraddizione. Non  questa la negazione di fatti ovvi, della realt? E la negazione della realt non produce un genere di distorsione mentale? Non  proprio questo indicativo di malattia mentale?
   Ma scherzi! dice il carnivoro. Questi animali esistono per essere mangiati. Sono destinati a essere uccisi. Sono animali da cibo.
   Destinati da chi?  la risposta.  ovvio che tu vuoi ucciderli e mangiarli, ma dov la prova di unintenzione al di l della tua?
Destinare indica che c una persona che destina, quindi oltre a te, chi  questa persona? I criminali incalliti si sentono ampiamente giustificati nel fare ci che fanno: le loro vittime sono destinate a essere vittimizzate. Ma io non penso che gli animali siano destinati ad essere uccisi, e nemmeno lo pensano gli animali. Inoltre, la filosofia dellessere destinato non  confermata da alcuna Scrittura autentica, sebbene quando i carnivori mettono le loro mani insanguinate sulle Scritture cercano di dimostrare il contrario. La letteratura vedica dice che la carne  destinata solo ai cani e ai gatti. Lappetito delluomo per il cibo dei cani indica dunque che egli non solo  infatuato dei cani ma li imita. Qualsiasi cane sarebbe al settimo cielo annusando qua e l nel reparto-carne di un supermercato.
   La carne refrigerata non , purtroppo, lultima parola in fatto di comportamento schizoide delluomo nei confronti dei suoi fratelli animali. Camminando fino al termine del reparto della carne, sono arrivato a un banco-frigo che si estendeva per tutta la lunghezza della parete laterale, pieno di latte e prodotti derivati dal latte. Per i primi cinque metri circa, contenitori da un litro e mezzo litro di latte sono impilati tre in altezza e quattro in profondit, e vari tipi di creme e panne riempiono gli scaffali vicini. Contenitori di yogurt di ogni variet, budini, dessert al latte e altre delizie riempiono la sezione vicina. Poi fanno bella mostra differenti qualit di burro e innumerevoli tipi di formaggi freschi e stagionati, e di fronte un freezer pieno di gelati.
   Ora, se il cane ha un trattamento speciale perch  socievole, fedele e desideroso di difendere la casa e il padrone, perch la mucca, che fornisce gli ingredienti per questa abbondanza di cibi deliziosi, non riceve un trattamento speciale? Non che dovremmo tenere uno o due giovenche a casa e portarle a passeggio per lisolato, o che i nostri supermercati debbano avere una corsia di fieno e avena. No. Tutto ci che dobbiamo fare  smettere di tagliare la gola alle mucche. Se vuoi mangiare carne di mucca, o di qualsiasi altro animale, sii paziente. Tutti muoiono prima o poi.
   Gli occidentali deridono il rispetto apparentemente irrazionale dato agli animali, alle mucche in particolare, dai seguaci della letteratura vedica dellIndia. Il termine mucca sacra sta ora a indicare qualsiasi cosa considerata a torto immune da ragionevoli critiche.  vero, la letteratura vedica afferma che la mucca  sacra  nel senso che  la favorita dal Signore Supremo, Sri Krsna, e che la sua cura e protezione da parte delluomo porta allo sviluppo di qualit nobili ed elevate nella societ umana. Mentre questa asserzione non  immune da critiche, per provare che  irrazionale dobbiamo fermare luccisione delle mucche e osservare di persona gli effetti di tale moratoria.
   Sacralit a parte, i seguaci della letteratura vedica mettono in evidenza gli innegabili contributi della mucca  quei frigoriferi pieni di latte, panna, burro e formaggio, quei freezer pieni di gelato. Tutti noi abbiamo gustato il latte e i prodotti del latte sin dallo svezzamento. Mio figlio di due anni beve ogni giorno un quarto di litro di latte di mucca. Questa quantit devessere almeno tanto quanto quella che era abituato a poppare dal seno materno. Il cane pu essere il nostro migliore amico, ma la mucca  la nostra seconda madre. Chi pi di lei potrebbe essere considerata membro della famiglia?
   I Veda ci insegnano a dare protezione non solo alla mucca ma a tutti gli esseri viventi, inclusi cani e gatti. Lingiunzione vedica  mahimsyat  sarva-bhutani: non nuocere ad alcun essere vivente. I Veda prescrivono inoltre che tutti gli esseri della comunit, inclusi gli animali come i gatti e i cani, devono essere nutriti generosamente durante tutte le cerimonie religiose. Infatti ladorazione del Signore  completa solo quando tutti i membri della Sua famiglia sono stati adeguatamente soddisfatti.
   La letteratura vedica consiglia comunque di dare una particolare attenzione alla mucca perch ci nutre e ci assiste nellavanzamento spirituale. Ella  utile a tutti gli effetti. A parte il latte, perfino lo ster- co di mucca ha la sua utilit  come fertilizzante e nella produzione di buoni incensi, per esempio. Non si pu dire altrettanto per le feci dei cani.



AL DI L DELLECOLOGIA
di Jayadvaita Swami

Preoccuparsi dellambiente ci fa sentire bene. Ma sentirsi bene  sufficiente?
Trentanni fa a nessuno importava un accidente. Avreste potuto inquinare fiumi coi liquami delle fabbriche, tagliare intere foreste pluviali, spruzzare fluorocarburi nellaria come bambini che buttano coriandoli e nessuno avrebbe protestato.
   Ora non pi. Gli scolari da grandi vogliono fare gli ecologisti. I magnati dellindustria smistano i loro rifiuti per riciclarli. I cantanti rock fanno concerti per salvare praterie e paludi. Candidati politici dicono che sono preoccupati per il destino dei babbuini dalle tre dita.
   Interessarsi allambiente ci aiuta a stare meglio con noi stessi. Al supermercato scegliamo la carta invece della plastica. Mandiamo gli auguri su biglietti di carta riciclata. Contribuiamo con qualche euro alla causa di Greenpeace. S, ci stiamo preoccupando del pianeta.  giusto.
   Troppo spesso, per, la nostra preoccupazione per il pianeta manca di una base metafisica. Intuitivamente, vivere in armonia con la Terra sembra giusto. Se la Terra  la casa dove andremo a vivere, perch disseminare le stanze con lattine di birra o fare la pip su tutto il tappeto?
   Ma alla fin fine che importa? Se la vita  solo una serie di reazioni chimiche, che importanza ha se i composti chimici si scombinano? Le specie viventi vanno e vengono. Perch rattristarsi e piangere se qualche bipede invasato stermina qualche centinaia di migliaia di vicini? La Terra sar pure nostra madre, ma prima o poi si disgregher fino a diventare granelli di polvere infinitesimale. E dal punto di vista cosmico tutto ci avverr solo tra pochi mega- momenti. Quindi perch tanto chiasso?
   Voi direte che  per i nostri figli, per le generazioni future. Ma anche loro sono lampi nelleternit. Perch preoccuparsene?
   I custodi del verde ci ricordano con urgenza che sporcare e divorare la Terra  poco lungimirante. Ma per essere veramente lungimiranti dobbiamo guardare al di l di quello che sembra pulito, piacevole ed armonioso sulla Terra, un frammento di realt fisica che compie una breve corsa attraverso luniverso. Non dobbiamo solo chiederci come stiamo trattando la Terra, ma perch siamo sulla Terra e dove stiamo andando alla fine.
  Altrimenti, seppure ecologicamente coscienti, siamo metafisicamente morti.



SCAMBI DAMORE
di Mohini Radha devi dasi

Nelle relazioni tra il Signore e il Suo devoto, entrambi gustano la pi grande felicit.
La Bhagavad-gita e altre Scritture vediche lodano Arjuna per la sua relazione damicizia con Dio, Krsna, la Persona Suprema. Poich per definizione le relazioni comportano reciprocit, non solo Arjuna  conosciuto come lamico di Krsna, ma Krsna  conosciuto come lamico di Arjuna. Krsna divent lauriga di Arjuna ed  quindi chia- mato Partha-sarathi, il conduttore del cocchio di Partha (Arjuna). Questo nome mostra la speciale relazione di Krsna con il Suo devoto Arjuna.
   I dibattiti sul servizio devozionale mettono in evidenza le attivit che i devoti compiono per il piacere di Krsna, ma la relazione trascendentale tra il Signore e i Suoi devoti  dinamica, caratterizzata da scambi damore che nascono da entrambe le parti. Sebbene Krsna sia ben disposto verso tutti, Egli  particolarmente favorevole verso i Suoi devoti, ai quali mostra un particolare affetto.
   Nella Bhagavad-gita (9.29) Krsna dice ad Arjuna: Non invidio e non favorisco nessuno. Sono imparziale con tutti, ma chiunque Mi offra un servizio con devozione vive in Me; egli  un amico per Me come Io sono un amico per lui. Pu sembrare contraddittorio il fatto che il Signore possa essere imparziale con tutti e allo stesso tempo abbia un particolare riguardo per i Suoi devoti.
   Srila Prabhupada spiega questo verso dicendo che il Signore Si prende cura di tutti gli esseri fornendo tutto ci che  necessario per mantenerli in vita. In realt, neppure un filo derba si muove senza la Sua sanzione, perci, come Controllore Supremo che mantiene tutte le creature, Krsna  imparziale con tutti.
   Daltra parte Krsna distingue tra le Sue particelle in base alla relazione che hanno con Lui. Egli premia gli esseri viventi secondo il loro grado di abbandonano: Nella misura in cui si abbandonano a Me, Io li ricompenso. (Bg. 4.11)  naturale pertanto che Krsna mostri uno speciale interesse per i Suoi devoti che sono completamente arresi a Lui e che Lo servono costantemente con amore e devozione.
   Il Signore  la Persona Suprema e anche gli esseri viventi sono persone, sebbene siano infinitesimali mentre il Signore  sempre illimitato. Questo concetto  ben rappresentato dallanalogia di un fuoco circondato dalle sue numerose e piccole scintille, che sono minuscole se paragonate al fuoco da cui originano, ma che hanno la sua stessa composizione. Come c una relazione tra le singole scintille e il fuoco, cos esiste uneterna e reciproca relazione tra gli esseri viventi e il Signore.
   Per la persona favorevolmente disposta verso il Signore in una relazione di servizio damore, questa relazione  molto speciale ed  lessenza della vita. Coscienza di Krsna significa che le azioni, le parole e i desideri sono sempre diretti verso Krsna. Quando si raggiunge questa posizione perfetta, tra Krsna e lessere nasce una vera e propria reciprocit.
   Krsna  caro ai Suoi devoti ed essi sono cari a Lui. Sebbene Dio sia perfettamente indipendente e soddisfatto in S, Egli accetta il ser- vizio offerto dai Suoi devoti e in questo modo rimane al centro della loro vita. Questa reciprocit, fonte di piacere per entrambi,  unica. In unaltra parte della Gita (6.30) Krsna lo conferma: Per colui che Mi vede in ogni luogo e vede ogni cosa in Me, Io non sono mai perduto n egli  perduto per Me.
   Spiegando questa reciprocit trascendentale, Srila Prabhupada porta lesempio di un anello con diamanti: il diamante acquista bel- lezza vicino alloro, e loro appare pi bello vicino al diamante. (Bg.9.29) Quando un puro devoto serve senza chiedere niente in cambio, Krsna Si sente obbligato verso di lui e diventa suo debitore. (Srimad- Bhagavatam 3.8.27) Krsna  la sorgente della gioia dei Suoi devoti, ed  felice di soddisfare i loro desideri perch questi desideri sono nella pura coscienza di Krsna.
   Perfino i pi neofiti tra i devoti del Signore possono gustare la dolcezza di reciprocare con Lui. Si dice che quando noi facciamo un passo verso Krsna, Egli ne fa cento verso di noi. Anche se nes- suno  veramente adatto a servire il Signore Supremo, Egli  cos misericordioso da accettare i nostri umili tentativi. Il Signore  pi desideroso di richiamare a S le anime condizionate di quanto esse siano desiderose di tornare a Lui, perci le aiuta costantemente: A coloro che Mi adorano con devozione esclusiva, meditando sulla Mia forma trascendentale, Io fornisco il necessario e preservo ci che gi possiedono. (Bg. 9.22)
   Anche se una persona non riesce a purificarsi completamente durante questa vita, potr continuare il percorso devozionale nella prossima vita. Le conquiste spirituali, a differenza dei guadagni materiali, non vanno mai perdute.
   Il modo pi semplice per sentire la reciprocazione con Krsna  quella di ascoltare e cantare i Suoi nomi:

Hare Krsna, Hare Krsna, Krsna Krsna, Hare Hare, 
Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare

Quando Krsna  sceso sulla Terra nella forma di Caitanya Mahaprabhu, pi di 500 anni fa, Egli ha reso il puro amore per Dio disponibile a tutti mediante il canto dei Santi Nomi. Nel degradato kali-yuga, lattuale epoca dipocrisia e discordia, questo  il metodo migliore per ottenere una perfetta coscienza di Krsna. Questo canto costituisce lo yuga-dharma, lattivit prescritta per questera.
   I nomi di Krsna sono dotati di tutte le Sue potenze, ci significa che Egli  presente nei Suoi nomi. Quando cantiamo con attenzione, Egli reciproca danzando sulla nostra lingua. Di cosaltro abbiamo bisogno?



LA TECNOLOGIA MANCANTE
di A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, acarya-fondatore dellAssociazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

Il Movimento per la Coscienza di Krsna insegna una scienza che non si trova nemmeno nelle aule delle migliori universit del mondo. Sono  nato  nelle  pi  profonde  tenebre  dellignoranza,  ma  il mio maestro spirituale mi ha aperto gli occhi con la torcia della conoscenza. Offro a lui il mio rispettoso omaggio.
   Con  questa  preghiera  offriamo  il  nostro  rispettoso  omaggio al maestro spirituale. Perch? Perch il maestro spirituale  colui che apre i nostri occhi, offuscati dallignoranza, con la torcia della conoscenza trascendentale. Tutti nasciamo nellignoranza e abbiamo bisogno di ricevere uneducazione adeguata per riuscire a vedere le cose come sono veramente.
   Nella societ moderna la conoscenza  divisa in vari settori. C un settore che insegna la scienza medica, un altro lingegneria, e via dicendo. Sfortunatamente nessun settore si occupa di far conoscere la scienza dellanima. Invece questa  la cosa pi importante, perch lanima  il supporto e lorigine di tutte le nostre attivit.
   Nella Bhagavad-gita (3.42) c un verso molto bello: I sensi attivi sono superiori alla materia inerte, ma superiore ai sensi  la mente, e superiore alla mente  lintelligenza. Ma ancora pi elevata dellintelligenza  lanima. Nello stato attuale di coscienza pensiamo di essere il corpo sebbene in realt non lo siamo. Questo  dovuto allignoranza. Corpo significa sensi. Quando parliamo facciamo vibrare la lingua, quindi le attivit del corpo sono le attivit dei sensi.
   Se approfondiamo largomento scopriamo che i sensi possono agire solo quando la mente  sana. Un folle non pu usare bene i sensi, perci la tecnologia della mente  una scienza superiore. Alla base c la tecnologia dei sensi, poi c quella pi elevata che riguarda la mente, nota come psicologia, che si occupa del pensare, del sentire e del volere. Gli studiosi di psicologia stanno cercando di comprendere come funzionano questi tre livelli. Al di sopra della mente e della scienza della mente, c la scienza dellintelligenza, e al di sopra ancora c la realt dellanima. Abbiamo un tecnologia per i sensi del corpo, una tecnologia per i problemi psicologici, ma sfortunatamente non abbiamo tecnologia per lintelligenza o per lanima. Il Movimento per la Coscienza di Krsna  la tecnologia che tratta la scienza dellanima.

IL BARCAIOLO E LO STUDENTE
Conosco una bella storia che vi piacer. In India e specialmente in Bengala vi sono molti fiumi. Una volta uno studente di tecnologia tornava a casa in barca e chiese al barcaiolo: Sai che cosa sono le stelle?
Signore, sono un semplice barcaiolo, rispose. Cosa posso sapere delle stelle?
Oh, allora hai sprecato inutilmente il venticinque per cento della tua vita, replic lo studente.
Poi torn a chiedere: Conosci questi alberi? Sei pratico di botanica?
Il barcaiolo rispose: Signore, sono un semplice lavoratore. Cosa posso sapere di botanica?
Oh, allora hai sprecato inutilmente il cinquanta per cento della tua vita, ribatt lo studente.
   Lo studente continu a far domande al barcaiolo: Sai questo? Sai quello? E ogni volta il barcaiolo rispondeva: Sono un uomo comune. Cosa posso sapere di tutte queste cose?
   Allimprovviso si ammassarono in cielo nuvole nere e si scaten una tempesta, il fiume cominci a gonfiarsi e il barcaiolo chiese: Mio caro signore, sai nuotare?
Oh no! disse lo studente.
Allora la tua conoscenza  sprecata al cento per cento, rispose il barcaiolo.
   Caddero nel fiume e lo studente, che non sapeva nuotare, fu portato via dai flutti.
   Non c dubbio che luomo stia facendo progressi nella tecnologia, nelleconomia e in molti altri settori relativi alle necessit vitali, ma la Bhagavad-gita ci indica il vero problema di questo mondo, il vero problema della nostra vita.
   Se siete abbastanza intelligenti, vi renderete conto che i problemi veri sono la nascita, la vecchiaia, la malattia e la morte. Questi sono i veri problemi.
   Ci siamo dimenticati delle precarie condizioni in cui ci trovavamo nel ventre materno. Dalle descrizioni vediche, che sono confermate dalla scienza medica, apprendiamo che il bambino  imprigionato in un luogo oscuro e soffre terribilmente, ma non ha modo di esprimersi. Un bambino deve rimanere in quella condizione per almeno dieci mesi (lunari). Immaginate di essere messi in questa soffocante costrizione anche solo per tre minuti  morireste immediatamente. Tutti abbiamo vissuto questa esperienza, anche se ora non ce la ricordiamo.
Anche al momento della morte c sofferenza. E si soffre anche per la vecchiaia. Per esempio, io sono una persona anziana e ho molti disturbi. Le condizioni anatomiche e fisiologiche stanno deterioran- dosi. Lo stomaco non digerisce pi come quando ero giovane. Pertanto devo soffrire. Poi ci sono le sofferenze causate dalle malattie. Chi vuole le malattie?

LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI
La tecnologia moderna  impotente di fronte ai veri problemi della vita materiale  la nascita, la vecchiaia, la malattia e la morte  e siccome il progresso non riesce a risolverli, vengono semplicemente messi da parte. La soluzione c e si trova nella Bhagavad-gita, dove Krsna, Dio, la Persona Suprema, dice: Mio caro Arjuna, se qualcuno viene a Me non dovr pi rinascere in questo mondo materiale pieno di sofferenza. (8.15)
   Noi pensiamo di esserci creati un paradiso, ma in realt questo  un luogo dove regna linfelicit a causa delle tre forme di sofferenza che vi fan da padrone. In America, in Europa, in India o in qualsiasi altro paese, come pure in qualsiasi altro pianeta, ci sono tre forme di sofferenze: adhyatmika, adhibhautika e adhidaivika.
   Adhyatmika sono le sofferenze relative al corpo e alla mente. A volte soffriamo di mal di testa e a volte di altri mali. Ci sono dolori per tutte le parti del corpo e per la mente. Queste sofferenze sono dette adhyatmika. Poi ci sono le sofferenze provocate dagli altri esseri viventi, che sono dette adhibhautika. Infine ci sono le sof- ferenze causate dalla natura, adhidaivika. Allimprovviso si scatena un terremoto, o si verifica una carestia o qualcosaltro su cui noi non abbiamo il controllo.
   Queste tre forme di sofferenza sono sempre presenti, ma sotto la presa dellillusione pensiamo di essere felici. Lenergia materiale ci illude talmente che per quanto terribili possano essere le condizioni in cui viviamo pensiamo di essere felici. Prendete un animale qualsiasi, un maiale per esempio  vive in una condizione di estrema sporcizia. Nelle vostre citt forse non vi capiter di vedere maiali, ma nei villaggi indiani i maiali scorrazzano nei luoghi sporchi mangiando escrementi. Se si potesse chiedere a un maiale: Cosa posso fare per aiutarti a uscire da questa condizione cos abominevole? Egli rifiuterebbe il vostro aiuto. Se gli offriste una buona preparazione, come del riso dolce, non laccetter. Preferir gli escrementi, perch ha un corpo impostato in modo che non gli piaccia alcun tipo di cibo gustoso. Gli piaceranno gli escrementi. Questo  lincantesimo di maya, lillusione.

LA DOMANDA GIUSTA
La coscienza di Krsna insegna che se siamo veramente saggi dobbiamo chiederci: Perch sto soffrendo?
   Questo atteggiamento  detto brahma-jijnasa. Il primo aforisma del Vedanta-sutra  athato brahma-jijnasa: dovremmo porci domande sulla nostra esistenza come anima, non come corpo o come mente, perch non siamo n il corpo n la mente. Atha atah significa che  questo il momento in cui dovremmo porci domande sullesistenza spirituale, proprio in questa forma umana dotata di una conoscenza sviluppata e di unintelligenza superiore a quella degli animali. Questa  la vera tecnologia.
   Lo Srimad-Bhagavatam (5.5.) afferma che non possiamo rag- giungere il vero scopo della vita finch non ci poniamo domande sulla nostra esistenza spirituale. Ognuno di noi  nato nellignoranza perch non conosciamo la nostra vera identit. In genere ci iden- tifichiamo con il corpo ma in realt non siamo il corpo. Possiamo comprenderlo molto facilmente. Supponete di avere un amico che improvvisamente muore. Voi direte: Il mio amico se n andato. Eppure il vostro amico  l disteso con tutto il corpo  mani, gambe e tutto il resto. E l. Perch allora affermate che il vostro amico se n andato? Perch in realt non lavete mai visto. Avete visto solo il suo corpo.
Sfortunatamente noi non abbiamo n il tempo n il desiderio di capire chi siamo veramente, il motivo per cui soffriamo, che cos questo mondo e qual  la nostra relazione con esso, chi  Dio e qual  la nostra relazione con Lui. Queste domande sono molto importanti e c una tecnologia per capirle. Lo Srimad-Bhagavatam, la Bhagavad- gita, il Vedanta-sutra  abbiamo a disposizione tutta la letteratura vedica. Se ci interesseremo a questi testi, troveremo la soluzione ai problemi della vita.
   Purtroppo non siamo interessati. Questa  la difficolt. Pensiamo di essere felici, di non aver problemi, ma non  cos. Tutto ci  detto maya, ci che non . Noi pensiamo di essere felici, ma in realt non lo siamo. E anche se siamo felici, per quanto lo saremo? Prendete per esempio gli americani, la nazione pi ricca del mondo. Le vostre comodit materiali e il vostro stile di vita sono superiori a quelli di altri paesi. Ma cercate di pensare per quanto potete rimanere americani. Forse per cinquantanni o cento al massimo.
   Non sapete cosa succeder nella prossima vita perch non ci credete, non vinformate, ma in realt una prossima vita ci sar. Noi non ci curiamo della vita futura, e in modo irresponsabile sprechiamo la nostra preziosa forma umana come animali qualsiasi. Di solito gli animali cercano qualcosa da mangiare, vogliono dormire, vogliono difendersi e accoppiarsi. Se anche lessere umano  completamente assorto in queste quattro richieste del corpo  mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi  allora, secondo la letteratura vedica, non  un essere umano. Se non riesce a capire la propria vera identit spirituale e si occupa solo di soddisfare le quattro richieste del corpo, allora  uguale agli animali inferiori, cani e gatti.
   La Bhagavad-gita d la soluzione fornendo chiare informazioni sullanima spirituale. Non  difficile capire questa scienza.
   Quando eravate bambini avevate questo corpo  non proprio questo corpo, ma un corpo pi piccolo. Dov ora quel corpo? Se n andato. Voi avete un altro corpo. Lanima spirituale, che  dentro il corpo, cambia corpo di momento in momento. Questo  un fatto, un fatto accertato dalla medicina: il corpo cambia di momento in momento. Lultimo cambiamento  chiamato morte. Dopodich dovremo accettare un altro corpo, ma non sappiamo quale tipo di corpo. Questa tecnologia manca alla civilt moderna.
   Ci sono otto milioni e quattrocentomila differenti tipi di corpi e dopo aver lasciato quello attuale potete entrare in uno qualsiasi di questi corpi.
   Dopo aver lasciato questo corpo potreste diventare un americano, un indiano o un cinese, oppure un dio sulla luna o su qualsiasi altro pianeta. Oppure potreste diventare un cane, un maiale, un serpente qualsiasi cosa.  tutto sotto il controllo della natura materiale e non sotto il vostro. Ma se vimpegnate nella coscienza di Krsna ci avverr sotto il vostro controllo. Com possibile? La Bhagavad-gita (9.25) risponde: Chi adora gli esseri celesti nascer tra gli esseri celesti, chi adora gli antenati raggiunger gli antenati, chi adora i fantasmi e gli altri spiriti rinascer tra questi esseri, e chi adora Me vivr con Me.
   I pianeti sono innumerevoli e il pi elevato si chiama Brahmaloka. Nella Bhagavad-gita (8.17) sono descritti i vantaggi che si ottengono a Brahmaloka: lass potete vivere milioni e milioni di anni. Ma la nascita, la vecchiaia, la malattia e la morte sono sempre presenti. Invece chi raggiunge il pianeta di Krsna, Goloka Vrndavana o Vaikuntha, non deve pi tornare in questa esistenza temporanea .
   Questo insegnamento molto scientifico si trova nella Bhagavad- gita. Non  dogmatico. Se con la vostra coscienza di uomini e a ragion veduta lo accettate, risolverete i vostri problemi.

NON  FALSA PROPAGANDA
Il Movimento per la Coscienza di Krsna non  nuovo, anzi esiste da almeno cinquecento anni. Il Signore, Sri Caitanya, dette inizio a questo movimento nel quindicesimo secolo in India, dove si diffuse ovunque, ma ovviamente nel vostro paese  nuovo. Noi vi chiediamo gentilmente di considerare seriamente questo Movimento. Non vi chiediamo di porre fine al vostro sviluppo tecnologico. Continuate pure. C un bel proverbio in Bengala che afferma che una donna occupata nelle faccende domestiche trova anche il tempo di vestirsi bene. Occupatevi pure di tutte le tecnologie che volete. Non  proibito, ma nello stesso tempo cercate di capire questa tecnologia, la scienza dellanima. Lanima esiste. Non  falsa propaganda.  un fatto.  una scienza.
   Come la scienza non  falsa propaganda, cos non lo  neppure la Coscienza di Krsna. Come la scienza insegna per esempio che due pi due fa quattro, la Coscienza di Krsna insegna a mitigare tutte le difficolt della vita. Il metodo  molto facile: per realizzare il proprio s in questera si deve semplicemente cantare i nomi di Dio. In questera la nostra vita  molto breve, siamo alloscuro delle questioni spirituali, siamo pigri e sfortunati. In queste condizioni si raccomanda alle persone di cantare semplicemente Hare Krsna.
   Ora voi potete dire: Questo Krsna  un nome indiano, un nome ind, perch dovrei cantare Krsna? Se avete un altro nome di Dio, potete cantare quello. Dio ha milioni e milioni di nomi, e ogni nome di Dio  valido quanto Krsna. Allora perch cantiamo Hare Krsna? Perch seguiamo le orme di Sri Caitanya ed Egli cantava questo santo nome.
   Vi chiediamo dunque con umilt di unirvi a noi: non vi sar alcuna perdita e il guadagno sar immenso. Se vi dedicate a cantare Hare Krsna, gradualmente la vostra concezione errata di questa vita svanir, comprenderete la vostra vera identit e agirete di conseguenza.
   Questa tecnologia  cos bella che voi potete continuare a fare il vostro lavoro e in pi cantate Hare Krsna. Supponiamo che stiate passeggiando per strada, se cantate Hare Krsna ne ricavate un grande beneficio. Perch trascurare questa opportunit? Questa  la nostra richiesta.
Questo Movimento intende risolvere i problemi della vita umana e pu essere seguito con grande facilit. Chiunque pu accettarlo. Non ha importanza se si  indiani, americani, europei, ind, musulmani o cristiani. Non ha importanza.  sufficiente far vibrare questo canto:

Hare Krsna, Hare Krsna, Krsna Krsna, Hare Hare, 
Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare



LINFALLIBILE GIUSTIZIA DEL KARMA
di Caitanya Carana dasa

Anche se la parola karma fa ormai parte del linguaggio comune, solo poche persone ne comprendono tutte le implicazioni.
Perch proprio io! Che cosa ho fatto per meritarmi questo? esclama la persona offesa che si sente ingiustamente colpita da un destino crudele.
   Perch le avversit colpiscono le brave persone  una domanda che pu presentarsi spesso alla nostra mente quando vediamo persone virtuose vittime di dolorose contrariet. Il problema del male  stato per secoli il tormento di teologi e pensatori occidentali. In sintesi il problema  questo: perch nel mondo esiste il male, nonostante la presenza di un Dio onnipotente?
   Le Scritture vediche danno una chiara comprensione del proble- ma del male. Spiegano che il male ci colpisce a causa delle nostre cattive azioni. Questo  detto karma, ma quando la sofferenza che ci spetta ci raggiunge, abbiamo gi dimenticato gli errori del passato. Di qui lo sfogo indignato: Perch proprio io?

IL KARMA NON  DEL TUTTO SCONOSCIUTO
Raffaele entra in casa e vede una brutta bruciatura sulla mano destra di suo padre. Impressionato grida: Pap, cosa ti  successo?
   Una mattina di buonora la signora Carla chiama il medico di famiglia. Dottore, mi fa molto male lo stomaco. Il dottore chiede subito: Che cosa ha mangiato a cena ieri sera?
   Renato ha difficolt respiratorie. Dopo averlo esaminato, il dottore chiede: A che et hai cominciato a fumare?
   Questi semplici incidenti di tutti i giorni comportano laccetta- zione di unidea simile al concetto di karma. Vedendo un particolare effetto desideriamo conoscerne le cause. La legge del karma sancisce proprio questo: ad ogni azione corrisponde una reazione. La legge del karma  simile alla terza legge di Newton, ma ne differisce perch coinvolge non il livello fisico, ma concetti pi sottili relativi a poteri superiori e alla giustizia cosmica. Tuttavia, come la legge di Newton non  un atto di fede ma un principio della fisica, cos anche la legge del karma  un principio che fa parte di una scienza di dimensioni pi elevate.

IL MISTERO DEL MONDO
Il karma  una semplice, logica e soddisfacente spiegazione delle sofferenze, ma spesso la nostra esperienza sembra non confermarla. Politici corrotti realizzano fortune senza venire puniti, criminali vivono come straricchi boss della malavita, loschi uomini daffari guadagnano fortune in modo illecito ma vengono considerati uomini di successo dei nostri tempi. Dallaltra parte, onesti sostenitori della verit vengono messi in disparte, innocenti vengono puniti e luomo onesto langue nella miseria. Dov la giustizia?

LA REINCARNAZIONE  ALLA BASE DI UNA GIUSTIZIA PERFETTA
La reincarnazione costituisce una parte essenziale della spiegazione vedica per le apparenti contraddizioni del karma. Il primo punto da comprendere  che noi siamo eterni, la nostra esistenza non comincia con la nascita e non finisce con la morte. Nella Bhagavad-gita il Signore Supremo, Krsna, dice che come una persona lascia gli abiti vecchi e usati per indossarne di nuovi, cos noi anime lasciamo i vecchi corpi inutili e ne prendiamo di nuovi al momento della morte. Questa  la reincarnazione.
   Noi anime, come princpi attivi dei corpi, siamo responsabili di tutte le nostre azioni, buone o cattive, perci dobbiamo riceverne i frutti, o in questa vita o in una successiva. Le grandi sofferenze di una persona che appare virtuosa sono dunque il risultato di attivit malvagie compiute nelle vite precedenti. Viceversa, una persona malvagia pu godere ora di una temporanea  prosperit grazie alle buone azioni compiute nel passato.
   Unanalogia pu aiutare a chiarire il funzionamento della legge del karma. Nei villaggi i cereali sono spesso conservati in alti contenitori verticali; il cereale fresco viene versato in cima e quello conservato viene preso dal basso. Un agricoltore pu aver prodotto una  qualit  scadente  di  cereale,  diciamo  di  pessima  qualit, negli ultimi quattro anni e averlo accumulato nel suo contenitore. Questanno produce cereali di alta qualit, diciamo di prima qualit, e li pone in cima al contenitore. Rimane quindi contrariato quando dal contenitore vede uscire il cereale di pessima qualit. Questesempio illustra come persone apparentemente innocenti possano soffrire in questa vita. Stanno soffrendo in realt per le conseguenze di azioni compiute nel passato.

LE BRAVE PERSONE POSSONO ESSERE COLPITE DALLE AVVERSIT?
Ci che rende difficile la comprensione del funzionamento del karma  che la maggior parte delle persone hanno un karma che non  n bianco n nero, ma con sfumature di grigio. Questo destino misto comporta reazioni che spesso appaiono arbitrarie. Una domanda assilla molti, quando vedono le avversit che colpiscono le persone brave: se queste persone sono state davvero cos malvagie nelle vite precedenti da meritare una dura punizione in questa vita, allora passando dalla vita precedente a quella attuale non avrebbero dovuto mantenere la loro natura inferiore? Se sono state cos dedite al peccato nelle loro vite precedenti, come possono essere virtuose in questa vita?
   Svariate sono le risposte. Spesso vediamo che anche persone rette a volte cedono alle tentazioni e compiono azioni condannabili. La loro natura virtuosa permette loro di tornare rapidamente sulla retta via, tuttavia il fatto che abbiano commesso una grave colpa rimane, e pertanto sono soggette a una reazione. Quella cattiva azione resta come una brutta macchia nera sul loro conto karmico, altrimenti  pulito,  e  provocher  una  grave  reazione  in  una  vita futura che invece sarebbe stata felice. Sposta questo scenario alla vita precedente e avrai la risposta alla domanda posta. La pesante sofferenza che capita a una persona brava pu quindi essere dovuta a unoccasionale ma grave trasgressione nella vita precedente.
   Inoltre, il comportamento di una persona nella vita presente non  determinato soltanto dalle tendenze derivanti dalle sue vite precedenti; leducazione e lambiente di questa vita giocano anchesse un ruolo significativo. Se una persona con cattive inclinazioni nasce in una buona famiglia grazie a un karma positivo, la sua buona educazione e lambiente possono spingerla a liberarsi dal suo bagaglio di tendenze negative. Allora in questa vita pu diventare una persona di buona moralit, ma le colpe delle vite precedenti la faranno soffrire nonostante la sua attuale condotta sia corretta.
   La maggior parte dei desideri e delle tendenze peccaminose si manifestano nelladolescenza, quando la lussuria comincia a farsi sentire. Pertanto un bambino pu apparire innocente, ma avere una traccia karmica molto nera derivante dalla vita precedente, perci le conseguenti tendenze peccaminose, sebbene forti, possono rimanere
sopite in forma di seme nel suo cuore fino alladolescenza. A causa delle colpe passate, quello che appare come un innocente bambino pu addirittura subire una traumatica penalizzazione, che sembrer assolutamente ingiustificata dal punto di vista parziale di questa vita, ma che non  immeritata se osserviamo dal punto di vista del suo totale conto karmico. (Questo naturalmente non assolve coloro che compiono abusi. Il fatto che il bambino debba soffrire non d diritto a coloro che lo maltrattano di gestire la legge del karma con le loro mani. Anchessi sono perseguibili per le loro azioni e dovranno soffrire pesantemente per aver maltrattato il bambino.)
   I princpi della reincarnazione ci permettono di vedere la vita da un punto di vista pi ampio  non dalla prospettiva di ununica breve vita, che  solo un lampo nel tempo, ma dal punto di vista delleternit. Con questa visione pi ampia possiamo comprendere che ciascuno di noi, anime spirituali,  il solo responsabile del proprio karma. La comprensione di questo sistema di giustizia universale e infallibile  il fondamento di una pace durevole e di una vera felicit.
   Lo scrittore W. Somerset Maugham ha detto giusto quando nel suo libro Il filo del rasoio scrisse: Non vi  venuto in mente che la trasmigrazione possa costituire unimmediata spiegazione e giustificazione dellesistenza del male del mondo? Se i mali di cui soffriamo sono il risultato di peccati commessi nelle nostre vite precedenti, possiamo tollerarli con rassegnazione sperando che le nostre vite future saranno meno soggette alla sofferenza se in questa vita ci sforziamo di essere virtuosi.

LIGNORANZA NON  UNA GIUSTIFICAZIONE
Negli argomenti trattati precedentemente  implicita lidea che alcune cose sono sbagliate perch infrangono le leggi di Dio e che farle produce reazioni negative. Le persone, per, a volte chiedono: Se io non sapevo che erano sbagliate quando le ho fatte? Perch mi trovo a dover soffrire per aver fatto cose che non sapevo che erano sbagliate?
   Nel tribunale della giustizia divina un essere umano non pu proclamarsi innocente giustificandosi con lignoranza. Le leggi della natura sono imparziali e ineluttabili. Il fuoco brucia chiunque ci metta la mano sopra, anche se si tratta di un bambino inconsapevole.
   Ascoltate questo racconto. Una volta un viaggiatore che attra- versava una foresta scorse una luce in lontananza. Quando raggiunse quel luogo vide con piacevole sorpresa un magnifico palazzo. Poich sembrava che intorno non ci fosse nessuno, si avventur allinterno. Si trov in unelegante sala con mobili, divani e altre suppellettili di lusso. Vide anche un tavolo da pranzo pieno di squisite vivande. Vedendo che non cera nessuno, mangi, si rilass sul divano e se la spass.
   Non c bisogno di essere esperti moralisti per capire che il viaggiatore non agiva bene. Tutte quelle belle cose non erano destinate al suo piacere. Anche se il proprietario non era al momento visibile, sarebbe stato dovere del viaggiatore cercarlo e agire in base alle regole che il proprietario aveva stabilito per i visitatori. Il proprietario ha tutto il diritto di punire un trasgressore.
   Anche il mondo in cui viviamo  come un palazzo: tutte le nostre necessit  aria, acqua, cibo, calore, luce, e via dicendo  ci vengono provviste. Prima di usare questi doni ogni essere dovrebbe interrogarsi sul costruttore e il proprietario del mondo  Dio  e sulle regole in base alle quali Egli desidera che gli abitanti del mondo si comportino. Agire senza questo fondamentale buon senso provoca guai. Un essere umano non pu disporre di tutto ci che ha intorno, nuocere agli altri per il proprio interesse egoistico e poi chiedere limmunit dalla legge del karma adducendo come scusa la sua ignoranza.
   La nostra ignoranza delle leggi del karma, oltretutto, non  casuale o arbitraria, ma  il risultato delle nostre attivit colpevoli del passato. Forse siamo nati in un ambiente dove le opportunit o gli stimoli per conoscere Dio sono pochi o inesistenti, e pertanto ignoriamo la legge del karma. Ma potremmo aver ottenuto questa nascita perch nella nostra vita precedente avevamo avuto lopportunit di interessarci a Dio ma labbiamo sprecata. A causa della nostra scelta passata di evitare Dio, ora siamo nati in una situazione dove non  facile sentir parlare di Lui.
   Tuttavia, senza tener conto dei nostri atti passati, Dio non desidera che noi soffriamo a causa dellignoranza. Per questo motivo ci d le Scritture, che sono come manuali di vita, e manda i Suoi devoti a diffondere la consapevolezza dei princpi di queste Scritture. Nella Bhagavad-gita Krsna spiega che la trasmigrazione dellanima secondo le leggi del karma  comprensibile per il saggio, che vede con la visione della conoscenza delle Scritture, ma  incomprensibile per lilluso che rimane chiuso nella sua visione materialistica.
   Naturalmente io credo nel karma, pu dire qualcuno. Ma non voglio trovarmi implicato in dubbiosi concetti religiosi o settari come quello di Dio. Credo che si debba essere buoni e fare del bene agli altri vivendo onestamente senza far soffrire nessuno. Non merito di essere punito.
   A questo proposito c un altro racconto. Una volta una banda di ladri rapin una banca e fugg nella foresta dove il capo si rivolse agli altri parlando con grande seriet: Dobbiamo essere tutti onesti, veri gentiluomini. Cerchiamo quindi di non ingannarci luno laltro e dividiamo questo denaro in parti uguali tra noi. Ovviamente questonest tra ladri non ha alcun valore. Noi non abbiamo creato neanche una delle cose presenti nel mondo in cui ci troviamo, neppure i corpi in cui viviamo. LIsopanisad (mantra 1) afferma: Il Signore possiede e controlla tutto ci che esiste in questo universo, lanimato e linanimato. Quando rifiutiamo Dio, quando affermiamo che la Sua propriet  nostra e decidiamo di essere buoni tra noi, senza riconoscere la Sua presenza, in che cosa siamo migliori di quei ladri onesti? Agli occhi del governo universale siamo ladri e verremo puniti dallinesorabile legge del karma.
La virt senza Dio non ci salver dalla legge delle reazioni karmiche. A questo proposito  importante capire la definizione di peccato. Il peccato  pi che unattivit che danneggia gli altri. Dal punto di vista assoluto, Srila Prabhupada spiega: La radice del peccato  la deliberata disobbedienza alle leggi della natura che nasce dal rifiuto di riconoscere la propriet assoluta del Signore. (Isopanisad,  mantra 1, spiegazione) Anche la virt senza Dio  dunque occasione di peccato.

AL DI L DEL KARMA
A questo punto una persona potrebbe concludere: Va bene, imparer tutti i comandamenti di Dio e li osserver rigorosamente per garantirmi un futuro senza sofferenza.
   Bene, questo  pi facile a dirsi che a farsi. Sono cos tante le regole che  impossibile non trasgredirne qualcuna. Per esempio, Krsna non vuole che uccidiamo nessun essere vivente, ma basta camminare, guidare, masticare  vivere  per uccidere inevitabilmente germi, insetti e altre creature. E anche se riuscissimo a vivere una vita senza peccato, dovremmo comunque sopportare le inevitabili sofferenze dellesistenza materiale: nascita e morte, vecchiaia e malattia.
   Allora qual  la soluzione? Dobbiamo agire solo per Krsna sotto la guida di un maestro spirituale autentico. Questo comportamento non solo ci libera dalle reazioni karmiche, ma gradualmente risveglia il nostro innato amore per Lui. Noi siamo tutti i Suoi amati figli e quando impariamo ad amarLo diventiamo degni di vivere una vita eterna, illuminata e piena di gioia nella Sua dimora, il regno di Dio. Questo  il vero scopo della vita, non certo quello di restare comodamente nel mondo materiale nascendo e morendo ripetute volte.
   Krsna conclude dunque la Bhagavad-gita (18.65-66) incoraggiandoci ad andare oltre le comuni buone azioni verso la devozione pura, e ci assicura che in questo modo non solo saremo liberi da tutte le reazioni negative, ma torneremo da Lui per vivere nella felicit.



PARLANDO DI PERSONA
di Krsna Dharma dasa

Perch tanta gente trova cos difficile pensare a Dio come persona? Ogni qualvolta la stampa pubblica degli articoli sulla fede, lidea che Dio possa essere una persona sembra agli autori quasi disgustosa. Perfino quelli che si definiscono teisti rifiutano questidea e pro- pongono numerose alternative.  Un quotidiano di Londra pubblica regolarmente una rubrica dedicata ai differenti credo. In un recente articolo, un professore di filosofia dice che secondo la sua opinione  ora di abbandonare il vecchio concetto di Dio tipico delle fedi occidentali... Dovremmo rivolgerci invece alla pi intelligente filosofia  delladvaita-vedanta.   Un  altro  articolo,  proveniente  da un noto psichiatra, parla di Dio come incompatibile con la realt di crudelt, miseria e dolore... una parola pericolosa (Dio) in ogni senso, che autorizza la persecuzione e lassassinio.
   Questi sono solo due esempi della confusione che la rubrica esibisce regolarmente. Lunica cosa comune ai giornalisti  che fanno tutti lo stesso errore. Con una certa presunzione danno per scontato che non conoscendo nulla di Dio,  impossibile conoscerLo, o a dir poco nessun altro Lo pu conoscere: Visto che non riesco a capire come Dio possa essere una persona, Egli non lo .
   Forse ci accade solo perch non sono mai venuti a contatto con questo genere di conoscenza. In fin dei conti sono tante le cose che non sappiamo ma che possiamo sapere avvicinando linsegnante giusto. Che cosa ci costa?  cos difficile capire la natura di Dio? Ci sono tanti argomenti semplici ma profondi che ci aiutano a capire. Per esempio, come un orologio ha il suo fabbricante cos anche  luniverso,  infinitamente  pi  complicato  di  un  orologio, deve avere una mente che lo ha prodotto. Ora, se Dio ha creato luomo a Sua immagine,  possibile che Dio sia unenergia priva di forma? Esiste un solo esempio di atto creativo non eseguito da una persona?
   Nulla accade per caso; ogni cosa  soggetta alla legge di causa ed effetto. Perfino nella teoria delle probabilit la parola caso non pu essere definita in modo corretto. Se potessi ripetere perfettamente le condizioni del lancio di un dado nel lancio successivo, otterrei lo stesso numero. Possiamo anche non conoscere le variabili ma qualcosa determina il risultato. Variabili fisse quali il dado truccato stabiliscono il risultato. Deve quindi esistere anche una causa ultima che determina tutte le altre cause, e basta solo una breve riflessione per capire che devessere una persona.
   Riflettete: pu nascere lordine dal disordine senza linfluenza dellintelligenza? Gli oggetti materiali tendono a decomporsi oppure si rigenerano e crescono? Qual  la nostra esperienza? Come possiamo dire che il mondo, con le sue infinite e ordinate complessit, si sviluppa spontaneamente da un vasto calderone di brodo primordiale in ebollizione, oppure, sempre pi inverosimilmente, dallesplosione di un ammasso di roccia?  Luniverso  pieno di leggi che non  possibile infrangere. Siamo soggetti al tempo  crescere, invecchiare e morire. Ogni cosa si disintegra e riprende nuove forme. Il sole sorge e tramonta con una precisione perfetta; le stelle e i pianeti si muovono secondo un preciso disegno. Possono esserci leggi senza un legislatore? Che cosa ci dice lesperienza?
   Ai giorni nostri capita di sentire anche lassurda teoria che noi siamo Dio. Ma posso in tutta onest sostenere che tutto  sotto il mio controllo? Sono onnisciente, anche se non riesco a vedere al di l delle pareti della stanza in cui mi trovo? Quanti capelli ho in testa? Posso creare anche un solo atomo?  evidente che c qualcosa che non va in chi sostiene di essere lEssere Supremo, in possesso di tutta la conoscenza perfetta.
Altri affermano che bench adesso siamo inconsapevoli di essere Dio, realizzeremo la nostra supremazia raggiungendo il nirvana, o qualche altra condizione simile. Ora siamo coperti dallillusione ma quando ci saremo realizzati non lo saremo pi. Che senso avrebbe la nostra supremazia se siamo coperti dallillusione e dalloblio? Se la forza dellillusione, qualunque essa sia,  pi grande di noi, come possiamo essere supremi?  Ovviamente, se io non sono supremo qualcosaltro dovr esserlo. Perfino i popoli pi primitivi offrono rispetto alla grandezza. Adorano il cielo, le montagne, gli oceani e perfino la pioggia dalla quale dipende la vita. In ogni caso viene accettata la superiorit: esistono cose pi grandi di noi.  un fatto innegabile.
   La forza della natura  pi grande in quanto porta inevitabilmente la trasformazione e la morte per tutti noi. Ma qual  la grandezza ultima? Vediamo un bel dipinto e ci domandiamo chi sia lautore. Che dire allora del paesaggio? Chi lo ha dipinto? Cade la pioggia e cresce il cibo con cui ci alimentiamo: un sistema meraviglioso. E tutto questo nessuno lo avrebbe progettato? Grandi menti scientifiche lottano faticosamente e falliscono nel tentativo di emulare anche un minimo aspetto della natura, come creare una minuscola ameba.
   Bench io non sia supremo, ho comunque una personalit: posso pensare, sentire, volere e desiderare.  possibile che io sia capace di fare qualcosa che Dio, il Supremo, non possa fare? Queste sono argomentazioni elementari, tuttavia la loro logica pu non essere del tutto compresa, e anche se non ho elencato tutte le possibili obiezioni, una persona onesta non pu non ammettere la loro ragionevolezza.
   Paragonate i semplici punti logici della presentazione teista con le complesse e spesso poco intelleggibili argomentazioni a sostegno dellateismo. Quali sembrano pi credibili?  normale speculare in continuazione e alla fine concludere che non ci sono risposte ai grandi quesiti dellesistenza? La vera deduzione che se ne pu trarre  che la nostra capacit mentale non  sufficiente per poter arrivare da sola a trovare delle risposte. Dobbiamo accettare le risposte che ci vengono dalle autorit in materia: le Scritture.
   Tutte le Scritture parlano di Dio come una persona. Respingendo questa testimonianza, entriamo nel regno delle congetture personali e scopriamo che queste non hanno n un termine n un accordo. Bench largomento della Verit Assoluta sia la pi profonda area di studio, tutti propongono la loro personale teoria in proposito. Se anzich frequentare la facolt di giurisprudenza, avessi deciso di fare le mie leggi personali e di aprire uno studio legale, secondo voi avrei dei clienti? Tutti invece parlano di Dio senza aver studiato attentamente una sola parola su di Lui. Siamo cos sciocchi da ascoltarli? Come devoti di Krsna siamo a volte accusati di aver abbandonato la nostra intelligenza per un credo fisso. Ma lavvocato non si arrende a un sistema accettando le leggi dello Stato, studiandole e ripetendole ai suoi clienti? Noi abbiamo accettato il fatto evidente che Dio esiste e ci siamo assunti il compito di studiarLo, guidati dalle Scritture vediche e dal maestro spirituale autorizzato.
   Certamente  penoso per noi, dedicati allo studio attento della scienza di Dio, vedere la gente sviata dagli assurdi presupposti di questi filosofi e speculatori part-time. Forse la stampa dovrebbe esaminare con maggior cura le credenziali degli autori di questi articoli di opinione in aree in cui essi hanno una scarsa o inesistente conoscenza. Lo devono ai loro lettori.



VEGETARIANESIMO SPIRITUALE
di Drutakarma dasa

La cucina degli Hare Krsna si ispira spesso allantica filosofia spirituale dellIndia, e in modo particolare alle imperiture Scritture vediche come la Bhagavad-gita.
   Gli autori delle ricette riportate nei nostri libri di cucina, oltre a essere esperti cuochi vegetariani, praticano la forma di yoga raccomandata dalla Bhagavad-gita, il bhakti-yoga, lo yoga della devozione. Sanno bene che per raggiungere gli obiettivi finali dello yoga (o anche semplicemente per essere sani e sentirsi in forma) bisognerebbe nutrirsi in modo giusto. E hanno comunicato con suc- cesso questo tocco essenziale di conoscenza in tutto il mondo a un pubblico interessato e sempre in espansione. Questo  un messaggio che hanno imparato dal loro (e anche mio) maestro spirituale, Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (1896-1977), che ha introdotto il bhakti-yoga nei paesi occidentali dal 1965 con il suo arrivo negli Stati Uniti. Le sue illuminate traduzioni dal sanscrito dei classici del bhakti-yoga gli hanno dato unottima reputazione tra gli studiosi, ma fu la sua cucina a renderlo caro ai suoi primi seguaci, nei quartieri bassi di New York.
   Nel suo primo tempio, allestito in un negozietto, Srila Prabhu- pada addestrava i suoi discepoli non solo negli insegnamenti della Bhagavad-gita, ma anche nellarte della cucina spirituale vegetariana dellIndia.  inutile dire quanto queste lezioni piacessero a tutti, soprattutto la parte finale: lassaggio.  Da allora il Movimento fon- dato da Srila Prabhupada  cresciuto in modo impressionante, tanto da costituire una rete di centinaia di templi, comunit agricole, ristoranti, che insieme distribuiscono milioni di pasti vegetariani ogni anno.  Ne riceve beneficio la gente pi svariata, dai clienti dei raffinati ristoranti vegetariani del Movimento, ai poveri senzatetto che ricevono pasti nutrienti e gratuiti dal programma di distribuzione di cibo che gli Hare Krsna sostengono in tutto il mondo.
   Come molti ormai sanno, la dieta vegetariana  alquanto salutare, ma  sarebbe  un  errore  pensare  che  gli  effetti  benefici  di  questa dieta siano una scoperta recente.  Non che io voglia sottovalutare i moderni rapporti medici e scientifici, che mostrano con chiarezza i collegamenti tra le diete basate sul consumo di carne e svariate
malattie gravi come il cancro e le patologie cardio-circolatorie. Sono studi interessanti e importanti. Ma tanto, tanto tempo fa, la Bhagavad-gita spiegava che la carne, il pesce e le uova sono alimenti dannosi per il benessere del corpo. Secondo questo testo vedico tali alimenti sono causa di ansia, miseria e malattia. La Bhagavad- gita consiglia cibi virtuosi, cibi vegetariani: I cibi cari alle persone virtuose  aumentano  la  durata  della  vita,  purificano  lesistenza, danno forza, salute, felicit e soddisfazione. Sostiene inoltre che questi cibi sono soddisfacenti e gradevoli al cuore. Che cosa si pu desiderare di pi? E che dire poi di un pianeta pi vivibile? La dieta vegetariana fa bene allambiente.
   La Bhagavad-gita ci dice: Tutti gli esseri viventi si nutrono di vegetali. Anche chi mangia hamburger nei fast-food dipende dai vegetali per la propria nutrizione. I vegetali, infatti, sono stati trasformati in carne dalla mucca. Ma consumare vegetali in questo modo  dannoso per il nostro pianeta. Enormi foreste vengono distrutte nei paesi in via di sviluppo per far spazio allallevamento del bestiame. Una dieta basata sulla carne  inoltre uno spreco di risorse agricole. Oggigiorno la produzione della carne deriva dai cereali e sono necessari, per esempio, sedici chili di cereali per fare un chilo di manzo.
   La dieta vegetariana  una dieta compassionevole perch crea meno dolore alle altre creature. Questo messaggio umano assume sempre pi significato per chi ama gli animali, ma nonostante la recente crescita dinteresse nei confronti dei diritti degli animali, lattenzione per gli animali non  cosa nuova.
   Per migliaia di anni la tradizione spirituale dellIndia ha dimostrato con costanza unattitudine di ahimsa,  di non-violenza, verso tutti gli esseri viventi.  bello che tante persone celebri si siano fatte avanti in svariate occasioni, parlando o cantando, per convincere la gente a non portare pellicce, a non mangiare carni di vitello e manzo, a non comprare cosmetici sperimentati su animali e cos via.  Ma ci sono motivi pi concreti e profondi per rispettare le creature del Signore: la visione spirituale descritta nella Bhagavad-gita.
   Le mode possono cambiare ma un impegno serio, basato sulla vera conoscenza, rimane immutato in qualsiasi circostanza. Krsna dice nella Bhagavad-gita: Lumile saggio, illuminato dalla vera conoscenza, vede con occhio equanime una persona nobile ed erudita, una mucca, un elefante, un cane o un mangiatore di cani.(Bg. 5.18) Questa visione equanime  la chiave per rispettare tutta la vita.
   Anche gli animali hanno unanima.  La vera conoscenza ci fa capire che la violenza nei confronti degli animali non  solo una questione di etica astratta. Secondo i Veda, le Scritture spirituali pi antiche, chi uccide gli animali, direttamente o indirettamente (comprando la carne), dovr subire una reazione ben precisa, qualcosa di pi che semplici rimorsi di coscienza. La reazione prevista pu anche non giungere immediatamente, ma prima o poi verr, sotto forma di malattie, di incidenti o di violenze. Si raccoglie sempre ci che si semina, e in questi casi dolori e sofferenze.
   Questo ciclo ininterrotto di azioni e reazioni viene definito ruota del karma, e il fatto di mangiare carne  senzaltro karma negativo. Tutto ci fa spontaneamente sorgere un quesito riguardo alle piante. I vegetariani non generano karma uccidendo i vegetali? La risposta  s. Ovviamente in molti casi non  necessario uccidere la pianta per procurarsi la parte utile allalimentazione: ad esempio si pu prendere un pomodoro senza danneggiare la pianta in alcun modo, ma anche in questo c del karma. In altri casi, invece, la pianta viene uccisa. Quindi il quesito resta: che cosa si pu fare per evitare il karma? Liberarsi dal karma  possibile, ma bisogna andare al di l del vegetarianesimo ordinario, fino al vegetarianesimo spirituale, e la Bhagavad-gita spiega come fare.
   Il principio fondamentale nel vegetarianesimo spirituale  che ogni cosa, in questo mondo, fa parte dellenergia di Dio. Ci significa che ogni cosa, incluso il cibo, devessere usata in relazione a Dio.
Questofferta si chiama sacrificio. Sacrificio significa fare qualcosa per qualcun altro. Per esempio, una madre fa sacrifici per i figli, fa tutto per loro, per farli felici. Un tipo di sacrificio  quello di cucinare per gli altri, c bisogno di tempo e di energia (preparare, pulire, far la spesa):  un atto damore, il contrario dellegoismo. La Bhagavad-gita raccomanda dunque di fare il sacrificio di cucinare per il Signore, Sri Krsna: I devoti del Signore sono liberi da ogni peccato perch mangiano solo cibo offerto in sacrificio. Gli altri, che preparano il cibo solo per il proprio piacere, in verit mangiano solo peccati. (Bg. 3.13)
   In altre parole, se si preparano pietanze vegetariane e le si offrono a Krsna, si  liberi dal karma.  Dio, che  onnipotente, pu trasformare lenergia materiale del karma in energia spirituale. Quando il cibo  offerto a Krsna si trasforma: non solo si libera dal karma, ma sinfonde anche di energie spirituali. La parola sanscrita che designa il cibo spiritualizzato  prasada, misericordia. Il prasada  particolarmente attraente, perch anche solo mangiando si fa avanzamento spirituale, ci si libera dal karma e si sperimenta il piacere dellenergia superiore.



KRSNA E' IL PADRE,  CRISTO E' IL FIGLIO
di Suhotra Swami

Chi conosce Cristo in verit conosce Krsna, e chi conosce Krsna in verit conosce Cristo.
Che cosa significa per voi la festa di Natale? Per molti, in occidente, non significa nulla pi di una festa in famiglia, dove si scambiano i regali, si beve del vino e si guarda la televisione. Per qualcuno per non  andato perduto il vero significato della festa natalizia.  il momento per ricordare e glorificare lavvento di Ges Cristo.
   Nonostante il Natale abbia un posto importante nella vita sentimentale dei cattolici credenti, lorigine di questa ricorrenza rimane, come tante cose nel cristianesimo, in un buio enigmatico. La data esatta della nascita di Ges Cristo non si  mai saputa. Il giorno tradizionale del 25 dicembre si riferisce in realt alla festa pagana del solstizio dinverno, che nellanno 354 d.C. i cristiani romani hanno dichiarato festa per la nascita di Cristo. Altrettanto poco si sa sullaspetto fisico di Ges.
   Considerando questi punti cos oscuri, potremmo porci una domanda di fondamentale importanza: Chi  Ges Cristo?  Per rispondere non sarebbe assurdo affermare che ogni cristiano ha il suo Cristo personale, perch ovviamente non esiste pi nel cristianesimo un Cristo uguale per tutti.  Come dice in una sua lettera un nostro lettore cristiano, i cristiani di oggi non hanno pi bisogno di un Cristo uguale per tutti. Ciascuna delle persone moderne e liberali che ha scoperto lamore per Ges, lo vede a modo suo, a seconda di come egli si  manifestato nel suo cuore.  In altre parole, amare e conoscere Cristo  diventato un fatto di credo individuale, almeno questo  il pensiero che Martin Lutero ha diffuso profondamente in tutto il mondo.
   Ma  sufficiente credere alle sue parole per capire lessenza trascendentale di Cristo? Potremo veramente, come prometteva Lutero, seguendo la nostra interpretazione soggettiva e volubile del Vangelo, capire ci che il Signore Supremo ci ha voluto comunicare attraverso Cristo?
   Tra il cristianesimo ispirato agli insegnamenti di Lutero e il cristianesimo del Nuovo Testamento c senzaltro una insuperabile contraddizione, visto che non c pi un Cristo uguale per tutti, uno che tutte le tendenze cristiane possano accettare, non esiste pi neanche una formula comune per esprimere lamore per Cristo.
   Il Nuovo Testamento esprime per con chiarezza cosa significa amare veramente Cristo: Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. (Giov. 14.15) Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel Suo amore. (Giov. 15.10)
   A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada poneva sempre la seguente domanda, riguardo ai moderni cristiani: Dov il vostro amore per Dio? Molti cristiani sostengono di non vedere la necessit di avere un Cristo uguale per tutti, perch tutti i cristiani amano Cristo in un modo individuale. Ma quanti di coloro che amano Cristo ubbidiscono ai suoi comandamenti? Quanti di loro hanno smesso di uccidere nel senso pi vasto del termine, come indicato nel quinto comandamento? Quanti hanno smesso di desiderare le donne, anche con la mente, come comandava Ges (Matteo 5.28)? Come la mettiamo col divorzio, che Cristo ha proibito, se non nel caso di prostituzione, come viene descritto da Matteo (19.9)? E chi dei cristiani di oggi si prodiga per diventare un eunuco di Dio come raccomanda Ges a Matteo (19.12)? Tutte queste severe regole degli albori del cristianesimo sono state eliminate da tanto tempo con una retorica sdolcinata da parte di teologi liberali. Come disse Ges stesso dei religiosi del suo tempo: Cos anche voi, allesterno apparite giusti davanti agli uomini, ma dentro siete pieni dipocrisia e diniquit. (Matteo 23.28)
   Tutti i comandamenti che leggiamo nei Vangeli sono soltanto una conseguenza logica del comandamento che Ges indica come il suo comandamento pi importante: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente. Questo  il pi grande e il primo dei comandamenti. (Matteo 22.37-38) I cristiani moderni non osservano neanche i comandamenti minori, come possono sostenere di osservare il comandamento pi grande?
Per poter amare Dio, bisogna conoscerLo, ma oggi difficilmente i cristiani possono affermare di conoscere il figlio di Dio, Ges Cristo, per non parlare di suo Padre. Per amare Dio e conoscerLo bisogna essere, come Ges, un puro figlio di Dio: Non che alcuno abbia visto il Padre se non colui che viene da Dio ha visto il Padre. (Giov. 6.46)
   Basandoci sulle indicazioni del Nuovo Testamento possiamo erigere una formula semplice per scoprire chi  un vero cristiano. Colui che ama e conosce Ges osservando i suoi comandamenti viene innalzato attraverso la sua misericordia alla posizione di poter conoscere e amare Dio.
   Tutti i cristiani dicono che soltanto Ges pu essere considerato il vero figlio di Dio, perch la gloria di Dio  irraggiungibile per lumanit sostengono. Nonostante la sua elevata posizione, Ges ha dato ai suoi discepoli listruzione di diventare uguali a lui attraverso losservanza dei suoi comandamenti.  Chi si atterr a queste regole diventer un puro figlio di Dio: A quanti per lo hanno accolto e hanno creduto nel suo nome ha dato il potere di diventare figli di Dio. (Giov. 1.12)
   Santo Stefano, per esempio, era un cristiano, e i suoi ultimi momenti di vita vengono cos descritti: Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo vide la gloria di Dio e Ges che stava alla Sua destra. (Atti 7.55)  Gli occhi di Stefano sono stati aperti dallamore devozionale verso il suo maestro spirituale, Ges Cristo, in modo che potesse vedere la realt trascendentale, eterna, al di l delle forme illusorie e temporanee di questo mondo materiale.
   Molto rilevante  a questo proposito la realizzazione personale di Stefano circa la relazione tra il Signore Supremo e Suo figlio, Ges Cristo.  Chi  questo Dio, il Padre di Cristo, che Santo Stefano ha realizzato? NellAntico Testamento il Signore era apparso soltanto davanti agli anziani e ai profeti dIsraele per esempio come cespuglio in fiamme, come colomba, come colonna di fuoco di notte, come nuvola di giorno e via dicendo. Ma la Sua forma personale trascendentale  sempre rimasta nascosta ai loro sguardi: Voi non avete mai udito la Sua voce, n avete mai visto il Suo volto. (Giov.5.37) Ciononostante ci sono nelle Scritture ebraico-cristiane alcuni accenni alla sublime dolcezza e bellezza della forma spirituale del Signore.
   Secondo alcuni mistici medioevali, come per esempio Giovanni della Croce, lo scambio tra lamante e lamata, come viene descritto nel Cantico dei Cantici, non  una poesia damore, ma un cenno allintima relazione amorosa trascendentale tra lanima realizzata e la Persona Suprema. Nel quinto capitolo di questo libro il poeta invoca cos lamore del Signore: Il Suo capo  oro puro, i Suoi riccioli sono come grappoli di palma, neri come il corvo. I Suoi occhi sono come colombe su ruscelli dacqua, i Suoi denti bagnati nel latte e incastonti. Le Sue gote sono come aiuole di balsamo, aiuole di erbe profumate. Le Sue labbra sono gigli e stillano fluida mirra. Le Sue mani sono anelli doro, incastonati di gemme di Tarsis. Il Suo petto  avorio tempestato di zaffiri. Le Sue gambe sono colonne di alabastro posate su basi doro puro. Il Suo aspetto  come il Libano, superbo come i cedri. Dolcezza  il Suo palato, Egli  tutto una delizia. (Cantico dei Cantici 5.11-16)
   Ges doveva in primo luogo insegnare le regole pi importanti per una vita semplice e morale.  I cristiani moderni, che non os- servano n i comandamenti di Cristo, n possono dare una risposta chiara alla domanda: Chi  Dio, il Padre?, ci rimproverano spesso, quando spieghiamo che il Dio della loro tradizione  lo stesso che glorifichiamo noi. Cristo non ha mai parlato di Krsna, rispondono indignati. Il nome Krsna  introvabile sia nellAntico Testamento che nel Nuovo Testamento. Non vedono tuttavia il bosco pieno di alberi, perch il nome Krsna  gi contenuto nel nome di Cristos.
   La  lingua  greca,  lingua  originale  del  Nuovo  Testamento, dalla  quale  abbiamo  adottato  il  nome  di  Cristo,    strettamente imparentata con il sanscrito, madre di tutte le lingue indoeuropee.
Inoltre circa trecento anni prima che Ges camminasse su questa Terra, Alessandro il Grande, conquist il nord-ovest dellIndia. Di conseguenza i Greci erano gi a conoscenza dellavatara Krsna, il Signore nato a Vrndavana da una famiglia di semplici mandriani. Non bisogna meravigliarsi dunque se la parola greca equivalente ad avatara Messia sia Cristos.  Nella stessa parola, che indica la divinit di Ges Cristo come il figlio di Dio,  incluso anche il nome del Padre: Krsna.
   Non si trova Krsna nelle Scritture cristiane? La prossima volta che Krsna scender su questa Terra sar alla fine del kali-yuga, unera molto degenerata. Il Signore apparir come Kalki-avatara.
   Secondo  lo  Srimad-Bhagavatam,  la  Scrittura  sacra  antica  di oltre cinquemila anni, che descrive le manifestazioni del Signore Supremo, lera del kali-yuga  gi iniziata e peggiorer sempre di pi, finch dopo molte migliaia di anni gli esseri umani saranno quasi completamente atei con un grado di civilt animalesca. In quel periodo Dio, la Persona Suprema, in veste di Kalki-avatara, con una corona sul capo, impugnando una spada e cavalcando un cavallo bianco, punir i furfanti. Con occhi rossi per lira annienter tutti gli esseri umani, a parte i Suoi devoti, che prenderanno in consegna la Terra e inizieranno lera successiva, il satya-yuga, lera della verit.
   Incoraggiamo i nostri lettori cristiani scettici a leggere il capitolo dellApocalisse di San Giovanni, dove possiamo trovare la descrizione della fine dellera dei grandi peccati sulla Terra.  Egli appare e il Suo nome  il Verbo. Cavalca un cavallo bianco e i Suoi occhi sono come fiamma ardente, sul capo splendidi diademi.  Dalla Sua bocca esce una spada affilata per colpire con essa la gente...  Lui che piger il tino dellira furente di Dio, lOnnipotente.
   Ci si pu senzaltro chiedere come mai le informazioni su Krsna sia nellAntico che nel Nuovo Testamento siano cos vaghe e celate. La colpa  dei destinatari di queste Scritture, che appartenevano alla classe degli yavana (barbari carnivori), che non erano n molto intelligenti n molto credenti. Ges doveva innanzitutto insegnare loro  le  regole  basilari  di  una  vita  semplice  e  morale.  Doveva perfino mettere in mostra i suoi poteri mistici per poter avvicinare gli ascoltatori duri di comprendonio e portar loro il suo messaggio. Ecco perch diceva: Se non vedete segni e prodigi voi proprio non credete. (Giov. 4.48) Oppure: Per questo parlo loro in parabole, perch vedendo non vedono, udendo non odono n comprendono. (Matteo 13.13) Oppure: Ancora molte cose ho da dirvi, ma non le potete portare per ora. (Giov. 16. 12)
   Osserviamo adesso i caratteri dei suoi apostoli ai quali rivela- va pi che agli altri: per esempio Giuda Iscariota lo trad, Pietro lo rinneg tre volte dopo la sua condanna, e non si trov nessuno che prendesse la sua difesa. Tommaso non pot credere che egli fosse risorto. Non ci si meraviglia che Ges li avesse biasimati: O gene- razione incredula e perversa, fino a quando dovr restare con voi? Fino a quando dovr sopportarvi? (Matteo 17.17)
   Nonostante la Bibbia non descriva molto chiaramente lEssere Supremo e Assoluto, indica senza equivoco il metodo per avvicinarLo: ...e chiunque invocher il nome del Signore sar salvato (Lettera ai Romani, la 13); Salvami per il Tuo nome, o Dio (Salmi,54.3); Innalza a Dio voci di giubilo, o Terra tutta quanta. Cantate alla gloria del Suo nome, date a Lui splendida lode (Salmi 66.2).
   Quali nomi di Dio dobbiamo cantare? Ha Dio un solo nome? Naturalmente  no.  Solamente  nella  Bibbia  troviamo  molti  nomi sacri come Geova, Adonai, Elohim ed Eli. La lista non si ferma qui, perch Dio viene glorificato in tutto il mondo con tanti altri nomi, come viene confermato nel salmo 48.11: Come il Tuo nome, o Dio, cos la Tua lode giunge agli ultimi confini del mondo.
    Sri  Caitanya Mahaprabhu, la manifestazione di Krsna che cinquecento anni fa  apparsa in India per insegnare a tutta lumanit la religione universale del canto del Santo Nome, diceva in una preghiera:  O  mio  Signore,  il  Tuo  Santo  Nome  soltanto  pu concedere agli esseri viventi tutte le benedizioni, perci Tu hai centinaia, migliaia di nomi, come Krsna e Govinda. Tu hai dotato questi nomi sublimi di tutte le Tue trascendentali energie e non esiste alcuna rigida regola per cantarli.
   Dopodich Egli assunse il ruolo di unanima condizionata per venire in aiuto a tutti i miscredenti che oggi si trovano in tutte le religioni (siano essi cristiani, induisti, buddisti o musulmani) e con umilt disse: O mio Signore, nella Tua infinita generosit ci dai la possibilit di avvicinarTi semplicemente attraverso i Tuoi Santi Nomi, ma Io sono cos sfortunato che non ne sono attratto.
   Lindifferenza verso la misericordia del Signore nella Sua forma del Santo Nome viene spesso manifestata chiaramente da parte di molti sedicenti cristiani che solo per lappartenenza formale a una certa Chiesa si dichiarano salvati. Riempiono le loro giornate di cose mondane e senza senso, e dedicano solo una o due ore della domenica a Dio, per poi condannare i non-cristiani che si prodigano ventiquattro ore al giorno per meditare sul Santo Nome di Krsna.
   Noi non vogliamo prescrivere loro dei doveri religiosi al di fuori della loro tradizione,  sufficiente che seguano lesempio dato dai loro maestri: Benedir il Signore in ogni tempo ed avr sempre la Sua lode sulla mia bocca. (Salmi, 34.2)
   Non  nel nostro intento criticare gli altri per motivi settari. Vorremmo soltanto ricordare ai nostri fratelli cristiani che il vero traguardo della religione non consiste nel sedersi comodamente in questo mondo pieno di sofferenza, di nascite e morti, ma di risvegliare nel nostro cuore lamore per Dio in modo da poter assaporare in ogni momento la Sua compagnia, in questo mondo e nel prossimo.
   Il Signore Si  reso facilmente avvicinabile attraverso il canto dei Suoi Santi Nomi, e noi preghiamo umilmente coloro che hanno difficolt nel glorificare il Signore cantando i Suoi Nomi  e a rimanere in questo modo regolarmente in contatto con Lui di stare un po in nostra compagnia per imparare il canto del mantra:

Hare Krsna, Hare Krsna, Krsna Krsna, Hare Hare, 
Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare

Col canto regolare di questo maha-mantra (il grande canto della liberazione) si adempiono tutti i doveri religiosi di tutte le Scritture del mondo, ci simmerge nello splendore di Dio, e la mente e i sensi sono soddisfatti senza difficolt. In questo modo non si  pi disturbati da desideri lussuriosi, condannati sia da Ges Cristo sia da molti altri maestri santi dellEst e dellOvest.
    Srila Rupa Gosvami, uno dei discepoli pi intimi di Sri Caitanya, scriveva: Non so quanto nettare abbiano prodotto le due sillabe Krs-na. Quando cantiamo il Santo Nome del Signore sembra che il Signore danzi sulla bocca e noi desideriamo avere molte, moltissime bocche. Quando quel Nome entra nellorecchio, desideriamo avere milioni di orecchi. E quando il Santo Nome danza nel cortile del cuore, la mente  finalmente calma e i sensi tranquilli. (Caitanya-caritamrta, Antya-lila 1.99)
   Quando i nostri cuori si saranno completamente purificati tramite il canto dei Santi Nomi, i nostri occhi si schiuderanno e il regno nascosto del Signore e le Sue attivit saranno visibili. Quando il devoto ha assaporato la nettarea compagnia del Signore perde qualsiasi interesse per i resti, pi volte masticati, dei futili piaceri materiali, come il sesso, la droga, il consumo di carne, gli intossicanti, la musica mondana, ecc.
    Srila Narottama dasa Thakura ha scritto a proposito dellesperienza trascendentale e profonda che  accessibile attraverso i Santi Nomi di Krsna: Lincantevole luogo di Vrndavana  un regno trascendentale, situato nel mondo spirituale, e consiste unicamente di pietra filosofale. Ci sono splendidi templi di pietre preziose e i cigni raja-hamsa  giocano nelle acque della Yamuna che attraversa quel paesaggio sublime. In questo fiume sacro c un bellissimo fiore di loto con cento petali doro.
   Al centro di questo fiore si erge una piattaforma preziosa circondata da otto petali sui quali si trovano le otto assistenti pi importanti,  a  partire  da  Lalita  e  Visakha. Al  centro  di  questo gioiello svetta un trono doro sul quale  seduta la Coppia Divina. La stupenda Radhika  accanto a Sri Krsna. La bellezza e la grazia delle forme di Sri Sri Radha-Govinda, intenti a conversare con dolci sorrisi, diffondono fiumi di nettare.
   Narottama dasa dice: Possano questi giochi eterni, colmi di felicit trascendentale, rimanere per sempre racchiusi nel mio cuore.



COSA CE' DI SBAGLIATO NEL SESSO?
di Caitanya Carana dasa

La vera libert non  essere liberi per fare sesso, ma liberarsi dal sesso.
Quando ogni giorno i media colpiscono i nostri occhi con immagini di corpi seminudi, i legislatori si oppongono con leggi che proibiscono loscenit, e i media accusano il governo di voler controllare la mo- ralit personale.
   Chi siete voi per limitare il nostro piacere sessuale? protestano i libertini. Che cosa c di sbagliato nel sesso?
   La sessualit incontrollata, dicono i conservatori, degrada la societ.
   Tutti hanno a cuore il diritto di godersi la vita e i libertini, per difendersi, fanno appello a questo diritto. Ma non potrebbero in questo modo far fallire lo scopo che dichiarano di voler proteggere?  possibile che le restrizioni morali sullattivit sessuale siano un sostegno anzich un impedimento al nostro diritto di godere la vita?
   Questa in realt  laudace e disarmante affermazione delle Scritture vediche: possiamo godere meglio la vita riscoprendo la nostra natura spirituale, e questa riscoperta richiede il controllo dellattivit sessuale. Esaminiamo il punto di vista vedico sul rap- porto tra sessualit, spiritualit e ricerca della felicit.

LA VISIONE VEDICA
Un veggente vedico ci direbbe che le radici dellattuale confusione morale si trovano nellignoranza spirituale. Oggi alle persone de- dite ai piaceri materiali viene lasciata la scelta dei propri obiettivi. Ignorando la realt spirituale, luomo moderno non ha le basi su cui costruire una moralit oggettiva. I venti tempestosi dei cambiamenti sociali scuotono e sconvolgono quelle regole morali che non hanno radici nella conoscenza spirituale.
   Prima dimmergerci in una frenetica lotta per il piacere, i testi vedici ci invitano a prenderci il tempo per chiederci: Chi  questo io a cui cerchiamo di dare piacere? Davanti a questo fondamenta- le problema didentit, oggi la maggior parte delle persone pu solo sbattere le ciglia per lo stupore.
   Completamente allopposto, i testi vedici affermano con chiarezza e sicurezza che non siamo prodotti della materia; siamo anime, esseri spirituali prigionieri di corpi materiali. La nostra vera casa  il mondo spirituale, dove siamo eternamente gioiosi in una personale relazione damore con il supremo essere spirituale, Krsna.
   Facendo cattivo uso del nostro libero arbitrio, ci rifiutiamo di amare e servire Krsna e veniamo posti in un mondo di materia, dove abitiamo in una serie di corpi materiali che accettiamo come il nostro s. Solo in questo stato di amnesia spirituale possiamo perseguire la nostra ricerca della felicit materiale.
   Quando  attraversa  un  vetro  rosso,  un  raggio  di  luce  bianca ne esce rosso. Allo stesso modo, quando il puro e disinteressato
desiderio damore dellanima per Krsna attraversa la copertura del corpo materiale, ne emerge come un degradato e ardente desiderio egoistico per i corpi del sesso opposto. Sotto la maga dellillusione creata dallaccettazione del corpo come il s, il nostro amore per Dio si deforma in desiderio lussurioso per la materia.
   La lussuria fa nascere in tutti gli esseri viventi un irresistibile impulso per il piacere sessuale e per le altre forme di piacere materiale. Lo Srimad-Bhagavatam (7.9.45) descrive la natura del piacere sessuale: Il piacere che deriva dal sesso  insignificante come il sollievo che si ottiene quando ci grattiamo per il prurito. II piacere sessuale non porta alla vera soddisfazione ma a molteplici sofferenze. Come una persona saggia tollera lo stimolo a grattarsi per un prurito, cos dovremmo imparare a tollerare lo stimolo allappagamento sessuale.
   Sulla base di questo verso, possiamo notare tre caratteristiche inevitabili del piacere sessuale:  temporaneo, illusorio e fonte di sofferenza. Vediamo come.
   Temporaneo: sebbene i media propagandino una felicit erotica senza limiti, il piacere sessuale  di una brevit sconvolgente. Come la capacit di una spugna di dare acqua, la capacit del corpo di provare piacere  limitata. Allinizio, quando la spugna  piena dacqua, basta una piccola pressione perch lacqua sgorghi fuori, ma quando la spugna  stata spremuta pi volte,  difficile farne uscire anche poche gocce. Alla fine tutto ci che resta  lo sforzo di spremere. Si- milmente, latto sessuale comporta uno sforzo crescente e un piacere che diminuisce e alla fine si conclude con un completo esaurimento.
   Lanalogia della spugna si applica non solo allatto sessuale, ma anche alla capacit sessuale di unintera vita. Nella giovinezza il corpo offre il piacere sessuale con facilit, ma quando il corpo invecchia, il sesso richiede uno sforzo crescente e produce un piacere che diminuisce. Alla fine, con limpotenza della vecchiaia il piacere si annulla. Poich il piacere sessuale  temporaneo, il Bhagavatam lo definisce insignificante.
   Illusorio: come unautomobile e il suo autista, il corpo e lanima hanno necessit distinte. Mettere carburante nella macchina non pu alimentare lautista, cos la gratificazione materiale non porta mai alla soddisfazione spirituale. Allora perch sembra che il sesso dia tanto piacere? Lanalogia del Bhagavatam di grattarsi per un prurito ci d la risposta. Grattarsi per il prurito sembra dar piacere, ma in realt d solo un sollievo temporaneo. Nello stesso modo, il cosiddetto piacere sessuale non  altro che un sollievo temporaneo dallagitazione sessuale.
   Causa di sofferenza: come grattarsi peggiora e prolunga il prurito, cos il piacere sessuale aumenta e prolunga la nostra sofferenza nellesistenza materiale. Il sesso perpetua la nostra errata identificazione con il corpo, obbligandoci in questo modo a subire le inevitabili sofferenze fisiche, sociali e ambientali dellesistenza materiale. Inoltre, pi pensiamo di essere il corpo pi soffriamo quando il nostro corpo  colpito dalla natura con il doloroso viaggio attraverso la malattia, la vecchiaia avanzata e la morte.
   Il sesso, specialmente quello illecito, porta a complicazioni co- me laborto, le ragazze madri, le rotture matrimoniali e le violenze sessuali. Il sesso illecito ci espone inoltre al pericolo di malattie trasmesse per via sessuale quali lAIDS, che minaccia di eliminare una parte rilevante della popolazione umana.
   Questo non  tutto, perch la mancanza di soddisfazione spi- rituale perseguita tutte le anime del mondo materiale provocando uninsoddisfazione cronica. La falsa convinzione che questa in- soddisfazione derivi da uninsufficiente gratificazione dei sensi  il veleno dellanima e la causa del suo inutile sforzo per la felicit.

LA SCIENZA DEL SESSO
Attraverso questo sbocco filosofico vediamo in che modo la cultura vedica salva lanima. Lordine sociale vedico aiuta ogni anima situata in un corpo umano a ritornare al suo primitivo stato originale. A questo scopo leducazione vedica, oltre a insegnare abilit commerciali, tecniche e fisiche,  finalizzata a trasmettere una profonda comprensione filosofica della nostra intima identit spirituale. Questa educazione protegge gli studenti dal diventare vittime di passioni sessuali che incatenano e rendono ciechi.
   Il sesso  un impulso fisico fondamentale che sfocia naturalmente nella procreazione. La scienza vedica, che  molto pi sottile e sofisticata dellodierna scienza basata sulla materia, indica che la co- scienza delluomo e della donna al momento dellunione determina il tipo di anima che entra nel grembo della madre per mezzo del seme del padre.
   Con questa conoscenza una coppia compie latto sessuale come un servizio sacro per la famiglia, la societ e Dio. Marito e moglie accettano la pesante responsabilit di portare sulla Terra unanima che crescer per diventare una persona esemplare, disinteressata e dotata di sani princpi, che potr portare un immenso beneficio al mondo. Questa unione santificata  unespressione del divino.
   Nella Bhagavad-gita (7.11) Krsna dice: Sono lunione sessuale che non  contraria ai princpi della religione. Oggi tutto questo pu apparire impraticabile, perfino innaturale, perch siamo soggetti ad un attacco dei media saturo di sessualit velata o evidente.
   Il fine naturale del sesso  la procreazione. Con la contraccezione e laborto gli esseri umani separano in modo innaturale laccoppiamento dalla procreazione. La loro mente  piena di sogni e progetti di quel piacere sessuale da cui derivano i problemi gi presentati, che sono la conseguenza della licenziosit sessuale. I testi vedici ci ricordano dunque che la vera libert non significa essere liberi per fare sesso bens essere liberi dal sesso.
   Consapevoli delle complicazioni e delle sofferenze che derivano dalla pratica sessuale, alcune persone si dedicano al celibato per tutta la vita. Tuttavia, la maggior parte delle persone non vuole o non  in grado di scegliere questo percorso, perci le Scritture vediche indicano nel matrimonio la via per regolare limpulso sessuale in modo religioso.

PROTETTI DAL MATRIMONIO
Quando le coppie dotate di conoscenza filosofica si sposano si rendono subito conto, grazie alle discipline spirituali che seguono, della futilit del piacere fisico. Allora basano il loro rapporto sulla reciproca assistenza nel viaggio di ritorno a Krsna.
    Srila Prabhupada scrive: Il matrimonio  fatto per regolare la mente umana, affinch diventi serena e permetta cos di farci avanzare spiritualmente. Nella cultura vedica lo scopo principale del matrimonio non  dunque il piacere fisico, ma la purificazione spirituale, perci anche nel matrimonio il sesso viene limitato.
   Le regole per lattivit sessuale non hanno lo scopo di privare le persone del piacere e obbligarle a vivere una tormentata vita di abnegazione. Costituiscono invece un trampolino che aiuta a catapultare lanima sulla piattaforma trascendentale affinch ottenga una felicit spirituale senza limiti, che  un diritto costituzionale dellanima.
   Secondo i Veda, il piacere sessuale inchioda la coscienza dellani- ma al corpo e, mentre ci offre solo una goccia di piacere, ci priva delloceanica felicit spirituale che ci spetta. Lassenza di restrizioni, la non-restrizione, priva dunque lanima della felicit.
   La continenza  un valore universale raccomandato non solo dalle Scritture vediche, ma anche dai testi di tutte le grandi religioni.  un prerequisito che ci protegge dal coinvolgimento materiale e ci aiuta a creare la base per elevare la nostra coscienza sul piano spirituale.

LA STORIA DELLA DEGRADAZIONE
Lo scopo della cultura vedica, come di altre culture religiose tradizionali,  quello di risvegliare il nostro amore per Dio, ora dormiente, e ottenere cos una felicit eterna.
   Nel corso dei secoli, con il graduale declino della spiritualit, questo scopo  stato oscurato e dimenticato. Una volta le persone, per rispetto della tradizione sociale e religiosa, seguivano regole di auto-controllo, ma col diffondersi della scienza occidentale e del suo riduzionismo, le persone hanno cominciato a considerare inutili queste regole.
   Forti della loro superiorit sociale e fisica, gli uomini hanno cominciato a sfruttare le donne come macchine del sesso. Offese dallo sciovinismo degli uomini, le donne hanno ricambiato usando il loro fascino femminile per sedurre gli uomini e usarli come macchine da cui estrarre denaro.
   I divorzi e le relazioni sessuali prematrimoniali ed extraconiugali sono diventati sempre pi normali tutto per la ricerca del piacere. Incursioni occasionali nella promiscuit sono degenerate in unavventata ricerca di relazioni il cui unico scopo  il piacere. Si  diffusa ogni sorta di perversione sessuale.
   Coperto da tutta questa frenetica ricerca del piacere c lo struggente desiderio di riavere la nostra relazione originale con Krsna. Il sesso  la principale distrazione che devia la nostra ricerca di felicit dal piano spirituale a quello dei corpi. Quanto pi cerchiamo la felicit nel sesso, in qualsiasi forma, tanto pi ci priviamo della vera felicit, mentre strati di oblio sempre pi spessi avvolgono lanima spirituale.

LA NOSTRA SCELTA
Una speranza, per, c. Se i dilemmi sulla moralit sessuale riescono a spingere le persone intelligenti a esaminare le basi spirituali dei loro princpi morali tradizionali, esse possono scoprire la ricchezza perduta del loro cuore, il loro dimenticato Signore, Sri Krsna.
   Krsna ci aspetta sempre. Suonando il flauto ci invita a tornare alla gioia sublime di un amore senza fine nella Sua dimora eterna la nostra casa originale, il mondo spirituale. Nella buia epoca in cui viviamo Egli ci ha aiutato a ridirigere verso di Lui le nostre coscienze deviate rivelando Se stesso nei Suoi Santi Nomi, in particolare nel maha-mantra Hare Krsna. Quando i nostri cuori sono riuniti a Krsna attraverso il sublime mezzo del suono divino, ogni piacere materiale diventa disprezzabile.
   Gli insegnamenti vedici possono aiutarci a realizzare la degradazione sociale mettendoci in grado di confrontarci con essa e di contrastarla. Permetteremo allattuale ondata di degradazione di farci sprofondare nelloceano del peccato e della sofferenza? O ci uniremo a un equipaggio di coraggiosi marinai spirituali che dirigono il robusto vascello della sincera spiritualit verso le sicure spiagge dellimmortalit e della felicit? La scelta  nostra.



TRE TIPI DI YOGA, TRE RISULTATI
di A. C. Bhaktivedanta Swami, acarya-fondatore dellAssociazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

Dei tre principali tipi di yoga presentati nella Gita, solo uno pu dare la conoscenza completa.
Dio, la Persona Suprema, disse: O figlio di Prtha, ascolta ora in che modo praticando lo yoga nella piena coscienza di Me, con la mente fissa in Me, potrai conoscerMi completamente, libero da ogni dubbio. (Bhagavad-gita 7.1)
   Questo  un verso della Bhagavad-gita. Penso che la maggior parte di voi conosca questo libro. La Gita  tradotta in molte lingue ed  conosciuta anche come Il canto di Dio. In altre parole  Dio stesso che parla.
   Non  possibile comprendere Dio con la speculazione menta- le. In questo mondo materiale non riusciamo neppure a sapere che cosa c sugli altri sistemi planetari. La nostra conoscenza  molto, molto limitata. Inoltre siamo soggetti a quattro tipi di difetti. Il primo  che commettiamo errori. Chiunque in questo mondo pu commettere errori. Il secondo  che siamo soggetti allillusione. Illudersi significa accettare come reale qualcosa che non lo . Per esempio, se si accetta il corpo come il s, questa  unillusione. Secondo il punto di vista vedico, pensare che il corpo sia il vero s  proprio degli animali. Un cane pensa di essere il corpo, e se un uomo pensa di essere il corpo  cio di essere americano, indiano, francese, tedesco, ind o musulmano  secondo il punto di vista vedico  in una grande illusione.
   Il terzo difetto  la tendenza a ingannare. Ingannare significa assumere il ruolo di maestro senza avere una conoscenza perfetta. Il quarto difetto  che i nostri sensi sono imperfetti.
   I nostri sensi non sono indipendenti, tuttavia ne andiamo molto orgogliosi. Per esempio lateo chiede: Puoi farmi vedere Dio? Non tiene conto del fatto che non ha questa capacit di vedere. Possiamo vedere solo quando si verificano certe condizioni. Se qualcuno spegne la luce non potremo pi vederci lun laltro. Che valore hanno allora questi occhi? In breve, i sensi, come la vista, ludito, lolfatto, funzionano solo a certe condizioni. La vita dei materialisti  dunque una vita condizionata. Con questi sensi cos imperfetti non possiamo comprendere Dio.
   Il senso pi utile per comprendere Dio  ludito. Per esempio, quando un uomo dorme e un nemico viene per attaccarlo o uccider- lo, se un amico gli grida: Svegliati! Svegliati! C qualcuno che vuole ucciderti! costui si sveglier. Pertanto, quando tutti gli altri sensi non sono in funzione, ludito funziona. Per comprendere Dio dobbiamo dunque usare ludito. Dobbiamo ricevere la vibrazione sonora trascendentale, poi ne vedremo leffetto.

YOGA DI PRIMA CLASSE
Voi, signore e signori, siete interessati ai metodi dello yoga. Il bhakti-yoga  lo yoga di prima classe. Il metodo dello yoga  presentato nel sesto capitolo della Bhagavad-gita. Si raccomanda di cercare un luogo sacro e appartato e sedersi con il collo e il corpo allineati in posizione dritta, quindi pensare a Krsna o a Visnu. Questa meditazione devessere fatta con grande attenzione, senza distrarsi con altri pensieri. Nel metodo yoga di Patanjali  detto, yoga indriya samyama: yoga significa controllare tutti i sensi. Se i sensi non sono controllati, la mente  instabile e se ne va di qua e di l.
   La mente comanda tutti gli altri sensi. Controllare la mente, concentrandola sul Signore Supremo,  lessenza dello yoga, ma Arjuna, dopo aver ascoltato le istruzioni di Krsna, replica: Questo metodo  molto difficile. Non riesco a metterlo in pratica.
   Arjuna non era una persona qualsiasi, era lamico di Krsna. Eppure  afferma:  Questa  pratica  dello  yoga,  lhatha-yoga, non  possibile per me. Allora Krsna conclude le Sue istruzioni affermando: Non preoccuparti. C un altro metodo, il bhakti-yoga, che tu puoi seguire. Il bhakti-yoga  sintetizzato nel sesto capitolo della Bhagavad-gita (6.47): Tra tutti gli yogi, colui che con grande fede dimora in Me, pensa a Me e Mi offre il suo servizio con amore e devozione  il pi intimamente unito a Me nello yoga ed  il pi elevato di tutti. Questa  la Mia opinione. Il pi alto metodo di yoga  il bhakti-yoga, cio pensare sempre a Krsna.
   Questo metodo  descritto nel settimo capitolo: Mio caro Arjuna, devi solo trasferire i tuoi attaccamenti su di Me. Tutti abbiamo attaccamenti. Il metodo del bhakti-yoga consiste semplicemente nel dirigere questi attaccamenti verso Krsna. Questo  tutto. Quando la mente  pienamente catturata da un crescente attaccamento per Krsna, questo  il bhakti-yoga.
Yogam yunjan mad-asrayah: Questo metodo devessere praticato sotto la Mia diretta supervisione. Ci significa che questo metodo di yoga non  impersonale; le parole usate sono bhagavan uvaca: Dio, la Persona Suprema, disse. Bhagavan, la Verit Assoluta,  una persona. Molti pensano che la Verit Assoluta sia impersonale, ma non  cos.
   La realizzazione impersonale della Verit Assoluta  parziale. Non  una realizzazione completa. Dopo tutto, yoga significa sforzarsi per comprendere la Verit Assoluta. Yoga significa collegarsi, connettersi. Quando ci si collega con la Verit Assoluta, si realizza lo yoga. Un altro significato  aggiungere. Come uno pi uno. Anche questo  yoga. Dio  uno e anchio sono uno, lo yoga  quando ci colleghiamo.
   Ci sono molti metodi per praticare lo yoga, ma il metodo diretto  il bhakti-yoga. Io sono una persona e Dio  una persona: lunione tra noi  il bhakti-yoga. Bhakti  il metodo per collegarsi con Dio, la Persona Suprema.
   Parlare della bhakti, che indica la via devozionale, presuppone lesistenza del bhakta (il devoto) e di Bhagavan. Bhagavan  Dio, la Persona Suprema, e qui il bhaka  Arjuna. Bhagavan istruisce personalmente Arjuna sul metodo per comprendere la Verit Assoluta pienamente e senza dubbi. Perci qui  detto bhagavan uvaca: Dio, la Persona Suprema, disse.

TRE LIVELLI DI COMPRENSIONE
La letteratura vedica afferma che la Verit Assoluta  la verit ultima. Coloro the conoscono la Verit Assoluta affermano che essa  Una, ma si realizza a tre diversi livelli di comprensione, cio Brahman, Paramatma e Bhagavan.
   Chi cerca di comprendere la Verit Assoluta con la speculazione pu  realizzare  il  Brahman  impersonale.  In  genere  i  pensatori  e i grandi filosofi possono comprendere il Brahman impersonale. Questi impersonalisti sono conosciuti col nome di jnani.  I jnani sono persone sagge o persone la cui conoscenza spazia in tutti i campi. Essi possono comprendere laspetto impersonale della Verit Assoluta.
   Gli yogi costituiscono unaltra categoria. Essi possono comprendere  laspetto  Paramatma  della Verit Assoluta.  Paramatma  lAnima Suprema situata nel cuore di ognuno. Invece laspetto personale del Signore  realizzato solo dai bhakta, o devoti.
   I jnani e gli yogi non possono comprendere perfettamente cos Dio. Dio  trascendente, sat-cit-ananda, una combinazione di eternit, conoscenza e felicit. Se si realizza la Verit Assoluta in modo parziale  per esempio laspetto delleternit  si raggiunge il livello detto brahma-jnana. Quando si  pi avanzati e con la pratica dello yoga si realizza la Verit Assoluta nel Suo aspetto localizzato di Paramatma, che  presente nel cuore di tutti, si raggiunge il livello detto paramatma-jnana. Lobiettivo  uno, ma ci sono differenti gradi di comprensione. A questo proposito si pu dare un esempio, quello dello splendore del sole, del globo solare e del dio del sole. Lo splendore del sole  luce e calore, il globo solare  luce e calore e dentro il globo solare c la personalit nota come dio del sole che  anchesso luce e calore. La luce e il calore sono sempre presenti, ma a differenti gradi. Il calore e la luce che irradiano dal sole sono meno intensi di quelli del globo solare, e il calore e la luce del globo solare sono meno intensi di quelli del dio del sole. Quando si raggiunge il dio del sole si comprendono il calore e la luce nella loro completezza. Questa totalit  realizzata dalla parola bhagavan.
   Se siete interessati a comprendere la Verit Assoluta, Dio, do- vete seguire il bhakti-yoga. Se invece volete comprendere la Verit Assoluta, ma con qualche incertezza e non completamente, dovete seguire il jnana-yoga o il dhyana-yoga.

UNA COMPRENSIONE PERFETTA
Questo Movimento per la Coscienza di Krsna ha come obiettivo la comprensione della Verit Assoluta nella Sua completezza, senza dubbi e senza imperfezioni. Il diciottesimo capitolo della Bhagavad- gita conferma che se si vuole conoscere Dio completamente e senza dubbi, si deve seguire il metodo del bhakti-yoga. Soltanto col servizio di devozione  possibile conoscere Me, il Signore Supremo, cos come sono. E quando si diventa pienamente coscienti di Me, grazie a questa devozione si pu entrare nel regno di Dio.
   Lo scopo della pratica dello yoga  distaccarsi dallatmosfera materiale per entrare in quella spirituale. Il jnana-yogi rimane attratto dallaspetto impersonale della Verit Assoluta, il dhyana-yogi  interessato a realizzare laspetto localizzato della Verit Assoluta, mentre il bhakti-yogi pu raggiungere subito il pianeta di Goloka Vrndavana, dove gode della compagnia di Dio in Persona in unesistenza felice ed eterna.
   Nel mondo materiale ci sono numerosi sistemi planetari. Quello in cui ci troviamo si chiama Bhurloka. Al di sopra c Bhuvarloka e sopra ancora ci sono Svarloka, Janaloka, Maharloka e Satyaloka. Ci sono sette livelli di sistemi planetari sopra il nostro ed altrettanti sotto. Col jnana-yoga o col dhyana-yoga, il metodo dello yoga mistico, possiamo essere ammessi ai sistemi pi elevati, ma se si pratica il bhakti-yoga andremo direttamente nel mondo trascendentale e conosceremo la Persona Suprema.
   Il dhyana-yogi e il jnana-yogi possono entrare nel brahmajyoti, ma l c sempre la possibilit di ricadere nel mondo materiale. Generalmente il jnana-yogi rimane a speculare nel mondo materiale. Il dhyana-yogi ottiene qualche potere mistico che gli permette di compiere atti eccezionali, ma ne rimane coinvolto e non riesce a raggiungere il mondo spirituale. Il bhakti-yogi, invece, lo yogi perfetto, superiore a tutti, pu raggiungere direttamente il pianeta dove vive Dio.
   Dio  ovunque nella Sua creazione, ma ha un pianeta speciale, Goloka Vrndavana, dove  possibile stare in Sua compagnia, proprio come io qui sto in vostra compagnia. Io vedo voi e voi vedete me.
Allo stesso modo potete andare direttamente da Dio e vederLo a tu per tu, vivere con Lui, mangiare con Lui, giocare con Lui, danzare con Lui e fare con Lui innumerevoli altre attivit. Questa  la perfezione dellesistenza.
   Questa perfezione dello yoga pu essere raggiunta con la pratica del bhakti-yoga sotto la guida di Dio o del Suo rappresentante autentico. Allora si potr comprendere pienamente, e senza dubbi, la Personalit Suprema, Sri Krsna, e dopo aver lasciato questo corpo e prima o poi dovremo lasciarlo  si torner direttamente da Lui.
   Nel quarto capitolo della Bhagavad-gita Krsna spiega: Mio caro Arjuna, colui che cerca di comprendere le ragioni della Mia apparizione in questo mondo materiale, la Mia missione e le Mie attivit, diventa subito degno di raggiungere il mondo spirituale.
   Il nostro Movimento per la Coscienza di Krsna ha lo scopo di educare le persone a comprendere Krsna e tale comprensione render perfetta la loro vita. Vi ringrazio molto.



SINTESI DELLA GITA
di Kalakantha dasa

Nel 1968 Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada pubblic La Bhagavad-gita  cos com, che ha venduto sino ad oggi dieci milioni di copie in dozzine di lingue. Essendo stato un devoto di Krsna per tutta la vita e un esperto in sanscrito, Srila Prabhupada spieg in dettaglio le chiare conclusioni della Gita che spesso erano oscurate da commentatori con i loro personali punti di vista. I commenti di Srila Prabhupada illuminano per noi i dialoghi tra Krsna e Arjuna.
   La seguente versione concentrata della loro storica conversazione combina punti chiave dei versi e dei commenti nella stessa sequenza di quella originale. Queste non sono citazioni dirette perci non possono sostituirsi alledizione completa della Bhagavad-gita cos com. Questa versione permette, invece, una visione generale della trama filosofica della Gita.

Parte 1: azione
Arjuna: Krsna, ti prego conduci il mio carro tra i due eserciti. Lasciami vedere quali seguaci del malvagio Duryodhana sono venuti qui a combattere.
Krsna (conducendo lo splendido carro dorato tra i due enormi eserciti che si fronteggiavano sulla vasta spianata del campo di battaglia): Guarda, cugino, tutti i grandi guerrieri sono riuniti qui.
Arjuna (atterrito): Krsna, non posso combattere contro questi cari parenti, maestri e anziani. Tutta la mia famiglia verrebbe distrutta. Preferirei morire o vivere da mendicante.
Krsna (sorridendo benevolmente): Dimentichi che ognuno di loro  unanima eterna, non un corpo materiale. Tu puoi distruggere il corpo ma non lanima.
Arjuna: Krsna, come potrei uccidere questi venerabili uomini? Ogni vittoria sarebbe macchiata del loro sangue. Non so cosa fare. Ti prego, istruiscimi.
Krsna: Amico Mio, tu sei un guerriero. Combatti, ma non per te stesso. Combatti per il Supremo. Allora agirai come lanima eterna che sei in realt. Combatti tutte le varie forme di materialismo e sii uno yogi.
Arjuna: Che cosa fanno gli yogi? Come si comportano?
Krsna: Gli yogi compiono i loro doveri esterni senza attaccamento perch hanno il controllo della mente e dei sensi. Godono di una felicit interiore che la maggior parte della gente non conosce. Arjuna: Tu, Krsna, mi stai dicendo di essere felice interiormente e di combattere allo stesso tempo. Non  questa una contraddizione? Krsna: Tu non puoi vivere senza agire. Invece di agire per te stesso, trasforma quello che fai in un sacrificio per il Supremo. Allora sarai felice.
Arjuna: Cos questa forza che mi spinge ad agire egoisticamente? Krsna:   la lussuria, Arjuna, nata da un desiderio esasperato. La lussuria distrugge la tua capacit di pensare chiaramente. Fin dai tempi pi remoti ho insegnato alle persone come usare lo yoga per conquistare la lussuria. Lho insegnato al dio del sole, che lha insegnato a suo figlio, il quale a sua volta ha dato origine a una lunga catena di maestri. Nel corso del tempo, per, la conoscenza originale  andata perduta, perci oggi, caro amico, te la insegner Io stesso. Arjuna: Come hai potuto istruire il dio del sole che  molto pi vecchio di Te?
Krsna: I comuni corpi materiali invecchiano e muoiono, Arjuna, ma il Mio corpo  spirituale e non si deteriora mai. Di tanto in tanto appaio nella societ per aiutare i buoni e debellare i malvagi. Le persone buone si liberano della loro lussuria e rivolgono verso di Me il loro amore. Esistono diversi tipi di persone e Io reciproco con ognuno di loro individualmente.
   Agisci per amor Mio, Arjuna. Quando lo farai, qualsiasi cosa coinvolta il tuo lavoro, i tuoi beni, la tua conoscenza diventer parte di unofferta meravigliosa, di un sacrificio per il Supremo. Ci sono molti modi per offrire sacrifici, Arjuna, perci hai bisogno di trovare un autentico guru illuminato che ti aiuti a districarti.
   Agire senza attaccamento e agire per Me sono entrambe forme di yoga. Comunque, agendo per Me automaticamente agisci senza attaccamento. Ricorda che Io ti sono amico, che posseggo tutto e che ogni azione  destinata a Me. Troverai allora una pace interiore senza fine. Compi il tuo dovere nello yoga perfetto, nella perfetta unione con Me. A questo scopo potresti avvalerti delle lunghe austerit richieste dai metodi dello yoga mistico e della meditazione.
Arjuna: Tenere ferma la mente  come cercare di controllare il vento. Lo yoga mistico sembra troppo difficile per me.
Krsna: S,  difficile, ma  possibile.
Arjuna: Cosa succede se inizio il cammino dello yoga e poi fallisco? Sarei un perdente, materialmente e spiritualmente.
Krsna: Se fai la cosa giusta, come puoi perdere? La tua prossima vita sar certamente migliore. Se invece impari a servirMi con amore, al momento della morte verrai da Me e lascerai questo mondo orribile.

Parte 2: devozione
Krsna: Arjuna, ascolta. Tu sei una delle rare anime che vogliono conoscere la verit. Cerca di capire questi punti: tutto proviene da Me, anche le tre influenze della natura che affliggono tutti tranne Me, il loro creatore.
   Le persone materialistiche, arroganti, ottuse o falsamente sagge Mi ignorano. Le persone si rivolgono a Me quando sono curiose, bisognose, tristi o sagge.
   Coloro che pensano che io sia solo un portavoce del Brahman, lo spirito senza forma, non arriveranno mai a conoscerMi personalmente. Ma le persone sagge che Mi servono verranno a Me dopo la morte.
Arjuna: Parlami di questo spirito senza forma, per favore, e anche degli esseri celesti, dellanima, del karma, e della Tua presenza nel mio cuore. E dimmi, per favore, come Ti riconoscer al momento della morte?
Krsna: Lo spirito senza forma, o il Brahman,  il Mio fulgore spirituale, e le anime individuali, scintille spirituali, sono composte della stessa sostanza spirituale. Per natura, le anime hanno la tendenza a servire, ma se scelgono di servire questo mondo di materia in perenne mutamento, soffrono il karma. Per quanto riguarda gli esseri celesti, li ho creati per gestire il mondo materiale.  vero Arjuna, Io sono presente nel cuore di ognuno come Anima Suprema.
   Per poterti ricordare di Me al momento della morte, esercitati a pensare a Me quando combatti. In altri momenti pensa a Me come il pi anziano ma anche giovane, grande e minuscolo, ma sempre come una persona, splendente come il sole. Gli yogi mistici si allenano con lunghe, profonde e meccaniche meditazioni per lasciare il corpo nel momento pi adatto. Questo li aiuta ad avanzare verso di Me nel mondo spirituale  lunico mondo libero dalla miseria della nascita e della morte  ma tu puoi arrivarci solo ricordandoti di Me. Infatti, servendo Me otterrai tutto ci che potresti raggiungere con lo studio, lausterit, la carit, la rinuncia e con ogni forma di religione.
   Lascia che ti dica di pi, Arjuna. Queste lezioni racchiudono il re del sapere, e poich tu non sei invidioso di Me, puoi capirle. Devi solo ascoltare con fede.
   Io creo luniverso e ogni cosa contenuta in esso, ma rimango un individuo, distinto dalla Mia creazione. Gli sciocchi Mi vedono come un uomo ordinario, ma le grandi anime si abbandonano a Me e Mi servono con amore. Alcuni preferiscono offrire grandi sacrifici agli esseri celesti perch sono attratti dal godimento materiale che essi possono procurare. Se qualcuno, invece, offre a Me con devozione un po dacqua, un fiore o un po di cibo vegetariano, Io lo accetto.
   Anche se fai qualche errore, ti accoglier comunque; sono equanime con tutti, ma parziale con i Miei devoti. Sii Mio devoto e ti prometto che verrai a Me.
   In breve, sappi che Io ho creato tutto. ServiMi, parla sempre di Me e sarai felice perch Io, situato nel tuo cuore, distrugger con la torcia della conoscenza tutta lignoranza della tua esistenza. Arjuna: Mi piace ascoltarTi, Krsna. Sembra per che soltanto Tu possa veramente conoscere Te stesso. Come posso conoscerTi io? Krsna: Quando vedi il meglio di ogni cosa  lo squalo tra i pesci o il leone tra le bestie, per esempio pensa a Me. Sappi comunque che qualsiasi meraviglia tu veda in questo mondo  solo una scintilla del Mio vero splendore.
Arjuna: Tu hai gentilmente dissipato la mia illusione. Sebbene ora Ti veda cos come sei, se ritieni che io sia in grado di vederla, per favore mostrami la Tua forma nella quale Tu sei luniverso intero e anche ogni cosa allinterno di esso.
Krsna: S, Arjuna. Ti dar ora occhi divini per questa visione trascendentale.
Arjuna (attonito): Krsna, vedo gli imponenti essere celesti con le loro armi e gioielli, distribuiti su ogni pianeta, abbaglianti di ogni immaginabile colore. La loro sfolgorante gloria mi circonda e mi acceca. Eppure essi sinchinano con timore davanti a Te. Tu sei davvero ogni cosa, Krsna! Tu vedi tutto con i Tuoi occhi, che sono il sole e la luna.
   (terrorizzato) Ora Ti vedo schiacciare i corpi degli esseri viventi con i Tuoi terribili denti affilati. I miei parenti, i miei nemici  tutti si precipitano nella Tua bocca! Perch fai questo?
Krsna: Io sono il tempo, la morte di ogni essere. Tutti questi guerrieri sono gi morti, Arjuna. Combatti come se fossi la Mia arma e conquista la gloria!
Arjuna (tremando): Signore Onnipotente, minchino a Te da ogni lato! Ogni creatura dovrebbe glorificarTi, ma io stupidamente Ti ho trattato come un amico. Ti prego perdonami, come un padre perdona il figlio o una moglie perdona il marito. E lascia che Ti veda ancora nella Tua forma originale di Krsna.
Krsna:  La  Mia  forma  universale  ti  ha  spaventato, Arjuna.  Ora stai tranquillo. GuardaMi nella forma che ti  pi cara. Neppure compiendo tutte le buone azioni possibili, una persona potr vederMi cos come sono, come Krsna. Solo con lamore e la devozione posso essere visto veramente.
Arjuna: Mio Signore, dovrei contemplarTi come Krsna o come linfinito spirito senza forma?
Krsna: Alcuni meditano su di Me come lo spirito senza fine.  un tipo di meditazione molto difficile, ma alla fine Mi raggiungono. Se invece pensi direttamente e Me, Io ti libero subito dalloceano delle nascite e delle morti.
   Se non riesci a pensarMi sempre, allora ascolta e canta le Mie glorie nella pratica della bhakti, lo yoga della devozione. Se non riesci a farlo, allora lavora per Me, o almeno lavora per la carit, perch il distacco porta la pace  molto pi della mera conoscenza.
   Coloro che Mi pensano con devozione mostrano bellissime qualit, come la gentilezza, la tolleranza, la fermezza e la determinazione. Mi amano e Io li amo.

Part 3: conoscenza spirituaLe
Arjuna: Krsna, quale  la relazione tra il corpo e lanima?
Krsna: Il corpo  come un campo dazione per lanima. Unanima ordinaria interagisce con il corpo usando i sensi e sentendo emozioni come la lussuria e lodio. Tuttavia, con laiuto di un guru, unanima saggia si distacca dal corpo materiale. Tale persona  umile, equilibrata e davvero indipendente.
   Come Anima Suprema, offro la Mia guida a tutte le anime, siano esse pi o meno sagge. Ogni anima pu scegliere tra Me e il materialismo. Quelli che scelgono il materialismo soffrono ripetute nascite e morti in differenti specie. Coloro, invece, che scelgono Me vedranno lintera situazione lAnima Suprema compassionevole e la condizione dellanima spirituale avvolta nellottusa materia.
   Lascia che ti racconti ancora qualcosa della natura materiale. Essa  formata da tre variet o influenze: virt, passione e ignoranza. Come un padre che d il seme, porto la materia morta alla vita impiantandovi lanima. Poi le tre influenze prendono il sopravvento. La virt porta lanima a un senso di gioia, la passione allambizione, e lignoranza alla delusione. Queste tre influenze competono per la supremazia, sbattendo te, anima eterna, da una situazione materiale a unaltra. Solo quando sei libero dal loro controllo puoi gustare la vera felicit.
Arjuna: Come pu una persona superare queste tre influenze? E dopo averle sconfitte, come si comporta?
Krsna: Per superare le tre influenze e liberarti dal karma, semplice- mente amaMi e serviMi in qualsiasi circostanza. Allora mentre le tre influenze vanno e vengono, tu le osserverai senza amarle n odiarle. A quel punto avrai una calma che non potr essere scossa e tratterai tutti equamente.
   Arjuna, immagina questo mondo come un grande e antico albero baniano con rami che scendono in basso fino a diventare radici. Nessuno riesce a capire dove questo albero inizia e dove finisce. Se desideri sottrarti a questo groviglio di rami, devi tagliarli. Allora potrai entrare nella Mia dimora autoilluminata, dove non c bisogno della luce del sole o dellelettricit. Quanto arriverai l, il mortale albero baniano non ti mancher.
   Io desidero che tutti raggiungano la Mia dimora, perci Mi situo in ogni cuore come Anima Suprema e offro la Mia guida. Scrivo anche la letteratura vedica in modo che le persone possano capirMi. Esisto al di l del materialista e dellanima illuminata. Se Mi conosci, sarai saggio e ogni cosa che farai sar perfetta.
   Ti ho accennato alle anime illuminate; esse sono oneste, pure, hanno il controllo di s e sono distaccate. Tu sei una di loro, Arjuna, ma mi piacerebbe che ascoltassi qualcosa anche sui materialisti e sugli atei.
   Tali individui demoniaci non sanno cosa fare e cosa non fare. Sono sporchi, disonesti e preoccupati solo del sesso. Credendo che la Mia creazione sia di loro propriet, costruiscono costose e distruttive armi e si sentono potenti e orgogliosi. Le loro occasionali pretese di religione o carit sono insignificanti, perch la lussuria li rende schiavi. Incatenati al materialismo dallavidit e dallira, cadono nelle specie inferiori di vita nascita dopo nascita. Le Scritture vediche, che potrebbero salvarli da tale destino, non suscitano alcun interesse in loro.
Arjuna: Cosa succede a coloro che non fanno riferimento ai Veda, ma si creano i loro personali modi di adorazione?
Krsna: La religione che  frutto dellimmaginazione  un prodotto delle tre influenze materiali. In virt si venerano gli esseri celesti, in passione i demoni potenti, e in ignoranza i fantasmi.
   Le tre influenze materiali si estendono su ogni cosa  anche sul tuo cibo. Cibi succosi, grassi, integri sono in virt; cibi amari, salati e piccanti sono in passione; cibi stantii, freddi, putridi sono in ignoranza. Influenzano anche il tipo di carit che fai e il tipo di disciplina che ti imponi. Tuttavia, non dovresti rinunciare alla carit e alla penitenza.
Arjuna: Che cosa significa, quindi, essere una persona rinunciata? Krsna:  Rinuncia significa distacco dai frutti dellazione. Chi  in virt opera diligentemente ma rinuncia al risultato. Chi  in passione rinuncia  allazione  quando  diventa  difficile.  Chi    in  ignoranza rinuncia ad agire per pigrizia e confusione.
   Vedendo gli altri come anime e agendo con questa consapevolezza, sarai in virt. Questo richiede determinazione, ma lo sforzo iniziale ti porter in seguito alla felicit. La felicit in passione sembra splendida allinizio ma finisce col diventare dolore. La felicit in ignoranza, come lassunzione dintossicanti,  amara dallinizio alla fine.
   Coloro che agiscono in virt, i brahmana, sono spesso giudici, insegnanti o sacerdoti. Coloro che agiscono in passione, gli ksatriya, sono  per  lo  pi  amministratori,  poliziotti  o  soldati.  Passione e ignoranza combinate producono i vaisya, persone daffari o agricoltori. Coloro, invece, che sono prevalentemente nellignoranza sono chiamati sudra, e lavorano come artigiani, operai o servitori.
   A prescindere dal tipo di attivit che meglio si adatta a te, facendo il tuo lavoro per il Supremo lo trasformi in yoga e diventi illuminato. Per questa ragione  meglio fare il proprio lavoro in modo imperfetto piuttosto che fare quello di un altro in modo perfetto.
   Mio caro Arjuna, ecco il riassunto finale di ci che ti ho insegnato: servendo Me, imparerai ad agire e a vivere nella saggezza, e controllerai la mente e i sensi rinunciando ai frutti delle tue azioni. Presto gusterai la pace e lilluminazione, raggiungerai una felicit senza precedenti e proverai apprezzamento per tutti gli esseri. In questo stato di mente raggiungerai la Mia dimora.
   Pensa a Me e stai con i Miei devoti; Io sgombrer ogni ostacolo dal tuo cammino. Se diventi egoista e pensi di poter agire da solo, sarai perso.
   Tu sei un guerriero, Arjuna, e questa natura ti spinger a combattere ad ogni costo. Combatti per Me e tornerai alla tua dimora originale, nel Mio mondo.
   Ora ti ho rivelato i segreti della perfezione. Rifletti su ci che ti ho detto, e poi fai come desideri.
   Poich tu Mi sei molto, molto caro, concluder dicendoti questo: pensaMi sempre. Diventa Mio devoto. AdoraMi, famMi i tuoi omaggi, e tornerai a Me. Metti da parte tutti gli altri doveri, Arjuna, e sottomettiti a Me. Non preoccuparti, ti liberer dalle conseguenze di ogni errore passato.
   Per favore ripeti queste Mie parole, ma solo alle persone pie. Anche questo ti assicurer il ritorno a Me, perch nessuno Mi  pi caro di chi condivide con gli altri questo messaggio. E chiunque lo ascolti con fede, senza invidia, raggiunger i mondi dei virtuosi. Hai capito?
Arjuna (con fermezza): Infallibile Krsna, Tu hai distrutto le mie illusioni e i miei dubbi. Grazie alla Tua benevolenza ricordo chi sono veramente. Ora, seguendo le Tue istruzioni, combatter.



IL MANTRA HARE KRISHNA

Quando qualcuno ci fa un regalo, anche il pi piccolo, il minimo che possiamo fare  ringraziarlo.  questione di civilt e buon senso. Figuriamoci allora che cosa dovremmo fare verso la Persona che ci d la vita. Anima e corpo, respiro e cibo, gioia e conoscenza. Verso la Persona che ci sostiene e che ci vuole infinitamente bene.
    vero che a volte incontriamo anche difficolt quando dalla vita dobbiamo imparare qualche dura lezione, ma questi sono i frutti delle nostre mancanze e dei nostri errori. Quella Persona ci ha dato il libero arbitrio, siamo noi a decidere come usarlo.
   Se vogliamo allora ringranziarLa per tutto, pregarLa per qualcosa o semplicemente glorificarLa, possiamo farlo in qualsiasi modo e in qualsiasi lingua. Da Testi millenari, per, abbiamo saputo che anticamente cera un modo con cui la gente Le parlava e otteneva buoni risultati. Infatti alcuni Suoi grandi devoti e santi confermano nelle Scritture e con il loro esempio che al Supremo piace essere chiamato cos! Sar vero?
   Noi devoti di Krishna ci abbiamo provato e sappiamo se  vero o no. Se anche voi volete vedere se questo sistema funziona, ecco come fare: aprite il cuore, tranquillizzate la mente e recitate, dite o cantate a voce bassa o alta:

HARE KRISHNA  HARE KRISHNA 
KRISHNA KRISHNA  HARE HARE 
HARE RAMA  HARE RAMA 
RAMA RAMA  HARE HARE.



BIOGRAFIA DI SUA DIVINA GRAZIA
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada 
maestro spirituale fondatore dellAssociazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada nacque a Calcutta, in India, nel 1896. Ricevette dai suoi genitori il nome di Abhay Charan De, colui che avendo preso rifugio ai piedi di loto di Krsna ignora la paura.
   Nel 1922, dopo aver terminato i suoi studi universitari e aver partecipato attivamente al movimento non violento di Gandhi, assistette per la prima volta a una conferenza tenuta da Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura, uno dei pi grandi maestri ed eruditi in materia di conoscenza vedica. Dopo la conferenza fu presentato al maestro che gli propose con grande entusiasmo di far conoscere in Occidente la filosofia della Bhagavad-gita.
   Egli non pot immediatamente soddisfare quella richiesta, ma non dimentic mai quellincontro e dodici anni pi tardi lo accett ufficialmente come guida spirituale. Nel 1936, qualche giorno prima di lasciare questo mondo, Srila Bhaktisiddhanta gli espresse nuovamente il desiderio di vederlo trasmettere il messaggio della Bhagavad-gita ai paesi occidentali.
   Mentre risiedeva ancora in India il suo maestro spirituale gli apparve spesso in sogno rinnovandogli sempre la stessa richiesta. Nel 1959, incoraggiato da uno dei suoi fratelli spirituali, decise di prendere lordine di rinuncia (il sannyasa) e fu in quelloccasione che il suo nome divent A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. Abbandonata ogni vita familiare e sociale, si ritir a Vrndavana, luogo dellavvento di Sri Krsna 5.000 anni fa, dove tradusse in inglese la Bhagavad-gita e numerosi altri testi sanscriti. Nel 1965 simbarc su una nave da carico in rotta verso gli Stati Uniti; 40 rupie erano tutta la sua fortuna. Da solo, a New York, andava ogni giorno in un parco a cantare il mantra Hare Krsna. Numerosi giovani furono attratti dalla sua personalit. Cantavano con lui i mantra vedici e assistevano regolarmente ai suoi corsi di bhakti-yoga. Pi tardi fond il suo primo tempio di Krsna in un umile negozietto della Seconda Strada. Fu l che la rivista Back to Godhead, nata nel 1944 in India, riprese ad essere pubblicata regolarmente. Ben presto i suoi discepoli fondarono templi a Los Angeles, San Francisco e Montreal, e oggi il Movimento per la Coscienza di Krsna, con le sue migliaia di devoti, si  stabilito in ogni grande citt del mondo.
   A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada  considerato oggi lautore di filosofia vedica pi importante e anche il pi letto al mondo. Ha pubblicato numerose opere essenziali come La Bhagavad- gita cos com, lo Srimad-Bhagavatam, Gli insegnamenti di Sri Caitanya Mahaprabhu, Il Nettare della Devozione, Il Libro di Krsna e la Caitanya-caritamrta.
   Per mantenere intatto il significato originale dei testi antichi, lautore d in ciascuna delle sue opere il sanscrito originale, la traduzione parola per parola e la traduzione letteraria, quindi ne spiega il contenuto alla luce degli insegnamenti millenari di maestri spirituali che appartengono a una successione (guru-parampara) che risale a Krsna stesso. Oggi i suoi libri sono considerati opere di consultazione per gli studenti di filosofia delle maggiori universit del mondo.
Infaticabile, A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (1896-1977) viaggi da un capo allaltro della Terra rivolgendosi ogni giorno a un vasto pubblico, e con costanza istru i suoi discepoli affinch a loro volta essi potessero offrire a tutti la saggezza vedica nella sua purezza originale.


Opere di sua divina grazia  A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

TRADOTTE IN ITALIANO
La Bhagavad-gita cos com
Srimad-Bhagavatam, Canti 1-12
Sri Caitanya-caritamrta
Gli insegnamenti di Sri Caitanya
Il nettare della devozione
Il libro di Krsna
Upadesamrta - Il nettare dellistruzione
Sri Isopanisad
Viaggio facile verso altri pianeti
Una seconda opportunit
Incontro con il maestro spirituale
La vita di Sri Caitanya
Gli insegnamenti di Kapiladeva
Gli insegnamenti della Regina Kunti La scienza del s (lautorealizzazione) Viaggio alla scoperta del s
La coscienza di Krsna: il metodo di yoga pi elevato
Il messaggio di Dio
Il sentiero della perfezione
La vita viene dalla vita
La perfezione dello yoga
La coscienza di Krishna: il dono pi prezioso
Una seconda opportunit
Ritorno a Krsna - rivista bimestrale (fondatore)
altre opere In Inglese
Krsna, the reservoir of pleasure Light of the Bhagavata Civilization and transcendence On the way to Krsna
Elevation to Krsna consciousness Transcendental teachings of Prahlada Maharaja Srila Prabhupada
Krsna Art
Art of Transcendence
Darsan
Ramayana

altre Pubblicazioni in Italiano
Srila Prabhupada-lilamrta
Prabhupada: un santo nel ventesimo secolo
Sri Brahma-samhita Alta cucina vegetariana Un gusto superiore
Canti degli acarya vaisnava



Finito di stampare nel mese di novembre 2011
